Lavatrici e robot si controlleranno con la mente. Ricercatore rientra in Italia per rivoluzionare il mondo

Il professor Francesco P. Andriulli si appresta a creare un proprio laboratorio che darà lavoro a 10 giovani scienziati

Lavatrici e robot si controlleranno con la mente. Ricercatore rientra in Italia per rivoluzionare il mondo
Redazione Tiscali

Un algoritmo per controllare con il potere della mente robot e sistemi antropomorfi come lavatrici, frigoriferi e Tv. Il professor Francesco P. Andriulli, docente del Politecnico di Torino, è certo di poter trovare presto un modo per far dialogare l’uomo con la maggior parte dei dispositivi domestici. L’obiettivo, naturalmente, è quello di render la vita di ognuno di noi decisamente più agiata. L’algoritmo, che il suo gruppo metterà a punto a breve, verrà donato alla collettività attraverso codice open source. L’esperto, che vanta riconoscimenti internazionali - ha vinto anche un European Research Council (ERC), prestigioso premio alla ricerca dell’Unione Europea che vale la bellezza di 2 milioni di euro - ritiene che il suo lavoro possa da qui ai prossimi anni dar vita ad una super tecnologia per l’invisibilità e a nuovi sistemi per la diagnostica dei tumori.

Presto assumerà 10 giovani

Lui, che per tanti anni è stato uno dei cosiddetti cervelli in fuga, ha scelto di rientrare in Italia e di lavorare con alcuni giovani ricercatori. Grazie al premio in denaro assegnatogli dall’Ue, il professor Andruilli potrà aprire un proprio laboratorio e assumere una decina di ragazzi. “Il progetto premiato dall’Unione europea - si legge sulle pagine di La Stampa - si propone di accelerare i calcoli che stanno dietro tutte quelle tecnologie che utilizza i campi elettromagnetici: “Non solo io cellulari, ma anche i satelliti e i macchinari come la risonanza magnetica. E quindi di migliorarne enormemente le potenzialità”.

Non solo teorie

Il team di Andruilli ha già messo a punto un elettroencefalogramma che, a differenza di quello tradizionale, permette di entrare virtualmente nel cervello. Attraverso l’ausilio di un casco per la realtà virtuale è possibile ottenere immagini 3D dell’attività cerebrale: “Si vede in tempo reale l’attività elettrica con tanto di lampi simili a quelli di un temporale che attraversano il cranio”. Grazie a questa tecnologia sarà possibile effettuare diagnosi dell’epilessia, dei disturbi dell’attenzione e anche per migliorare le psicoterapie che utilizzano il “neurofeedback”. Quanto preannunciato dal ricercatore italiano non sono dei progetti totalmente nuovi, ma forniranno un salto tecnologico senza precedenti.  “Sarà come passare da un mouse con due bottoni a un’intera tastiera: le possibilità si moltiplicano”, commenta lo scienziato che aggiunge -. L’elaborazione di dati per i quali oggi sono necessarie settimane, o anche mesi, diventerà rapidissima. “Grazie alla nostra tecnologia - spiega - li otterremo in pochi secondi”.

Politecnico di Torino è strategico

“Lo scelsi già come allievo ingegnere, e ora sono lieto di potervi tornare da docente assieme alla mia ricerca. Il progetto ERC e le sfide che attendono me e la mia equipe non potranno che trarre beneficio dal dinamismo scientifico e dal prestigio di questo Ateneo”. Andriulli, che dall’1 settembre scorso si è trasferito al Politecnico come Professore Ordinario di Campi Elettromagnetici, dove condurrà il suo progetto ERC “321-from Cubic To Linear complexity in computational electromagnetics”, ammette di aver optato per l’ateneo anche “per gli incentivi che mi ha offerto”. In Italia esistono difficoltà oggettive che ostacolano la crescita nel settore della ricerca, ma “ci sono realtà con le carte in regola per competere davvero”.