Ecco la terapia che ferma il diabete giovanile sul nascere

La sperimentazione di fase 1 ha dato risultati positivi

Ecco la terapia che ferma il diabete giovanile sul nascere
Redazione Tiscali

Il diabete giovanile, anche detto di tipo 1, insulino-dipendente, potrebbe esser presto cancellato dalla faccia della Terra. Un’equipe congiunta di ricercatori dell'Università di Cardiff e del King's College di Londra hanno infatti testato con successo una terapia che si è dimostrata in grado di agire sul sistema immunitario del paziente bloccando sul nascere la malattia. I risultati dello studio, pubblicati sulle pagine della rivista Science Translational Medicine, danno nuova speranza a tantissimi pazienti. Soltanto in Italia, la prevalenza del diabete di tipo 1, risulta essere tra lo 0,4 e l'1 per mille. L'incidenza è compresa tra i 6 e i 10 casi per 100 mila per anno nella fascia di età da 0 a 14 anni, mentre è stimata in 6,72 casi per 100 mila per anno nella fascia di età da 15 a 29anni. Fa assoluta eccezione la Sardegna che ha un' incidenza tra le più alte del mondo, pari a 34 casi per 100mila per anno nella fascia di età di 0-14 anni.

Diabete giovanile bloccato sul nascere

Per il momento il trattamento è stato testato su 27 pazienti cui la malattia era stata da poco diagnosticata. Il diabete giovanile è una malattia cronica, autoimmune, inquadrabile nel gruppo delle patologie note come diabete mellito, caratterizzata da un'elevata concentrazione di glucosio nel sangue, a sua volta causata da una carenza di insulina nell'organismo umano. Il sistema immunitario del paziente va in tilt e attacca il pancreas del paziente stesso, distruggendo la porzione dell'organo deputata alla produzione dell'insulina. I soggetti sono loro malgrado costretti a introdurre l’ormone attraverso iniezioni quotidiane. La nuova immunoterapia, che ha il compito di “difendere” il pancreas, si è dimostrata totalmente sicura sui 27 pazienti cui il diabete era stato diagnosticato da non più di 100 giorni.

Con la terapia danni del pancreas sono "congelati"

Il pancreas dei malati non ha subito danni dovuti alla naturale evoluzione della malattia: otto dei pazienti hanno ricevuto la terapia a base di anticorpi specifici mentre ai restanti 19 un semplice placebo. Stando a quanto evidenziato dal team di scienziati, inoltre, la nuova terapia è risultata in grado di mantiene stabile la malattia, consentendo ai volontari di mantenere immutati i quantitativi di insulina per regolare la glicemia. Così non è stato per i pazienti che hanno ricevuto il placebo. I ricercatori, sempre attraverso le pagine della rivista, hanno fatto sapere di essere pronti a dare seguito alla sperimentazione ripetendo il test su un numero di pazienti più cospicuo, così da confutare l’efficacia della nuova cura.