Studiati 8 italiani che non dimenticano niente: ricordano qualunque cosa anche cosa indossavano decenni fa

Estraggono dal loro passato dettagli banali di una giornata qualsiasi di 10 anni fa, dai vestiti che indossavano a che cosa avevano mangiato a pranzo

Studiati 8 italiani che non dimenticano niente: ricordano qualunque cosa anche cosa indossavano decenni fa
TiscaliNews

Scovati dai ricercatori 8 italiani con ipermemoria autobiografica, quella capacità prodigiosa che consente di ricordare i dettagli banali di una giornata qualsiasi di 10 anni fa, dai vestiti che indossavano a che cosa avevano mangiato a pranzo.

Lo studio

Lo studio, condotto alla Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma e pubblicato sulla rivista PNAS, ha coinvolto l'Iss, l'Università di Perugia, l'Università della California-Irvine e la Sapienza di Roma. La ricerca apre le porte alle cure per ripristinare i sistemi di memoria in condizioni patologiche. Sebbene molti siano in grado di ricordare con accuratezza eventi ad alta connotazione emotiva, come il matrimonio o la nascita di un figlio, le giornate normali vengono solitamente dimenticate o lasciano tutt'al più solo un vago ricordo.

Gli italiani con una super memoria

I soggetti dotati di ipermemoria autobiografica non dimenticano nulla. E ora sono al centro, per la prima volta al mondo, di uno studio di risonanza magnetica funzionale per comprendere i meccanismi neurobiologici alla base di questa straordinaria capacità di memoria. "Abbiamo monitorato otto persone con ipermemoria, individuate dal gruppo di ricerca nella popolazione italiana a partire dal 2015, e 21 soggetti di controllo con memoria normo-tipica", spiega il primo autore dello studio Valerio Santangelo, dell'ateneo di Perugia e della Fondazione Santa Lucia.

 

Giovanni Gaio e Marco Pietrantuono

Solo in 8 hanno superato il test

Nell’agosto del 2016 la trasmissione Superquark ha parlato di questa particolare memoria, spiegando l’intenzione dei ricercatori di voler svolgere uno studio in Italia. "Ci contattarono decine di persone che ritenevano di essere ipertimesici ma solo in 8 hanno superato i due test", ricorda Valerio Santangelo. Il primo test consisteva in 30 domande su eventi pubblici in cui viene chiesto al soggetto di ricordare anche il giorno della settimana in cui è accaduto e poi se è in grado di associare un evento perdonale/autobiografico. Il principio è che se il soggetto è preciso rispetto all’evento pubblico allora ci si può fidare anche del suo ricordo autobiografico.

Ricordi personali e pubblici

Il secondo test è molto più complicato ed è stato fatto solo a chi ha ottenuto un buon punteggio al primo test: consiste in 10 date random (ad es., 5 aprile 2003) e viene chiesto al soggetto di rievocare un ricordo personale e uno pubblico nell’arco di 30 giorni prima o dopo quella data, con lo stesso principio del primo test. Una volta individuati gli otto che hanno superato entrambi i test i soggetti sono stati sottoposti, per la prima volta al mondo, a risonanza magnetica funzionale per comprendere i meccanismi neurobiologici alla base di questa straordinaria capacità di memoria

Non dimenticano niente

“La prima volta che ho incontrato un ipermemore, Giovanni Gaio, era l’inverno 2016, ed eravamo a Roma. Mi ha stupito elencandomi tutte le volte che aveva nevicato a Roma. Essendo un fatto raro andava sempre sui giornali e lui lo ha memorizzato”,  racconta Valerio Santangelo. La cosa straordinaria è che, oltre a ricordare il giorno della settimana di una data lontana nel tempo (ricordano che il 3 agosto del 2011 era un mercoledì), presentano una completa assenza di esitazione o di sforzi consapevoli quando devono richiamare alla memoria eventi che hanno vissuto anche decine di anni prima".

La memoria naturale

Marco Pietrantuono, un altro pochi  italiani dalla memoria di ferro, in un’intervista al Corriere ha rivelato: “A scuola non ero il primo della classe. Favorito nell’imparare tabelline o poesie di Leopardi? Macché. Io sfrutto la mia dote in modo spontaneo, mai a comando”.
"Noi lavoriamo sulla memoria autobiografica, legata alle emozioni - confermano i ricercatori - ben diversa da quella che ad esempio aiuta a fissare le nozioni. Le informazioni che si acquisiscono con lo studio, per esempio preparare un esame universitario, sono di tipo semantico e non autobiografico. Quella che questi soggetti hanno potenziata è invece una memoria naturale o istintiva".

 Pro e contro della ipermemoria

Tra i fantastici 8 c’è chi è molto felice di questo potere e chi invece si lamenta per l’impossibilità di dimenticare eventi particolarmente negativi. “L’ideale sarebbe avere una supermemoria che filtra solo le esperienze positive” concordano i ragazzi. Pietrantuono ci scherza su: “Mia moglie dice quando litighiamo sono un osso duro, le rinfaccio episodi che sono finiti nel dimenticatoio». Giovanni Gaio, che si occupa di Formazione ricorda che già dalle scuole elementari possedeva questa dote: “Non è sempre così semplice gestirla. Basta una parola, un profumo o una musica per far emergere dettagli di vita che ai più possono passare inosservati. A volte per questa mia caratteristica posso apparire pedante e noioso, ma solo per chi non mi conosce”.

I risultati dello studio

Patrizia Campolongo, della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia, aggiunge: "I risultati dello studio sembrano mostrare che l'ipermemoria consista principalmente nella capacità di accedere, tramite il circuito prefrontale-ippocampale, a tracce mnestiche non accessibili invece agli altri soggetti, spiegando così la maggiore capacità dei soggetti ipermemori di riportare alla luce dettagli infinitesimi del loro passato".  

La ricerca apre le porte a cure

La ricerca permette di aprire nuove frontiere di ricerca sulla memoria, tradizionalmente studiata in termini di ipo-funzionamento in condizioni patologiche. "Comprendere i sistemi neurobiologici alla base dell'iperfunzionamento di memoria - conclude Simone Macrì, dell'Iss - fornisce di fatto importanti indicazioni su come intervenire per ripristinare un funzionamento adeguato dei sistemi di memoria in condizioni patologiche".