Un alveare tecnologico proteggerà le api e il futuro del mondo

Dei sensori monitoreranno il peso, la temperatura, i suoni e anche gli odori all’interno dell’arnia

Un alveare tecnologico proteggerà le api e il futuro del mondo
Redazione Tiscali

Negli ultimi anni la moria delle api ha messo in allerta produttori di miele e scienziati, preoccupati non solo per gli effetti economici di un tale fenomeno ma soprattutto per le conseguenze che lo stesso avrebbe sull’intero ecosistema. Gli esperti stimano che, in tutto il pianeta, la popolazione di questo prezioso insetto si sia ridotto del 30 per cento. I cambiamenti climatici ormai evidenti, l’utilizzo dei pesticidi e dei fungicidi, come anche quello quasi incontrollato dei diserbanti, stanno causando un vero e proprio sterminio che tocca di fatto tutti gli insetti impollinatori. Tra tutti, il ruolo delle api, risulta essere naturalmente quello più importante per l'ecosistema terrestre. Grazie al loro lavoro, questi piccoli ed infaticabili insetti, riescono ad impollinare almeno il 70 per cento delle piante.

Ecco l'alveare 3.0 della 3Bee

Per garantire agli apicoltori (e all’interno pianeta) un futuro, diverse società sono da tempo impegnate nel cercare una soluzione tecnologica capace di proteggere questi piccoli insetti. La tutela della specie passa attraverso l’impiego di alveari tecnologici che, grazie ad una serie di sensori, riescono a monitorare lo stato di salute delle api e quello dell’ambiente circostante. La 3Bee, startup lombarda con sede a Trezzo sull'Adda, ha dato vita alla Hive-Tech, un’arnia che consente di controllare a distanza i bisogni delle api registrandone peso, temperatura, umidità, suoni e odori. La tecnologia, che sarà in mostra alla Maker Faire dall'1 al 3 dicembre, è adattabile a qualsiasi tipo di alveare e si autoalimenta con un pannello fotovoltaico. I dati, che vengono registrati senza sosta - ogni minuto - sono trasmessi ad una piattaforma cloud accessibile da remoto dall'apicoltore, così da scongiurare morie dovute a malattie indesiderate.

Sono 4 i sensori installati sulle Hive-Tech

e-Eye analizza l'intensità e lo spettro luminoso della luce ambientale
e-Hand rileva la temperatura e l'umidità interne all'alveare e misura l'incremento ponderale dell'arnia
e-Nose fiuta la qualità dell'aria, l'ossigeno e l'anidride carbonica presenti nell'alveare
e-Ear sente l'intensità e lo spettro sonoro delle vibrazioni delle api.

L'acquisizione massiccia dei dati sullo stato di salute, spiegano gli ideatori, permetterà di realizzare una mappa dettagliata dell'inquinamento del territorio. Ogni ape, infatti, riporta nel nido l'inquinamento “assorbito” durante il volo. Hive-Tech è frutto del lavoro di tre ragazzi che hanno dato vita a 3Bee. Sono Niccolò Calandri, ingegnere elettronico con esperienze al Mit e alla Nasa, il biologo e apicoltore Riccardo Balzaretti e il tecnologo alimentare Elia Nipoti.

Anche la Melixa ha presentato la sua arnia hi-tech

Ma la 3Bee non è la sola azienda italiana che si pone a difesa delle api. La Melixa, un’altra start-up con sede in Trentino, ha creato una propria versione dell’arnia 3.0. Anche in questo caso si tratta di un sistema altamente tecnologico che, grazie a diversi sensori, effettua un monitoraggio costante dell’arnia. Con il Melixa System, dispositivo che prende il nome da quello della stessa società, l’apicoltore è in grado di conoscere la quantità di miele prodotta da una colonia, la temperatura dell’arnia e persino il numero esatto delle api che entrano ed escono dall'alveare. Tutti i parametri sono disponibili in tempo reale grazie al sistema GPS collegato in cloud.

Riferimenti