Individuate delle molecole in grado di bloccare il glaucoma

La malattia neurodegenerativa, che si stima colpisca 80 milioni di persone in tutto il mondo, può essere fermata

Individuate delle molecole in grado di bloccare il glaucoma
di R.Z.

Un team congiunto di ricercatori dell’University of California (Berkeley) e dell’University of Toronto ha annunciato di essere riuscito a individuare una famiglia di molecole in grado di arrestare la progressione del glaucoma, una malattia neurodegenerativa che provoca danni irreversibili al nervo ottico e, di conseguenza, la cecità. La patologia, che si stima colpisca 80 milioni di persone in tutto il mondo, può esser bloccata grazie a molecole conosciute come mediatori lipidici. I risultati dello studio, pubblicati il 6 novembre sulle pagine del Journal of Clinical Investigation, rappresentano un grande e inaspettato passo avanti nel settore medico. “Non solo questa scoperta potrebbe portare a farmaci per il trattamento del glaucoma - evidenzia Karsten Gronert, professore di optometria e presidente del dipartimento di scienze della visione alla UC Berkeley - ma lo stesso meccanismo e le opzioni per la prevenzione sono applicabili ad altre malattie neurodegenerative”.

Glaucoma colpisce 80 milioni di persone in tutto il mondo

Servendosi di modelli murini, l’equipe ha scoperto che i mediatori lipidici erano in grado di arrestare l’infiammazione e la stessa degenerazione della retina. “Abbiamo lavorato su tutto ciò che si suppone sia anti-infiammatorio - ha spiegato John Flanagan, un altro ricercatore impegnato nello studio - e scoperto che queste piccole molecole giocano un ruolo chiave nella neuroprotezione. Si tratta di una scoperta veramente emozionante”. I ricercatori della UC Berkeley hanno scoperto che gli astrociti, che aiutano a mantenere la funzione cerebrale e formano lo strato di fibra nervosa della retina e del nervo ottico, rilasciano gli agenti biologici terapeutici conosciuti come lipossine A4 e B4. Ciò avviene tuttavia soltanto quando gli astrociti sono a riposo e mantengono la funzione nervosa.

Effetti neuroprotettivi anche contro Alzheimer, Parkinson e SLA

Per testare le molecole il team di scienziati ha somministrato le lipossine nei roditori otto settimane dopo l’insorgenza di danni come il glaucoma e la neurodegenerazione. Dopo 16 settimane gli scienziati hanno valutato l’attività elettrica nelle cellule del ganglio retinico dei topi, scoprendo che la lipossina B4, in modo particolare, aveva la capacità di fermare la degenerazione delle cellule. “Questo piccolo mediatore lipidico - ha detto Gronert - si è dimostrato in grado di invertire la morte cellulare. Nessun farmaco è mai riuscito a farlo prima”. La scoperta potrebbe avere ripercussioni importanti anche in altri settori. Secondo l’equipe il farmaco avrebbe effetti neuroprotettivi anche contro Alzheimer, Parkinson e SLA.

Presentata una doppia domanda di brevetto

Attualmente, l’opzione di trattamento più diffusa per il glaucoma è quella di limitazione degli effetti, attraverso la diminuzione della pressione oculare. Non esiste dunque un trattamento efficace per prevenire o arrestare la neurodegenerazione del glaucoma, considerata da tutti irreversibile. Gli autori dello studio hanno presentato congiuntamente una domanda di brevetto per l’uso di lipossina A4 e B4 per il trattamento del glaucoma e delle malattie neurodegenerative. Il loro obiettivo finale è quello di testare le lipossine negli esseri umani. Nel team degli scienziati impegnati in questa importante ricerca, oltre a Flanagan e Gronert, compare anche il nome di una giovanissima ricercatrice italiana, Alessandra Tuccitto, da tempo in forze presso l’Università di Toronto.

Riferimenti