Ibernazione, Daniele Chirico: "Ci vediamo tra mille anni, all'alba di una nuova era"

Ibernazione, Daniele Chirico: 'Ci vediamo tra mille anni, all'alba di una nuova era'
di Roberto Zonca

Cosa c’è dopo la morte? Al momento del trapasso la nostra coscienza svanirà semplicemente nel nulla oppure, come teorizzano i teologi, la nostra anima, liberatasi dal corpo, potrà finalmente accedere ad un'altra dimensione… Queste domande, probabilmente, non riceveranno mai una risposta scientifica. Alcune persone, oltre 200 in tutto il mondo, hanno tuttavia trovato una opzione che consente di ignorare il quesito, eliminando semplicemente il “problema della morte”. Uno di questi è Daniele Chirico, lo abbiamo intervistato.

Chi è Daniele Chirico…
“Daniele Chirico è un uomo di mezza età, di aspetto fisico discreto… una persona normale, anzi normalissima direi e nemmeno poi troppo intelligente, ma con un’unica grande passione”.

Ci parli di questa grande passione?
“Il cervello. Si, ha capito bene… il cervello, proprio lui, questo grande illustre sconosciuto. Devo confessarle che nella mia vita, sia pure tra mille e mille difficoltà, mi sono sempre interessato a varie cose: arte, filosofia, storia, ma nessuna di queste mi ha mai appassionato veramente; a tal proposito infatti, mi sono sempre chiesto perché invece di pensare ad andare in ferie come fanno tutti, oppure a come pagare meno tasse o a come fare soldi lavorando di meno, mi ritrovo invece sempre a pensare alla stessa identica cosa. Io stesso, più volte, mi sono messo in discussione cercando di capire perché ho quel chiodo fisso proprio lì nel… cervello, appunto!”

Perché è così affascinato dal cervello?
“Sono letteralmente ammaliato e innamorato del cervello umano. Ho avuto modo di meditare a lungo su questa macchina meravigliosa, letto molte cose su di esso e cercato di acquisire ogni informazione possibile sullo stato delle conoscenze mediche e scientifiche, sulle regole di funzionamento, di apprendimento, sulle caratteristiche fisiche, meccaniche ed elettriche di questo nostro grande burattinaio. Ippocampo, amigdala, cellule nervose, sinapsi, memorie, onde alfa, delta, theta, onde… Questa è la mia passione!”.

Ha un sogno?
“Fare la tesi di laurea con il mio mito, Sergio Canavero, sul primo trapianto di testa al mondo. Ma so che sarà impossibile, figuriamoci…io non lo conosco nemmeno a Canavero!”.

Ha “paura” di qualcosa?
“Le mie paure? Faccio parte della generazione “mille euro” e l’unica vera paura che ho non è quella della morte, ma quella di non riuscire ad arrivare ogni volta a fine mese!”.

Che cosa è l’ibernazione (o criopreservazione)?
“E’ una scienza che ti dice: amico mio, vedi che non è detta ancora l’ultima parola”

Quali i requisiti per aderire ad uno dei programmi offerti dalle diverse società estere?
“Nessuno, o meglio, solo uno: aver tanta voglia di vivere”

Si deve esser necessariamente “malati terminali”?
“No, anzi il contrario. L’essere malati terminali rappresenta un punto a sfavore in quanto spesso tale condizione non consente di accedere a programmi assicurativi”.

Quali i costi?
“Sono contento che qualcuno finalmente mi abbia fatto questa domanda. Perché fino ad oggi l’ibernazione è stata strumentalizzata e pubblicizzata dai giornalisti come “roba da ricchi”, cosa invece assolutamente non vera. L’ibernazione ha dei costi variabili, questo sì… ma si parte da cifre di 28.000 dollari che, tradotte in termini assicurativi, equivalgono a poco più di un caffè al giorno!”

La crionica si basa sulla possibilità di preservare i corpi di esseri umani clinicamente morti: esiste la possibilità di ibernare anche persone vive?
“Non cambierebbe assolutamente nulla. Ibernare un ‘vivo’ o ibernare un ‘morto’ è la stessa identica cosa (anche se andrebbe chiarito meglio che cosa vogliamo dire quando usiamo questi due aggettivi ‘vivo’ e ‘morto’) e questo perché, una volta applicata, la procedura renderebbe il secondo uguale al primo”.

Sa oppure immagina cosa si prova durante il lungo sonno?
“Ma, lo sa, secondo me non è che sia proprio un “sonno” e nemmeno poi tanto “lungo”… e poi io sono un tipo abituato a mettere la sveglia presto la mattina!. Quindi penso che, come al solito, mi sveglierò presto, all’alba… ma stavolta di una nuova era”.

Come tutti, e forse più di altri, cerca il sogno della “lunga vita”. Non ritiene che esser ibernato sia una “lunga morte”?
“Vede, è bene sottolineare che in condizioni di assenza di tempo, il finito coincide con l’infinito e l’istante con l’eterno, quello che è passato deve ancora avvenire e quello che deve avvenire è già passato, il tutto sotto la supervisione dell’eterno presente. E’ chiaro, no?”

Nel caso in cui un crionico dovesse avere un incidente quali le garanzie di esser “ibernato” entro un tempo sufficiente?
“Penso che a tal proposito lei abbia sentito parlare di quei famosi ‘2 minuti’ che tanto hanno stimolato la fantasia e il sarcasmo di alcuni giornalisti. Comunque, la risposta alla sua domanda è che i principi su cui si basa l’ibernazione non si fondano tanto sulla capacità degli uomini di oggi di impedire i danni legati alla morte, ma quanto sulla bravura degli uomini del domani di riparare quei danni che noi, oggi, non siamo stati in grado di evitare”

Una persona vissuta nell’anno 2000 come verrebbe considerata nel 2200/2300? Non rischierebbe a suo avviso di finire in una realtà decontestualizzata o peggio esser considerato come una banale cavia da laboratorio?
“Vede, noi oggi abbiamo un po’ tutti l’errata convinzione di essere più intelligenti rispetto agli uomini che ci hanno preceduto, ma non è assolutamente così. L’uomo del presente, rispetto all’uomo del passato (mi riferisco sempre al confronto con un Homo Sapiens naturalmente), ha solo delle abilità diverse ed è solo un po’ più tecnologico, ma dal punto di vista antropologico i due sono perfettamente uguali. Ripeto, abbiamo solo acquisito delle abilità e ne abbiamo perse delle altre. Le faccio un esempio. Pensi, non so… a Michelangelo Buonarroti, che ha passato ore e ore della sua vita a dipingere a testa in sù la Cappella Sistina creando quel meraviglioso capolavoro d’arte che noi tutti oggi conosciamo. Sfido chiunque oggi a fare una cosa del genere e sono convinto che se Michelangelo potesse essere rianimato ora, lui sarebbe comunque il miglior graphic designer del mondo. Quindi dicevo, si tratterà soltanto di ‘perdere’ le abilità del nostro passato e di ‘acquisire’ quelle che saranno le abilità del futuro nel quale verremo proiettati”.

Se per esser ibernati si deve esser “legalmente morti” come pensa di esser accettato un domani…
“Ma guardi, più che di come sarò accettato un domani, mi preoccupo di come farmi accettare oggi, per la mia scelta intendo. Quello che non capisco è perché in Italia l’ibernazione stia scatenando tutte queste polemiche quando in America sono cinquant’anni che ibernano persone; mentre qui da noi se uno decide di farsi ibernare subito scoppia il finimondo! Continuo a non capire… ibernarsi è una scelta libera e nessuno vi può obbligare a farlo, ognuno può decidere di fare quello che vuole del proprio corpo una volta ‘morto’, o mi sbaglio? Del resto ci sono tante altre valide alterative… Ad esempio, che ne so, uno può decidere di marcire sotto terra o in loculo, oppure può decidere di farsi fare ‘alla grigia’ e riporre le sue ceneri in un’ampolla sperando di diventare come ‘il genio della lampada di Aladino’ e mi sembra di aver letto che ci si può addirittura far trasformare in un diamante! Si, un diamante… fantastico, no? Almeno in questo caso uno può dire: beh, la mia vita è ‘valsa’ veramente a qualcosa!”

Ancora oggi non vi sono garanzie sul risultato dello “scongelamento”. Le sono state date delle garanzie?
“Da questo punto di vista, le garanzie scientifiche non me le deve dare nessuno. Sono io che do questo genere di garanzie a me stesso, con i miei studi naturalmente”

Viviamo in un periodo economico particolare, in caso di fallimento economico i corpi conservati presso le aziende che fine farebbero? Ha avuto delle garanzie in tal proposito?
“Sarà molto difficile che un centro di ibernazione fallisca perché i centri di ibernazione sono delle strutture altamente sofisticate dal punto di vista economico ed infatti investono i propri capitali in fondi, titoli di stato, obbligazioni a lungo termine, anzi, a lunghissimo termine direi… tanto non c’è fretta, una volta ibernati, si ha tutto il tempo che si vuole per far fruttare i propri soldi!”

Lei si farà ibernare insieme a sua moglie Rita e sua figlia Ilenia: sono decise quanto lei oppure sono state influenzate dal suo entusiasmo
“Per quanto riguarda mia figlia è chiaro che essendo così piccola la decisione di stipulare un contratto di ibernazione è stata presa da noi due genitori che ne esercitiamo la patria potestà; poi naturalmente, quando mia figlia sarà grande, sarà lei a scegliere liberamente se seguire o meno le orme del padre e della madre”.

Perché questa scelta?
“Come genitori abbiamo fatto questo tipo di scelta perché purtroppo la morte non ha età: veda a questo proposito il caso di Matheryn Naovaratpong, la bambina tailandese morta prematuramente all’età di soli 3 anni a causa di un ependimoblastoma e recentemente ibernata dalla Alcor, caso che, proprio in questi giorni, sta facendo il giro del mondo. A questo proposito vorrei aprire e chiudere una piccola parentesi: quasi tutti su internet (non so se c’è qualcuno che si è salvato) hanno scritto che la bambina è morta a causa di un ependiloblastoma, un tumore estremamente raro… si talmente raro che non esiste, infatti la neoplasia si chiama ependimoblastoma (e non ependiloblastoma); si chiama così proprio perché deriva da blasti committed che esprimono cioè alcuni dei ‘caratteri’ degli ependimociti cioè di quelle cellule che, se giunte a differenziazione terminale, hanno il compito di tappezzare alcune cavità del nostro organismo come le cavità ventricolari”.

E sua moglie?
“Per quanto riguarda Rita, lei è la prima donna in Italia ad aver sottoscritto un contratto di ibernazione e la sua scelta, ci tengo a precisare, è stata presa in maniera del tutto indipendente dalla mia… noi, in realtà, siamo una famiglia biologica. Accidenti, devo stare proprio attento a come parlo… e scommetto che ora vorrà sapere pure che cosa è una ‘famiglia biologica’”.

Cosa è una “famiglia biologica”?
“Non è una famiglia che fa spesa nei supermercati dove vendono solo alimenti no OGM! Capisco questa sua ulteriore curiosità, ma guardi purtroppo non posso proprio spiegarglielo ora, se no poi mi tocca stare a sentire di nuovo quelli della Cattedra di Bioetica! Mi perdoni ma purtroppo la nostra società non è ancora pronta per questo genere di cose, ma lo saranno sicuramente i vostri nipoti, glielo assicuro”.

La ringrazio per la disponibilità
“Niente, si figuri, la saluto e… ci vediamo tra mille anni. Ah, mi scusi, dimenticavo… se si ibernerà anche lei, naturalmente!”