#MArteLabel, come vendere dischi superando la crisi

L'idea di un'etichetta che da sempre fa dell'attivita' live la sua principale risorsa, sviluppando una forte sinergia con tutte le arti per creare spettacoli multipli, versatili e coinvolgenti.

#MArteLabel, come vendere dischi superando la crisi
di DM LAB   -   Facebook

Licata (Agrigento) 07.12.2015 (DM) – “La risposta vincente alla crisi, sia della discografia che della cultura è diversificare”. Ne è convinto il licatese Giuseppe Casa, Label manager e direttore artistico di MArteLabel, etichetta romana che ha fatto della varietà il proprio punto di forza. In quanti da tempo non acquistiamo un disco ma c’è chi è ancora in grado di venderli! Nonostante il mondo e il mercato di riferimento siano del tutto cambiati, MarteLabel ha dato linfa vitale ad un progetto che, adesso, rappresenta La Mecca di ogni artista emergente in Italia. 

In origine fu MArteLive, festival multidisciplinare che, a partire dal 2001, ha riunito oltre 16 categorie artistiche in un unico luogo e ha fatto della performance dal vivo l’elemento catalizzatore della commistione tra discipline. Un prodotto che oggi diventa il motore di MArteLiveSystem: “Un sistema di connessione ad ampio raggio, una rete di contatti, eventi, progetti collegati tra di loro”. Una factory che, al suo interno, racchiude qualcosa come 24 servizi diversi rivolti ad artisti emergenti e che ricalca esattamente il metodo con il quale era stato organizzato il primo evento: “Se, ad esempio – continua Casa - una band ci chiede una collaborazione per un videoclip, per il lancio di un singolo, o per una copertina con un artwork particolare, coinvolgiamo i vari artisti della nostra rete attraverso una call to action volta a formulare una serie di proposte. E' l’arte che aiuta l’arte”. Un modus operandi diverso dal tradizionale benchmarking, ovvero il confronto sistematico con i competitors e il tentativo di allinearsi alla loro linea di mercato. “Noi andiamo nella direzione opposta, e partiamo da una semplice domanda: cosa serve oggi a un progetto di musica emergente e, soprattutto, cosa il mercato non gli offre?”. Un’azienda giovane, che combina tre elementi in maniera produttiva: il lavoro in team, la capillare presenza sul territorio e quel tocco zen dato dal kaizen, filosofia giapponese che fa passare la crescita complessiva dal miglioramento del singolo. “Per noi la crisi rappresenta lo status naturale delle cose, siamo abituati a lavorare in stato di emergenza, e a partire da questo siamo riusciti a sviluppare ciò che nel marketing è un’innovazione di valore: invece di concentrarci sull'obiettivo di battere la concorrenza, ci poniamo lo scopo di aggirarla creando spazi di mercato nuovi”. Come un circuito di distribuzione alternativa, con un catalogo che, negozi di dischi e store digitali a parte, si trova in pub, librerie, club; o un metodo innovativo nella scelta degli artisti, incentrato sulle performance live, “vero core business dell’etichetta”. 

In più, c’è una catena di servizi pensata come una piramide: da StartUp, pacchetto di consulenze strategiche utili a un posizionamento sul mercato, a Consulenza Booking, che forma uno o più componenti della band per gestire autonomamente i concerti; da Promo Tour, servizio di ufficio stampa che promuove l’artista nei media di provincia, a Produzioni Artistiche, che offre assistenza per l’incisione di un album. E ancora: Sincro e Sonor, produzione di musiche per sincronizzazioni o sonorizzazioni di mostre, spettacoli teatrali, programmi televisivi o colonne sonore; MArteFunding, piattaforma interna di crowdfunding; Certificazione Opere e Merchandising Artistico, che rendono cd e gadget opere d’arte da veicolare anche in circuiti alternativi a quello discografico. Come una chioccia, dunque, MArteLabel segue la carriera dei propri musicisti, dalla fase embrionale al successo: è il caso dei Nobraino e dei Management del Dolore Post Operatorio, artisti ormai affermati nella scena indie del Paese. Un’altra idea vincente, dalla Sicilia a Marte, passando per la musica.

A distanza di anni possiamo affermare che il modello di MArteLabel rappresenta una terza via che la musica indipendente può intraprendere per emergere nel nuovo mercato discografico, rimanendo lontani da talent televisivi ma anche da impostazioni di impianto "tradizionale" che vedono ancora nella quantità di dischi venduti (fisici o digitali) il principale obiettivo da raggiungere. MArteLabel oggi porta sul campo un'impostazione ibrida in cui la produzione del disco non è il fine ultimo ma uno dei tanti strumenti con cui impostare una strategia di successo sostenibile e coerente con il progetto al quale si sta lavorando.

Gli artisti di MArteLabel non sono scelti in base al loro genere musicale, bensì per la loro capacità di fare spettacolo ibridando linguaggi ed esplorando le altre arti, prendendo quello che serve (dal teatro, dalla danza, dalle arti visive, dal cinema) per rendere il concerto un'esperienza unica e sorprendente.

MArteLabel oggi si presenta nella sua versione 3.0 continuando a sfruttare tutte le potenzialità dei social media attraverso canali non convenzionali, non solo per la promozione, ma anche per la produzione di eventi e iniziative legati agli artisti. MArteLabel punta anche alla formazione di nuove figure nell'ambito manageriale e artistico musicale. L'etichetta organizza dal 2008 anche un Corso di formazione per produttori e organizzatori di eventi musicali allo scopo di far crescere ulteriormente il progetto offrendo nuovi sbocchi professionali a giovani appassionati. I partecipanti al corso avranno la possibilità di imparare a conoscere  il mondo dell'organizzazione di eventi musicale, ma anche tutto quello che riguarda la produzione e la gestione di un artista, ma  soprattutto avranno la possibilità di entrare a lavorare dentro MArteLabel attraverso uno stage formativo.

Abbiamo parlato di:

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