Missione Juno, da strumento italiano Jiram sorprendenti risultati

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di Askanews

"La missione Juno è partita il 5 luglio 2011 e dopo 5 anni è arrivata a Giove. Obiettivi principali della missione sono di fatto studiare il pianeta in tutte le sue manifestazioni: dal campo magnetico al campo gravitazionale, all'atmosfera. In particolare noi come Italia abbiamo due strumenti a bordo, quello di cui è responsabile scientificamente il mio istituto si occupa di studiare le aurore gioviane e l'atmosfera più superficiale".A parlare è Alberto Adriani, Primo Ricercatore Inaf-Iaps e responsabile per Jiram, lo strumento italiano a bordo della sonda Juno della Nasa, che oggi, presso la sede dell'Agenzia spaziale italiana, ha presentato le osservazioni più significative condotte finora durante il seminario "Missione Juno a Giove: un anno di osservazioni con il Jovian Infrared Auroral Mapper (Jiram)"."Uno strumento costruito primariamente per fare le mappe e studiare le aurore gioviane in realtà, per le sue caratteristiche, possiamo utilizzarlo anche per studiare l'atmosfera e le radiazioni intorno al pianeta stesso. In questo primo anno di attività - spiega Adriani - abbiamo avuto sorprendenti risultati, abbiamo potuto osservare il pianeta con una risoluzione mai avuta prima e per la prima volta abbiamo osservato l'aurora del Sud che non è molto visibile da Terra"."Inoltre abbiamo scoperto come sono fatte le zone polari del pianeta che non sono assolutamente visibili da Terra. C'è tutta una struttura di cicloni stabili o semistabili che permangono e che caratterizzano la dinamica delle zone polari".