Come zombi stregati dagli smartphone, arriva l’app che tenta di risolvere l’emergenza sociale

Si chiama Cyber Security Zone e blocca i dispositivi se l'utilizzatore compie cinque passi consecutivi

Come zombi stregati dagli smartphone, arriva l’app che tenta di risolvere l’emergenza sociale

Siamo schiavi della tecnologia. Possiamo negarlo a noi stessi, ma la verità è che la maggior parte delle persone non può più fare a meno di esser connessa con il mondo, costantemente, anche nei momenti meno opportuni. La prova di ciò è sotto gli occhi di tutti. Basta soffermarsi per qualche minuto in un luogo affollato e guardare. Ci si accorgerà presto che la maggior parte delle persone è concentrata, quasi rapita, dal proprio smartphone. Servizi di messaggeria istantanea, condivisioni di foto e selfie sui social network e persino i videogiochi stanno schiavizzando milioni di persone in tutto il mondo. Forse per limitare il fenomeno di “abduction”, termine un tempo utilizzato per indicare esclusivamente i rapimenti alieni nei film di fantascienza, la Corea del Sud ha sviluppato una applicazione che blocca le funzioni dei telefonini se l'utilizzatore è in movimento. Bastano 5 passi consecutivi per disabilitare il cellulare… L’obiettivo è quello di disintossicare gli utenti, quasi fossero dei tossicodipendenti, e tenere i pedoni concentrati sull'ambiente circostante, evitando loro spiacevoli incidenti.

Il mondo invaso dagli "smombies"

Il programma, messo a punto dalla Korea Communications Commission, la commissione di sorveglianza delle telecomunicazioni del governo di Seul, è stato già rilasciato: il suo nome è Cyber Security Zone. La commissione ha spiegato che il servizio vuole prevenire gli incidenti causati dai cosiddetti “smombies”, un neologismo nato dalla fusione dei termini “zombi" e "smartphone”. Per alcuni potrà non sembrare un problema degno di nota, ma i dati evidenziano l’esatto contrario. Secondo il ministero degli Interni e della Sicurezza della Corea del Sud il numero degli incidenti stradali riconducibili all’uso di smartphone, negli ultimi 5 anni, sono più che raddoppiati, e nel 40 per cento dei casi sono coinvolti ragazzi di età inferiore ai 20 anni.

Tablet e smartphone pericolosi come droga e alcol

In base ai dati raccolti, gli incidenti sarebbero avvenuti tra le 15:00 e le 24:00, con maggior frequenza negli orari di uscita dalle scuole. E la Cyber Security Zone nasce quasi esclusivamente per i più giovani. Secondo le autorità di Seul l’utilizzo smodato che gli adolescenti fanno del proprio smartphone può creare conseguenze non dissimili dall’buso di alcol e droghe. E’ la questione viene percepita ogni giorno che passa come un problema vero e proprio, in tantissimi paesi del mondo. Poco meno di un anno fa, Mandy Saligari, psicoterapeuta e fondatrice della clinica privata Harley Street di Londra, lanciò l’allarme sulla quantità di tempo trascorso dagli adolescenti con tablet e smartphone. “Ribadisco sempre alle persone che quando stanno dando ai loro figli un tablet o un telefono, è come se gli stessero somministrando un grammo di cocaina o offrendo una bottiglia di vino - ha detto l’esperta -. Se le dipendenze vengono intercettate in tempo si può insegnare ai bambini come autoregolarsi e come utilizzare il proprio tempo libero”.

Un problema globale

Comunque sia la "distracted walking", letteralmente “camminata distratta”, è un problema che accomuna ormai molti utilizzatori di nuove tecnologie. Il fenomeno, tuttavia, sembra interessare sempre più la categoria dei pedoni, che nel 2016 ha visto aumentare esponenzialmente il numero degli infortuni e persino quello degli incidenti mortali… più 9 per cento. L'applicazione pensata inizialmente per filtrare i contenuti potenzialmente pericolosi per i minori, è stata più volte lanciata e ritirata dal mercato, perché vulnerabile agli attacchi hacker. Stando a quanto pubblicato sulle pagine de Il Giornale i dati italiani relativi al problema “smombies” sono ancora sfuggenti. L’unica certezza appaiono i dati Istat che quantificano in 570 (su un totale di 3.283 vittime) i pedoni rimasti uccisi in incidenti stradali nel 2016 (meno 5,3 per cento rispetto all’anno precedente).