Abaetetuba, diario di un’esperienza vera dal Brasile

di "aiutare i bambini"

La volontaria romana di “aiutare i bambini” Grazia Bigonzoni questa estate ha visitato il progetto in Brasile “Ampliamento della sede per la Pastoral do Menor”, centro che si occupa di bambini poveri e in situazioni di rischio. Al suo ritorno ci racconta:
“Davvero un’impresa riuscire a condensare in poche pagine quello che ha riempito quasi un quaderno di diario. Difficile, davvero difficile, infondere a delle lettere inerti una vitalità tale da trasmettere a chi legge le emozioni che chi scrive ha provato. Avete presente il film di Walt Disney Fantasia? Beh, il mio cuore dopo Abaeté è così, gli oggetti si animano, il mondo si colora, gli elefanti danzano leggeri e c’è musica, tanta musica.
Esperienze come questa non possono cambiarti la vita, anche se ci provano in tutti i modi, ma te la trasformano parecchio. I miei amici mi hanno criticata per aver scelto questo modo alternativo di passare  le mie ferie e mi sono talmente pentita che ho deciso che l’anno prossimo le settimane invece che due saranno quattro.
Raccontare Abaeté in poche righe è davvero impossibile, lì Cristo, dopo la sosta a Eboli, si è fermato.
La maggior parte della gente vive in baracche di legno, talvolta di mattoni grezzi, fatte per lo piĂą di un unico ambiente, dove i piĂą fortunati hanno un materasso centrale e delle amache attaccate qua e lĂ . Non esistono arredi, niente sedie, tavoli, armadi, giusto un fornello e pochi utensili da cucina da condividere conla famiglia. Maamache, panni e bambini danno colore, tanto colore a questa povertĂ .
I pochi abiti, che in confronto ai nostri armadi quattro stagioni fanno si e no un quarto di stagione per 6-8 persone, sono ammassati in valigie o buttati sopra fili attaccati alle travi delle baracche. Cosa mangiano, come mangiano, nessuno può dirlo con certezza, per alcuni mesi dell’anno si nutrono di Açai, un frutto di aspetto simile alle nostre olive che fornisce un succo molto nutriente, ma la cosa fantastica è che qualunque stupidaggine abbiano da mangiare che sia un frutto, un biscotto o un bicchiere di succo, sono disposti a dividerlo con te.

Abaeté è bambini e adolescenti e bambini e adolescenti e ancora bambini e adolescenti….i vecchi non esistono, anche perché a 40 anni, dopo 35 anni di lavoro di strada, dopo fame, stenti, droga e prostituzione e magari 6, 8 figli che cominci a sfornare anche a 14anni, a 40 anni sei già vecchio. Non esistono cure di bellezza laggiù, per molti già è tanto che ci sia il fiume per lavarsi, lo stesso fiume dove spesso finiscono anche gli scarichi dei “bagni”, tavole bucate che dalle palafitte lasciano ricadere gli escrementi insieme a mondezza di ogni genere. Però la cosa assurda, ogni popolo povero ha le sue incongruenze, è che anche le famiglie che hanno quasi niente, si indebitano per la vita per la festa dei 15 anni di una figlia femmina, a starci in mezzo sembra un ballo delle debuttanti, con abiti da sera, addobbi sfarzosi e rinfresco da far invidia alle principesse più famose. E ogni povero ha il suo cellulare, per lo più rubato (a me lo hanno preso il secondo giorno), che non serve a telefonare, i poveri non hanno soldi per le ricariche, ma ad ascoltare la musica, che culli un neonato per farlo addormentare, che distragga un bimbo dal suo pianto o che muova il corpo di un adolescente per farlo sognare un po’, che venga sparata a palla dalle auto con vetri scuri di chi può, l’importante è che sia musica. Musica che riunisce gruppi di anziani la sera davanti a un portone, dove qualcuno ha portato da casa qualche sedia, dove ognuno ha il suo strumento “ufficiale” o rimediato (un barattolo di latta con dei fili di perline fatte scorrere sopra è un accompagnamento favoloso). Musica che fa dimenticare che Abaeté è anche droga, tanta droga, uno spacciatore guadagna in un giorno l’equivalente di un salario mensile, a chi non farebbe gola? E la droga porta bande giovanili, violenza, delinquenza, omicidi (ci si uccide anche per una semplice litigata tra amici) e prostituzione, tanta, anche di ragazzine. E la polizia? La polizia di Abaeté è per lo più corrotta, controlla molti dei traffici e resta impunita a meno che non la cogli con le mani nel sacco, sempre che ti consentano di sopravvivere prima di raccontarlo. Le case dei più fortunati, come quella di Andrea che da 15 anni dedica la sua vita per dare agli adolescenti un futuro migliore, sono protette da alte mura e da fili elettrificati e hanno un guardiano che gira armato di notte.

In fondo Abaetetuba non è diversa da tanti luoghi dell’Africa o dell’Asia o dell’America centrale, ma io sono stata qui e quindi per me è davvero un posto speciale. Mi chiedono come sono stata? E quando racconto che il figlio di una donna con cui ho fatto amicizia è ricercato e latitante per aver ucciso un collega di lavoro durante una litigata, mi dicono “ma tu sei tutta matta!”. Eppure da quando sono tornata la mia vita ha un senso nuovo. Nei miei sogni c’è sempre un fiume e ci sono i colori e c’è tanta musica (a parte a un mucchio di zanzare)…e le mie giornate sono migliori, perché i problemi che ho ritrovato ora mi sembrano più piccoli e quasi insignificanti.

Ho tanti progetti e tanto entusiasmo, così tanto che sull’aereo del ritorno, raccontando a due signori della mia esperienza, mi hanno messo in mano 100 Reais (l’equivalente di 50 Euro) per iniziare a costruire qualcosa di concreto, una piccola goccia di un mare enorme ma che spero un giorno possa dare il suo contributo.

E mi fermo qui, le foto parleranno per me e per tutti gli amici che mi aspettano laggiù. Il resto se riesco, lo sto raccogliendo in una guida del posto, non ne esistono, almeno non ne ho viste, dove racconto di piante e animali dai nomi strani come assai, acarì, ituì, tipitì, tutupì, urubù (su questo ci sarà un capitolo dedicato!) –queste le pronunce- e altro, di usi e costumi, di luoghi, di persone e delle storie che ho sentito dalle bocche dei miei amici, una guida per chi vorrà intraprendere questa esperienza certamente non facile ma che ti lascia dentro la voglia di sentirsi fortunati ogni giorno per tutto ciò che la vita ci dà e per chi vorrà saperne molto, molto, molto di più…
Grazie Abaeté e a presto.”


Grazia

17 ottobre 2011
 
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 
  

Segui Tiscali su:

© Tiscali Italia S.p.A. 2014  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali