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Quando la politica si accanisce (soltanto) contro i più deboli

di Nicola Montisci

Quando la politica vuol fare di tutto per mettere in difficoltà e lucrare sui cittadini ci riesce eccome. Non ha bisogno di grandi alchimi e ragionamenti. E poi sceglie minuziosamente le categorie che meno si possono opporre alle proprie scelte: una volta i pensionati, una volta i disabili, un’altra volta gli indigenti. Come scordarsi, però, dei malati o dei parenti dei malati? Loro, oltre alle pene della vita, devono sopportare anche le geniali trovate della politica. Ecco come: basta far pagare il parcheggio davanti al più importante ospedale della Sardegna ed il gioco è fatto.

L’apertura dei nuovi parcheggi del Brotzu, un’area sistemata, rimessa a nuovo e riconsegnata dopo circa 5 mesi di lavori, ha portato la novità: 0,50 cent all’ora per tutti, automobilisti e motociclisti, con un massimo di 5 euro giornalieri e la prima mezz’ora gratuita. Non male: un piccolo salasso che costringerà tanti pazienti e tantissimi familiari, provenienti anche dalle altre parti dell’Isola, a sborsare soldi dalle proprie tasche. Non bastasse il dolore e il disagio, non bastasse la benzina, la lontananza, la paura e la solitudine, ci ha pensato la politica, esattamente al Comune di Selargius, che ha girato la gestione dell’area alla Aj Mobilità. L’azienda Brotzu ne ricaverà il 18,40% degli utili. In tempi come questi, dove si raschia il barile, un’azzeccatissima e impeccabile scelta di bilancio, come non dar torto a cotale lungimiranza? D'altronde, l’ospedale non conosce crisi di presenze.

Facendo un rapido conto, andare a trovare un parente tutti i giorni (mattina o sera) costerà mensilmente circa 15 euro. Senza pensare a chi andrà a fare le visite in day ospital e dovrà trattenersi per ore. Non parliamo poi di chi non ha possibilità di essere accompagnato da altri per fare analisi. Dimenticavo: lasciare l'auto nel parcheggio tutta la notte costerà un euro, mentre per le degenze di quattro giorni si spenderanno 15 euro.

Qualcuno ha scritto che i parcheggi non siano il problema della sanità sarda. Giustamente: se dovessimo pensare alla sanità sarda, non ci verrebbe certamente in mente il parcheggio del Brotzu ma nemmeno un quadretto colorato. Abituati dalla cronaca e dalle esperienze a una lunga lista dei disservizi, dalle liste d’attesa per le visite alle gestioni allegre e lottizzazioni di ogni colore, corrente, marchio e area politica. Ciò non toglie – sia chiaro e lo sottolineo – il valore di tante persone (e ho potuto notare nel periodo di degenza di mio padre) che si prodigano per far funzionare questa piccola città, pur con tante difficoltà e risorse ridotte all’osso.


Come è stata giustificata la scelta dell’obolo? Sentiamo cosa ha detto il manager dell’azienda ospedaliera Angelo Garau:  "Il progetto, interamente a costo zero per l'azienda, consentirà di eliminare la presenza dei parcheggiatori abusivi e garantirà una maggiore sicurezza nell'area, grazie alla videosorveglianza, un po’ di assunzioni, infopoint e servizi commerciali dove c’è il gabbiotto d’ingresso". Peccato che non si parli – come potrebbe sembrare - del nuovo stadio Sant’Elia ma di un ospedale, dove la gente  non va in visita di piacere. Dove ci sono famiglie che arrivano dalle varie parti dell’Isola per star vicini ai propri cari, magari anche negli ultimi giorni di vita. 


C’è sempre tempo per ravvedersi e capire dove siamo le ragioni del guadagno e dei bilanci e dove quelle del buon senso e della comprensione delle ragioni delle persone. Speriamo davvero che questa piccola vergogna sia cancellata al più presto.

19 marzo 2012
 
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Nicola Montisci
giornalista, dj e speaker radiofonico
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