Muschi al posto dei ghiacci, l'allarme degli scienziati: "L'Antartide si scioglie"

Livello degli oceani potrebbe innalzarsi di 5 metri

Muschi al posto dei ghiacci, l'allarme degli scienziati: 'L'Antartide si scioglie'
Redazione Tiscali

L’Antartide, come oggi lo conosciamo, potrebbe essere stravolto dai cambiamenti climatici che darebbero successivamente il via a gravi mutamenti su scala globale. E’ quanto rivelato da un team di scienziati dell'università di Exeter. In diverse zone del Polo Sud, un tempo coperte da ghiacci perenni, stanno crescendo dei muschi. A detta dei ricercatori, che hanno visto i risultati del proprio studio pubblicati sulle pagine della rivista Current Biology, queste distese verdi conquistano nuovi spazi ora dopo ora. Proprio grazie a queste piante i ricercatori hanno potuto ricostruire i cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi decenni.

Processo di disintegrazione inarrestabile

Tali mutazioni, evidenziano però gli esperti, sarebbero da associare anche ai cambiamenti dei moti ventosi e delle precipitazioni. Risale invece a pochi giorni fa il reportage realizzato da quattro giornalisti del New York Times in collaborazione con un team di scienziati della Columbia University. Secondo i corrispondenti del noto quotidiano "in alcune zone dei poli i ghiacciai sono stati erosi dal basso dall'azione di acque più calde e il flusso di ghiaccio sta diventando sempre più veloce: un'accelerazione che ha portato alcuni scienziati a temere di essere all'inizio di un processo inarrestabile di disintegrazione".

Livello oceani salirà di 5 metri

A seguito di questo fenomeno gli oceani rischierebbero un innalzamento importante, che potrebbe sfiorare persino i 5 metri. L’erosione in atto non sembra esser “contenibile” ma gli scienziati sono tuttora impegnati per comprendere le possibili conseguenze. Al momento la cosa certa è che il ghiaccio marino dell’Antartide si è ridotto in maniera significativa. Questo dimostra sia fondamentale attuare delle azioni rapide. Una di queste potrebbe esser quella di ridurre, dove possibile, il consumo di combustibili fossili. Le tecnologie per sostituire tali fonti energetiche già esistono, e il loro impiego permetterebbe al mondo di evitare conti assai più salati.