Nel futuro colonie di micro-robot che possono trasformarsi in qualsiasi cosa

Le unità modulari sono capaci di auto-assemblarsi, rovesciandosi e auto-riparandosi

Redazione Tiscali

La fantascienza è stata per l’ennesima volta spunto per una nuova tecnologia che potrebbe diventare realtà già nei prossimi anni.  Un team di ricercatori dell'Università libera del Belgio, coordinato dall'italiano Marco Dorigo, ha creato una innovativa generazione di robot dotato di “sistema nervoso” e cervello, senza una forma né una funzione particolare, ma capaci di unirsi per prendere qualsiasi aspetto e fare idealmente qualsiasi cosa. Stando a quanto riportato sulle pagine della rivista Nature Communications i ricercatori hanno realizzato dei minuscoli robot modulari, capaci di auto-assemblarsi e assumere qualsiasi forma unendosi, rovesciandosi e auto-riparandosi, mentre conservano pieno controllo e senso-motorio, a seconda del compito da svolgere.

Controllati da un cervello collettivo e da un solo sistema nervoso

“Ogni robot da solo è autonomo e capace di attaccarsi all'altro. Per muoverli, abbiamo immaginato che ognuno avesse un proprio sistema nervoso e cervello", spiega il professor Dorigo.  Quando due robot si attaccano, "uno dei due cede il controllo all'altro, passando al suo cervello le informazioni per fargli controllare il suo corpo. Il robot in questo modo cresce di dimensioni, ma c'è un unico cervello a comandare e un solo sistema nervoso virtuale". I robot scelgono da soli la forma e le dimensioni adatte al compito da svolgere o l'ambiente in cui si trovano.

Sono in grado di auto-ripararsi e rimuovere le parti malfunzionanti

I piccoli robot, come detto, riescono persino ad auto-ripararsi, rimuovendo o sostituendo le parti malfunzionanti. Ogni componente del 'corpo collettivo' ricavato mantiene conoscenza del proprio corpo e degli altri suoi simili collegati al network. Quando una delle macchine deve scollegarsi dalla collettività il suo “cervello”, come anche il suo sistema nervoso, si rigenera così da poter operare in maniera indipendente. I robot creati dal gruppo di ricercatori è in grado di trovare, sollevare e muovere oggetti.

Progetto coordinato da un ricercatori italiano

La tecnologia è stata testata positivamente su un gruppo di 10 unità, ma a detta dei ricercatori è possibile arrivare a numeri ben più importanti. "Il prossimo passo - conclude Dorigo - sarà applicare la tecnica a sistemi più complessi, senza la necessità del contatto fisico tra un robot e l'altro. Penso a un gruppo di droni che collaborano o di macchine autonome che si aggregano in gruppi controllati da sistemi nervosi virtuali. E' come se si formasse un insieme di persone con una gerarchia, dove uno prende le decisioni e gli altri devono eseguirle".