Il Municipio Roma IV è senza servizi sociali

Il Municipio Roma IV è senza servizi sociali
di Maurizio Ermisino

Decine di cassette di fiori sono apparse in questi giorni per tutto il territorio del Municipio Roma IV. È un modo, pacifico e creativo, di protestare contro la chiusura dei servizi e dei progetti del Piano sociale municipale. Molti dei progetti e dei servizi previsti del Piano Regolatore Sociale del Municipio Roma IV sono stati chiusi durante l'estate e dovranno essere rimessi a bando. Non è stata ancora prevista alcuna misura per garantire l'erogazione dei servizi fino all'aggiudicazione della nuova gara. Per questo, ad opera di due reti sociali di quartiere nate a San Basilio e Pietralata sulla scorta del lavoro dei progetti sociali interrotti (San Basilio Social Street e Pietralata Social Street) è nata la “Protesta dei fiori”. Piante e cassette colorate, con cartelli che spiegano la situazione e appelli che ne chiedono la soluzione, sono spuntate vicino alle fermate metro di S. Maria del Soccorso, Rebibbia, Pietralata e in Via Silvano, nel cuore del quartiere di Pietralata. Le immagini delle cassette sono rimbalzate sui social network generando centinaia di condivisioni e migliaia di visualizzazioni.

È il segnale che i quartieri del Municipio Roma IV hanno bisogno di questi servizi. E che chiedono a gran voce al Municipio e al Presidente di impegnarsi a riattivare i servizi. Questa situazione, infatti, sta privando i quartieri di importanti attività: laboratori nelle scuole, sostegno alle famiglie, spazio compiti, decoro urbano, corsi di italiano per stranieri, laboratori di autorappresentazione, e l’innovativo progetto delle social street di quartiere, il primo in Italia che mette insieme fondi pubblici e iniziative private. Tutto questo e molto altro è stato interrotto, e a oggi non si sa per quanto tempo.

Questa situazione priva gli utenti, i quartieri in cui i progetti operavano e le scuole del territorio di importanti attività e li condanna, per permettere lo svolgersi delle procedure previste dai bandi europei, ad una interruzione di lungo periodo che rischia di arrivare anche ad un anno. I progetti e i servizi sociali previsti dal Piano Regolatore Sociale municipale interessavano non solo utenti fragili (minori a rischio, soggetti in difficoltà socioeconomica, anziani) ma sostenevano e coinvolgevano tutto il tessuto sociale, culturale ed educativo del territorio e in particolare di quartieri a rischio come San Basilio, Pietralata, Settecamini: le scuole, le biblioteche e i centri culturali, i centri anziani, le associazioni locali di volontariato, i poli sociosanitari che erano coinvolti con laboratori ed attività di cui usufruivano centinaia di cittadini, di alunni, di famiglie.

Molti cittadini, utenti, operatori, esponenti del volontariato e delle scuole, sono preoccupati e temono che questa probabile e lunga interruzione dei servizi e dei progetti sociali del municipio vanifichi anni di lavoro e di impiego di risorse pubbliche e causi seri danni nel tessuto sociale di quei quartieri a rischio di cui si parla continuamente sui media, e nei quali erano stati calati i progetti del Piano Regolatore Sociale appunto per sanare, curare, prevenirne il disagio, coinvolgendo i cittadini e le realtà locali. Questa situazione grava su utenti e lavoratori in un modo insostenibile, sia dal punto di vista occupazionale (si tratta di molte decine di operatori sociali che rimangono senza lavoro) che dei diritti delle persone a usufruire di un servizio pubblico in maniera costante, continuativa ed efficace.