
Tra i telespettatori che si muovono nella giungla dei palinsesti tv, molti dei quali ormai stanchi della solita offerta, da un po’ di tempo a questa parte è esplosa la “Real Time mania”, la passione per il palinsesto dell’omonima rete. Persone di tutte le età, di ogni classe e genere dirottano lo spazio dedicato alla TV, poco o molto che sia, alla visione delle trasmissioni di Real Time.
Un palinsesto ricco e variegato nei temi ma con una formula predominante: il reality. Un reality di nuova generazione, dove sono perlopiù delle persone affermate in un dato settore a mettere in gioco la loro stessa professionalità al servizio del pubblico. E Così tutti possono sapere com’è fatta una matita, come decorare una casa, quanto costa un abito da sposa, come si organizza un matrimonio e come si fanno le torte elaborate. Il trucco dei vari format probabilmente sta proprio nella loro semplicità. Vengono infatti presentate situazioni realistiche che presto o tardi possono far parte della vita di chiunque. Un tipo di reality dunque che, lungi dal presentare storie di ordinaria follia o sotterfugi, amori impossibili e tradimenti, offre consigli, soluzioni e momenti di svago. Ma una delle differenze fondamentali è che questi reality non sono pilotati. Non esiste infatti un presentatore o un appuntamento settimanale. Nessuno commenta ciò che avviene nell’episodio trasmesso. Le speculazioni mentali e le conclusioni vengono lasciate alla libera interpretazione dello spettatore. Così sarà divertente vedere “Cercasi casa disperatamente”, dove coppie di acquirenti si precipitano in agenzia con un budget di seicentomila euro per cercare una nuova casa con giardino nel centro città. E magari paragonarlo alla situazione dell’italiano medio, che grazie al mutuo e a una cordata sociale di parenti e amici riesce a raggiungere un budget di centocinquantamila euro… Si potranno apprendere nuovi consigli per il trucco da giorno grazie a Clio, la nuova eroina del make up, e venire a scoprire direttamente dalla fashion victim Carla, che dopo i trent’anni una donna non dovrebbe usare la minigonna. Ormai tutti conoscono Enzo il Wedding Planner e sognano una festa di matrimonio organizzata ad arte, un pranzo realizzato con i consigli dello chef Alessandro Borghese e una torta decorata da Buddy, il boss delle torte.
Ma aldilà delle specifiche situazioni rappresentate è interessante notare che esiste una consistente fetta di pubblico che vive sì la televisione come strumento di svago, ma vuole comunque contestualizzarla in un quotidiano potenzialmente reale. Un pubblico che si è stancato o non ha mai amato le scene strappalacrime, le grida e i litigi a cui i reality classici lo hanno sottoposto e che approva e sottoscrive invece una formula lineare e tranquilla dove spesso i protagonisti presentano dignitosamente le loro storie e i professionisti forniscono soluzioni o occasioni di miglioramento.
A questo punto viene da chiedersi se il fenomeno Real Time sia solo una meteora, uno dei tanti canali presenti nell’universo di tv digitale terrestre e satellitare, oppure se possa diventare un episodio pionieristico di un nuovo tipo di offerta, un modo alternativo di fare reality. Un reality che approda per davvero tra la gente e costruisce le sue trasmissioni sulla base della domanda del suo cliente. Che non offre nient’altro che momenti di svago, non confeziona sogni, non crea nuove pseudo-professioni, non inventa celebrità passeggere e non. Apre una finestra sulla società lasciando spazio all’intelletto e alla libera interpretazione, scuote lo spettatore e lo rende interattivo risvegliando la sua mente.
1
2