Vecchi iPhone sempre più lenti, dopo le accuse la Apple annuncia un aggiornamento per il ripristino delle prestazioni

Il rallentamento era automatico e puntava a garantire il funzionamento dei dispositivi dotati di batterie ormai logore. Per tutto il 2018 sostituzione delle pile costerà soltanto 29 euro

Vecchi iPhone sempre più lenti, dopo le accuse la Apple annuncia un aggiornamento per il ripristino delle prestazioni
Redazione Tiscali

Dopo l’avvio delle indagini avviate dalla giustizia francese nei confronti del colosso Apple, accusata - dopo le ammissioni fatte dallo stesso colosso di Cupertino che ha ammesso di aver rallentato le prestazioni di alcuni vecchi modelli di iPhone - di truffa e obsolescenza programmata, la società statunitense corre ai ripari annunciando che il prossimo aggiornamento di iOS 11 permetterà agli utenti di disattivare il sistema consentendo allo smartphone di essere di nuovo performante.

Una scelta obbligata, nell'interesse degli utenti

La scelta iniziale, aveva evidenziato la nota casa della Mela, era stata presa nell’interesse degli utenti che disponevano di un vecchio terminale dotato di batteria logora. Grazie alle impostazioni gli iPhone obsoleti erano sì più lenti, ma anche più stabili: inoltre si evitavano spegnimenti improvvisi. Ora Apple torna sui propri passi, e lo fa senza timori.

Aggiornamento darà facoltà di scelta ai singoli utenti

“Renderemo visibile la salute della batteria - ha ribadito Tim Cook in un’intervista rilasciata alla Abc News - in modo che sia tutto più trasparente". Il colosso, nello scusarsi formalmente con gli utenti, ha voluto sottolineare che da parte sua non c'è stata volontà di nascondere la procedura, ma solo “mancanza di chiarezza”. Rispondendo alle critiche degli utenti, la società ha deciso che per tutto il 2018 la sostituzione delle batterie di buona parte dei melafonini costerà 29 e non più 89 euro.

Indagine dell'Antitrust italiana coinvolge anche Samsung

Intanto anche l’Antitrust italiana ha aperto un’indagine sugli smartphone “rallentati”, e nell'inchiesta finisce non soltanto Apple ma anche Samsung. Secondo l'accusa la cosiddetta “obsolescenza programmata” sarebbe di fatto una strategia per definire il ciclo vitale di un prodotto, in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato e indurre i consumatori ad acquistarne uno nuovo.