Attenti a candeggina e disinfettanti: aumentano il rischio di patologie polmonari

Esiste un collegamento tra l’uso frequente di questi prodotti e le condizioni fatali come la BPCO

Attenti a candeggina e disinfettanti: aumentano il rischio di patologie polmonari
Redazione Tiscali

L’uso frequente di prodotti per la pulizia della casa, in particolar modo dei disinfettanti per la pulizia, come la candeggina, è stato collegato al rischio di sviluppare una condizione polmonare fatale come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). A lanciare l’allarme, al termine di uno studio condotto grazie alla collaborazione di 55 mila infermieri operanti negli ospedali degli Stati Uniti, è un team di ricercatori dell’Università di Harvard e dell’Istituto Nazionale di Salute e Ricerca Medica (Inserm). Il rischio, spiegano gli scienziati, riguarda milioni di persone in tutto il mondo. E’ infatti sufficiente servirsi di tali sostanze per una sola volta alla settimana per aumentare la probabilità di sviluppare una BPCO del 30 per cento. I ricercatori hanno analizzato con particolare attenzione gli effetti di candeggina, perossido di idrogeno, alcool e sostanze chimiche note come composti dell’ammonio quaternario, spesso usati per disinfettare superfici come i pavimenti e mobili. Il rischio di sviluppare una qualsiasi patologia polmonare è cresciuta dal 24 al 32 per cento.

Patologie colpiscono 329 milioni di persone in tutto il mondo

Con la sigla BPCO vengono identificate una serie di condizioni che interessano i polmoni, tra cui l’emfisema, la bronchite cronica e l’asma cronica. Ad oggi si stima che nell’intero pianeta vi siano 329 milioni di persone affette da tali patologie, quasi il 5 per cento della popolazione mondiale. Secondo l'Oms la BPCO è la quarta causa di morte. Nel 2002, il Global Burden of Disease Study condotto sotto il controllo dell'Oms e dalla Banca mondiale ha stimato che la condizione ha provocato 2,75 milioni di morti (rispettivamente 1,41 milioni fra gli uomini e 1,34 milioni fra le donne), che rappresentano il 4,8 per cento del totale di tutti i decessi.

Con esposizione settimanale rischio cresce del 30 per cento

“I potenziali effetti negativi dell’esposizione ai disinfettanti sulla BPCO - ha commentato Orianne Dumas, ricercatrice dell’Inserm - hanno ricevuto poca attenzione, anche se due recenti studi sulle popolazioni europee hanno dimostrato che il lavoro di addetto alle pulizie è associato ad un rischio più elevato di BPCO. Secondo le nostre conoscenze, siamo i primi a segnalare un legame tra disinfettanti e BPCO tra gli operatori sanitari e a indagare determinati prodotti chimici che potrebbero essere alla base di questa associazione”. Al momento i risultati dettagliati dello studio non sono stati ancora diffusi ma gli stessi saranno comunicati al mondo scientifico in occasione dell’European Respiratory Society International Congress. I ricercatori ritengono si debba ulteriormente indagare sulla questione, così da capire le reali conseguenze di una continuata esposizione alle sostanze chimiche. “Alcuni di questi disinfettanti, come la candeggina - conclude la ricercatrice - sono spesso usati nelle famiglie e il potenziale impatto dell’uso domestico dei disinfettanti sullo sviluppo della BPCO è sconosciuto. Gli studi precedenti hanno trovato un legame tra l’asma e l’esposizione ai prodotti di pulizia e disinfettanti per la casa, quindi è importante indagare ulteriormente”.