
La serata tra perfetti sconosciuti, è una cosa che non capita a tutti, ma qualora i vostri colleghi lavorino a oltre 300 km da voi, vi capiterà di sicuro. A volte, tra il virtuale e il reale, l' amara sorpresa corre sul filo del rasoio. Si farebbe meglio a non chiederselo, in definitiva, come sono dal vivo, alcune persone a distanza. Padroni di casa a parte, che in genere hanno la sola colpa di non saper assortire i propri ospiti (e come potrebbero? Eccezion fatta per un paio di amici intimi, non li conoscono neanche loro!), le regole di base per affrontare la “cena facebook” sono semplici, ma non sempre ovvie. Una delle serate cui sono stata io, per esempio, ospitava diversi ricercatori, qualche giornalista e ben due scrittori. Ecco: mai mai mai dare confidenza agli scrittori.
Potrei spingermi oltre, e consigliare di non dare confidenza proprio a nessuno. Ma si sa come vanno certe cose, e nelle intenzioni di molti, spesso, c'è il finale in salsa rosa, completo di abbordaggio.Quindi, una cosa da fare alla svelta è lo screening delle compatibilità, onde evitare gaffe e successivi malumori. Sappiamo che la prima scrematura è sottoposta all' implacabile verdetto del colpo d' occhio, quindi mi raccomando: niente giudizi affrettati, ricordandosi che, se il vostro istinto vi dice di evitare qualcuno nella maggiorparte dei casi ha le sue ragioni, che a voi rimangono ignote...fino a prova contraria. Dato che viviamo tempi durissimi in cui categorie come vegani, estimatori del sigaro cubano e appartenenti alla religione dei “bevitori acculturati” scorrazzano liberamente in un unico recinto, sono da considerarsi tabù tutte le battute a sfondo anche solo vagamente intollerante. I vegani non aspettano altro che darvi degli assassini di animali inermi (e loro derivati), mentre i “bevitori per religione” vi daranno degli ignoranti che non sanno a cosa rinunciano, snobbando uno stile di vita alla Hemingway. Se non bevete, tenetevi la vostra minerale ben stretta e attaccate bottone con altri.
Altra ottima regola è mai parlare di politica: di questi tempi, si sa come va a finire. Si può parlare di politica solo qualora alla serata si indossi la vecchia tuta da ginnastica delle scuole medie, un paio di ciabatte vecchissime, e non si sia andati dal parrucchiere. Ho consigliato caldamente di evitare gli scrittori, e in generale chi abbia a che fare con attività legate alle belle lettere. Il motivo è semplice. Ogni scrittore, specie in Italia, specie di questi tempi, si sente un giovane (anche se di anni ne ha 42) poeta maledetto alle prese con un sistema infame, che lo taglieggia, non comprendendo il fine ultimo della sua opera: come Platone insegna, aprire il varco di luce nelle menti ottenebrate della massa. Bene. Che volete che si possa cavare da una simile mente se non il piagnisteo sul panorama culturale attuale? Piagnisteo più che giustificato, ci mancherebbe, ma che puntualmente irrompe in serate non a tema. Evitare, gente: evitare!Qualora la vostra professione sia legata a un ambito tecnico, altra categoria da cui scappare è l' esperto della domenica. Esempio: se siete un meccanico: fuggite a gran velocità dal meccanico per hobby, se siete un fotografo (come la sottoscritta), sapete di che parlo.
L'hobbysta non vi si staccherà mai e poi mai dalle costole, vi rincorrerà tutta la sera, chiedendo dritte su acquisti vari (non azzeccandone una). Il rischio è o il cambio posto, cosa non sempre fattibile, o abbandonare la cena il più in fretta possibile. Sempre meglio corazzarvi con partner o conoscenti che vi sarete portati dietro: un valido sostegno nei silenzi imbarazzanti, oltre che uno dei mille modi per sviare una conversazione. Questo, sempre che non facciate parte della prossima categoria: la coppia di cemento. Detestati da molti, temuti dai più, i partner collosi di lunghissimo corso (spesso sopra i dieci anni di “rapporto”, ma dipende dai casi, a volte bastano sei anni, per definirla), etero o gay che siano, non hanno bisogno di presentazioni. Iniziamo con ordine: frequentereste qualcuno che inizia ogni discorso con “noi”? Beh, certo, tutti i gusti son gusti. Ma, dato che quasi sempre, uno solo dei due è il “cane alfa”, il carattere dominante del duetto, lo spettacolo in genere si inaugura senza troppi giri di parole. Se i due colombi quella sera sono “in buona”, basterà far finta di non sentire tutti i “noi” con cui inaugureranno ogni frase, e il gioco è fatto.
Ma se la coppia sta subendo delle “tensioni”...... si salvi chi può. Qualsiasi inezia sarà pretesto per occhiate raggelanti e frecciate a manca e a destra. Nel bel mezzo delle traiettorie di rinfacciamenti velati e quant' altro, però..... ci siete voi, poveri invitati ignari, che vi siete ritrovati alla festa col solo nobile scopo di scroccare un pasto caldo. Nel peggiore dei casi, finirà a pesci in faccia, con qualche malcapitato che darà del cafone a uno dei due, e l' altro, l' anima gemella a difendere il proprio compare. Nel migliore dei casi, vi annoierete e basta. Anche perché purtroppo, la “regal coppia” non lesina sui particolari intimi della convivenza: “ci siamo sposati nel '96, lui non lavorava, dopo che lei ha partorito non abbiamo fatto sesso per diciotto mesi...” e così via. Se la via di fuga non si palesa, sopportate e sorridete: sempre. Altro suggerimento è quello di fare l' onnivoro. Certo, non si abborda nessuno, frammentando il proprio livello di attenzione.
Ma sbocconcellare pezzi di conversazione qua e là, intervenendo saltuariamente (anche con delle ovvietà, ci mancherebbe, non è reato), vi conferirà un' aura di mistero irresistibile. Per di più, potrete liberamente scansare le conversazioni che vi annoiano, per darvi a quella che si tiene all' altro capo della tavolata. Insomma, qualora non possiate declinare, anche nelle cene “per farli conoscere”, vale la regola d' oro: educazione, un po' di conversazione brillante, senza strafare, e tanto, tantissimo buon viso a cattivo gioco.
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