"Vorresti avere più braccia, per stringerli tutti!"

di "aiutare i bambini"

Quest’estate la volontaria di "aiutare i bambini" Francesca Abeltino ha visitato il progetto “Adozione a distanza dei bambini di Esmeraldas”, in Ecuador.



Racconta:

“Il viaggio per Esmeraldas è un po’ lungo… soprattutto considerando i tre scali fatti prima di arrivare a Quito. Nel viaggio da Quito ad Esmeraldas vengo colpita dalle montagne che nella loro imponenza ma anche dolcezza rivelano subito le mille differenze dalle nostre Alpi. Il luogo è dominato da un clima equatoriale quindi estremamente verde con foreste tropicali a perdita d’occhio. Ad attenderci all’aeroporto di Esmeraldas c’è Sr Giusy con una ragazza che scopriremo essere una futura novizia. L’incontro e l’energia del momento sono già un meraviglioso BENVENUTE, come se lì ad accoglierci, dall’altra parte del mondo, ci fossero dei nostri famigliari.

Esmeraldas continua ad essere una città estremamente degradata con barii dominati da droga, violenza e povertà. La desolazione delle case intorno alla residenza delle suore ci fa subito capire che tipo di contesto sia quello. Tetti in lamiera, case non intonacate, pavimenti in cemento grezzo, finestre in cui al posto del vetro ci sono delle assi di legno che costeranno probabilmente meno ma che rendono l’ambiante interno estremamente buio. Qua e la bimbi che corrono, che inseguono un pallone, che ci guadano con curiosità.
La scuola è l’ambiente più sano e più pulito in cui loro stiano. Li è tutto curatissimo, dalle piante all’igiene…e ai bambini questo serve. Serve capire che si può vivere anche in un ambiente ordinato e gradevole. Che non bisogna sporcare gratuitamente, che è importante essere puliti. Il progetto della scuola è certamente di aiuto per i tanti bambini che si trovano a vivere in una realtà di incredibile miseria. I canti, le maestre, l’ordine, servono a dare loro un’idea di rigore, di speranza per un futuro migliore. Non sappiamo cosa offrano in questi termini le altre scuole ma certamente oggi ve ne sono molte altre.
La fame pare non esserci più e per questo motivo la scuola non somministra più cibo, se non la “colada”, ovvero acqua calda unita a farine di vari cereali, che viene passata dal Governo.
La struttura ha dei costi importanti soprattutto per via dell’altro livello di pulizia e di servizi che vengono prestati.
Quel che manca a questi bambini/ragazzi è una concreta speranza di occupazione una volta usciti dalla scuola. Purtroppo la percentuale di ragazzi che si perde per strada una volta terminati gli studi, è altissima.
Questo crea molta frustrazione nelle Suore che comunque ogni giorno si devono rapportare con una realtà difficilissima. Bambini con una media di 4 o 5 fratelli, mamme disoccupate, case che cadono a pezzi, bambini disabili, questa sono solo alcune delle problematiche che le Suore cercano di risolvere nel loro piccolo, ma i risultati saranno realmente visibili solo tra qualche decennio e solo quando nascerà una forma di economia. Le Suore da sole non possono cambiare un sistema.

Poi ci sono i bimbi….loro sono fantastici!!!
Praticamente dal primo giorno loro cercano di stabilire un contatto con noi. Cercano le nostre mani, i nostri capelli, i nostri sguardi, la nostra fisicità. E’ difficile spiegare il senso che la tua vita assume in quei momenti. Ti rendi conto di quanto poco basti per farli felici e di come abbiano bisogno di sentirsi coccolati, abbracciati, baciati, accarezzati. Vorresti avere più braccia, più mani, vorresti stringerli tutti e donare a tutti loro un pezzetto. Nella scuola l’età varia dai 6 anni agli 11 e a voler stare con noi sono soprattutto i più piccoli, ma a volte anche gli altri.
Poi nei giorni che seguono i bambini ti vedono sempre di più come una figura verso cui andare, con cui stare anche fermi purché possano stringere un pezzo del tuo braccio, della tua mano o della tua gamba.
Noi abbiamo visitato alcune delle famiglie di questi bimbi e quando capisci quale sia la loro vita fuori dalla scuola, fatta di case diroccate, cani randagi, padri inesistenti, madri che per disperazione e impossibilità di fare altrimenti hanno rapporti con altri uomini sotto lo sguardo dei figli…. allora capisci perché quel momento che tu puoi regalare loro di tenerezza e di amore diventi per loro così speciale.

I giorni alla fine sono volati, uno dopo l’altro … e le cose da scrivere sarebbero tantissime, ma lo sguardo di questi bimbi, i loro baci, i loro abbracci sono la cosa che più mi è rimasta dentro… che non scorderò mai e che scaldano il mio cuore in questa nostra realtà in cui ci pare di avere tutto ma in cui ci perdiamo anche tanto.
Grazie Esmeraldas!”


 

17 novembre 2011
 
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