Nei giocattoli, negli involucri e nei contenitori per il cibo: così i ftalati minacciano la nostra salute

La pericolosa sostanza è presente ovunque e risulta esser causa mi molte malattie croniche

Nei giocattoli, negli involucri e nei contenitori per il cibo: così i ftalati minacciano la nostra salute
Redazione Tiscali

Sostanze contenute nella plastica e nei cosmetici, ma anche nei giocattoli e negli involucri e contenitori per cibo, gli ftalati (i plastificanti più comuni al mondo) potrebbero aumentare il rischio di malattie croniche, dal diabete alle patologie cardiovascolari, alla pressione alta. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Research e condotta presso la University of Adelaide e il South Australian Health and Medical Research Institute. Coordinato da Zumin Shi dell'Università di Adelaide, lo studio ha coinvolto 1500 uomini, ma i risultati potrebbero benissimo essere rilevanti anche per le donne.

Un nesso tra la presenza dei ftalati e l’insorgenza di malattie croniche

Gli ftalati sono sostanze comunissime, si trovano un po' ovunque, dai contenitori in plastica, ai profumi sintetici, dai fogli antistatici ai rossetti, a spray per capelli e alcuni saponi e molto altro. Già in passato diversi studi hanno evidenziato un nesso tra presenza di ftalati nell'organismo e rischio di diabete di tipo 2 addirittura raddoppiato. In questo studio l'esposizione a tali sostanze chimiche è stata più in generale collegata a tutte le malattie croniche.

Ftalati esercitano influenza sul sistema ormonale e sul metabolismo

Gli esperti hanno misurato i livelli di ftalati nelle urine di ciascun partecipante e visto che il rischio di una o più malattie croniche sale con l'aumentare delle concentrazioni di ftalati nelle urine. Il motivo per cui queste sostanze sono potenzialmente pericolose resta da appurare, anche se diverse ricerche hanno portato a ipotizzare che gli ftalati esercitino un'influenza sul sistema ormonale e sul metabolismo. Un'altra spiegazione potrebbe invece essere che il livello di ftalati nel corpo sia solo uno specchio degli stili di vita delle persone e in particolare della loro tendenza a diete non salutari, che a loro volta potrebbero aumentare il rischio di malattie croniche.

Una soluzione arriva dal limone: così nasce la “plastica bio”

Un team di ricercatori dell'Istituto di ricerca chimica della Catalogna potrebbe però aver trovato il modo di produrre una rivoluzionaria “plastica bio”. Le sostanze dannose verranno rimpiazzate dal limone. Gli esperti hanno lavorato sui policarbonati: materiali utilizzati ovunque, dalla custodia dello smartphone alle ali degli aeroplani, ma che suscitano perplessità per via della presunta tossicità del bisfenolo A (BPA), una delle molecole principali nella produzione di policarbonati. In uno studio pubblicato sulla rivista ACS Catalysis, gli studiosi hanno spiegato di aver sviluppato un metodo di produzione dei policarbonati che usa due sostanze abbondanti in natura: il limonene - un idrocarburo contenuto nella buccia degli agrumi - e la CO2, cioè l'anidride carbonica.

Anche l’Unione europea guarda al limonene con interesse

Il limonene, in particolare, sembra in grado di sostituire il BPA, che è sotto la lente d'ingrandimento dell'Ue. Il mese scorso, infatti, il comitato degli Stati membri dell'Autorità Ue per le sostanze chimiche si è espresso all'unanimità evidenziando la possibilità che il bisfenolo A abbia effetti nocivi sull'apparato endocrino e il sistema ormonale. La decisione apre a future misure restrittive sul suo utilizzo, che già dal 2011 è vietato in Europa per la produzione di biberon. "Il BPA è sicuro ma causa ancora preoccupazioni, ed è prodotto dal petrolio", dicono i ricercatori. "Il nostro approccio lo sostituisce con il limonene, che può essere ricavato da limoni e arance offrendo un'alternativa più 'verde' e sostenibile".