Lo scienziato britannico Stephen Hawking andrà nello Spazio

askanews

Milano (askanews) - Se la malattia lo ha imprigionato in un corpo semi-paralizzato costretto a dipendere dalla tecnologia per muoversi e comunicare, non ha, tuttavia, impedito al suo spirito indomabile e alla sua sete di conoscenza di viaggiare oltre i confini della nostra galassia, fino a indagare i misteri dei buchi neri e le origini stesse dell'universo.Ora però, l'astrofisico britannico Stephen Hawking, da oltre 30 anni costretto all'immobilità dalla Sclerosi laterale amiotrofica, lo Spazio lo potrà vedere "da vicino", grazie all'offerta del magnate britannico Richard Branson, patron della Virgin Galactic, che gli ha offerto un passaggio per un volo suborbitale a bordo della sua navetta in occasione del primo volo turistico spaziale."Avevo paura che nessuno mi avrebbe portato - ha confessato lo scienziato - Richard invece mi ha offerto un posto e ho accettato immediatamente".La strada certo non sarà facile. Non solo per gli obiettivi problemi di salute di Hawking che per lui non sembrano comunque essere un ostacolo insormontabile, a prescindere da quel che diranno i medici che pure negli anni '80 gli avevano dato pochi mesi di vita. Il vero problema sono i ritardi accumulati dal programma della Virgin Galactic, ulteriormente rallentato dall'incidente del 2014 alla navetta SpaceShipTwo in cui perse la vita il collaudatore Michael Alsbury.Hawking, 75 anni, è stato insignito nella sua carriera di numerosi riconoscimenti per i suoi studi sull'origine dell'universo ma non ha mai vinto il premio Nobel. Nel 2007 partecipò a un volo parabolico a gravità zero per sperimentare l'assenza di peso come nello Spazio. Riguardo alla vita extraterrestre Hawking ha le idee chiare: gli alieni esistono - ha sempre spiegato - e non ci conviene contattarli perché se fossero ostili potrebbero annientarci in poco tempo.