Razzi caricati con batteri modificati per forzare la pioggia nelle aree colpite da siccità

Lo ioduro d’argento non sarebbe sicuro come detto fino ad oggi. Madre Natura dovrà arrendersi all’uomo

Razzi caricati con batteri modificati per forzare la pioggia nelle aree colpite da siccità
di R.Z.

Madre Natura sembra destinata a chinare la testa e assecondare le esigenze dell’uomo. Già dalla fine degli anni sessanta, in molte aree colpite da siccità, gli scienziati si servirono della cosiddetta inseminazione delle nuvole per costringere i cumuli a scaricare il prezioso carico d’acqua su precise aree geografiche. Per farlo si sono sempre serviti dello ioduro d’argento, composto a reticolo covalente ritenuto fino ad oggi sicuro sia per l’ambiente che per l’uomo. Ora, tuttavia, un gruppo di giovani scienziati della facoltà di ingegneria di IPSA-Institut polytechnique des sciences avancées, che assieme agli studenti di biotecnologia dell'università francese Sup' Biotech ha collaborato con il Centre National d'Etudes Spatialise (CNES), ha annunciato che tale processo risulta potenzialmente pericoloso e, nel darne notizia, hanno presentato al mondo una soluzione alternativa che porta però al medesimo risultato.

Ioduro d'argento considerato ora pericoloso

Il progetto, nome in codice HighDr'O, promette un’inseminazione delle nuvole attraverso dei batteri ecologici (non pericolosi) che una volta dispersi nell'aria riescono ad alterare i processi microfisici all'interno delle nuvole generando la pioggia. Il gruppo di studenti universitari francesi, attraverso una start-up creata ad hoc, hanno come obiettivo quello di contribuire alla lotta alla denutrizione e alla fame causate dalla carenza di acqua. HighDr'O, presentato come primo progetto al mondo ad avvalersi di una tecnologia eco-compatibile, in grado cioè di evitare danni all'ambiente circostante, prevede l’utilizzo di un razzo che trasporta gli speciali batteri fino a 2 mila metri di altezza.

Sarà una vittoria dell'uomo su Madre Natura?

Giunti a tale altitudine, grazie a particolari processi microfisici, i batteri rilasciati innescano all’interno delle nuvole una reazione che genera la pioggia. In questo modo, evidenziano i giovani scienziati, sarà possibile dar vita a precipitazioni in quelle aree colpite da siccità e dai conseguenti fenomeni di denutrizione. Il progetto, ci tiene a precisare infine il team, è ancora in fase di test: si cercano i batteri più idonei allo scopo. Alla fine Madre Natura dovrà chinare la testa e arrendersi al potere dell’uomo.