"La Terra è piatta", un guidatore di limousine: "Smaschererò il complotto dei massoni"

Mike Hughes, 61 anni americano, sostiene sia in atto una cospirazione mondiale per nascondere la vera forma del nostro pianeta

Mike Hughes e il suo razzo anti-complotto
Mike Hughes e il suo razzo anti-complotto
di R.Z.

“La Terra è piatta”. Mike Hughes, 61 anni americano conosciuto nel suo quartiere con il nome Mad Mike, vuole stravolgere i piani dei potenti del pianeta, complici a suo dire di una cospirazione mondiale atta a nascondere la vera forma del nostro mondo. Pur di dimostrare la sua teoria, il prossimo 25 novembre partirà a bordo di un razzo che ha costruito con le proprie mani. Non un giocatolo, ci tiene a precisare, ma “un vero gioiello della tecnologia”: per realizzare il velivolo e la rampa indispensabile per il lancio ha speso… 20 mila dollari.

Un complotto dai massoni che controllano la Nasa

Se dovesse andare tutto secondo i piani, il razzo di Mike dovrebbe accelerare fino a una velocità massima di 800 chilometri orari e viaggiare a circa 1,6 km dal sito di lancio, dove Hughes effettuerà successivamente un atterraggio con il paracadute. “È il primo passo verso la costruzione di un razzo più potente”, ha spiegato Hughes. Comunque sia già ora sarà in grado di arrivare oltre l’atmosfera così da fotografare la Terra e finalmente mostrare alla popolazione mondiale la verità: il mondo è piatto e a forma di disco. Secondo il 61enne, la sfericità della Terra è una menzogna dell’Agenzia spaziale statunitense, la Nasa, controllata dai potenti massoni.

Il test precedente non finì nel migliore dei modi

Hughes tentò già in passato di trovare elementi inconfutabili in grado di confermare la teoria del suo complotto. Il 30 gennaio del 2014 si era fatto lanciare con un razzo più piccolo da una proprietà privata dell’Arizona. Il volo, sfortunatamente, durò pochissimo, non riuscì a coprire neppure 500 metri. Lo scienziato ebbe un problema con l’apertura del paracadute e si schiantò nel deserto del Mojave: finì ricoverato per diverse settimane in ospedale. La parte più importante dell’esperimento risulta esser proprio il lancio con la vela. E’ infatti in quel momento che Mike dovrà sfoderare la sua macchina fotografica e realizzare gli scatti che sveleranno il complotto.

Chiede fondi alla Rete, ma nessuno lo sostiene

Il 61enne, qualora non dovesse riuscire nel suo test, ha già fatto sapere di esser pronto a ripetere la prova. Di recente ha già avviato un’operazione di crowdfunding per la raccolta di fondi. Il suo obiettivo finale è di 150 mila dollari, ma al momento ha superato di poco i 300 dollari.