Brevetti sulla tecnica taglia-incolla del Dna, negli Usa istituti universitari si danno battaglia

Cresce la polemica e si impennano le richieste

Brevetti sulla tecnica taglia-incolla del Dna, negli Usa istituti universitari si danno battaglia
Redazione Tiscali

Battaglie e polemiche negli Usa sui brevetti legati alla tecnica che riscrive il Dna con un taglia-incolla e che può essere usata per mettere a punto cure, per studiare malattie, o per creare piante modificate geneticamente. Tutto è nato dalla decisione dell'ufficio brevetti degli Stati Uniti a favore del Broad Institute, l'istituto di ricerca di Massachusetts Institute of Technology (Mit) e Harvard, dopo che un anno fa l'università della California a Berkeley aveva richiesto la procedura per stabilire quale dei due centri debba avere il controllo della proprietà intellettuale della tecnica. I ricercatori di quest'ultima infatti l'hanno inventata e brevettata nel 2012 mentre il Broad Institute ha brevettato l'uso della tecnica per modificare il Dna nelle cellule umane, aprendo la porta al suo utilizzo in medicina. E l'Ufficio brevetti ha stabilito che non c'è interferenza perché i due brevetti sono diversi. Per Science è solo l'inizio di una battaglia legale perché la decisione ora può essere impugnata dall'università della California a Berkeley, che può fare richiesta di appello.

Si impenna il numero delle domande di brevetto

Intanto, mentre divampa la polemica, molte altre domande di brevetto sono state depositate da società e ricercatori. Inoltre ciascuno dei principali titolari dei brevetti ha dato vita ad aziende a cui ha concesso in licenza la tecnologia. Questa situazione, secondo due esperti di proprietà intellettuale, Jorge Contreras, dell'università dello Utah, e Jacob Sherkow della New York Law School, potrebbe portare a un collo di bottiglia perché potrebbe impedire alle imprese senza licenza, ma con l'esperienza e mezzi per sviluppare terapie basate sulla Crispr, di ottenere le licenze necessarie per usare la tecnica. Di conseguenza, scrivono su Science, ''bisognerebbe addirittura modificare le licenze attuali, per garantire un maggiore accesso a questa tecnologia''. Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'università di Tor Vergata la tecnica ''rappresenta la ricerca di punta della biologia e può rivoluzionare molti campi, dalla medicina, all'agricoltura'', per questo ''bisognerebbe dare la possibilità di depositare brevetti anche a chi non ha inventato la tecnica ma la estende o la utilizza per altre applicazioni, purché il metodo sia originale e innovativo''.

Una tecnica che fa gola alle università e alle multinazionali

Messa a punto nel 2012 da Jennifer Doudna, dell'università di Berkely, e Emmanuelle Charpentier, che allora era all'università di Umea in Svezia, la Crispr è una sorta di forbice naturale che permette di tagliare il Dna in punti specifici e si ispira al funzionamento di un sistema di difesa immunitaria comune fra i batteri. La tecnica permette di cancellare, sostituire e riscrivere intere sequenze del codice genetico utilizzando la proteina naturalmente presente in un batterio (chiamata Cas9 endonucleasi). E' una tecnica facile da utilizzare e molto precisa, che finora ha permesso di ottenere in laboratorio modelli di malattie umane e di studiare la funzione di molti geni e può avere tantissime applicazioni.