Seguici su:

In segreto per non ammalarci risiede nella qualità dei cibi che ingeriamo

di Tony Carboni

Come avrete letto nella mia biografia, non sono un medico. Ed in tutta sincerità, non vorrei neppure esserlo. Mi rendo conto che, di questi tempi, parlare di malattia e salute da parte di chi non é “addetto ai lavori”, può divenir una cosa spiacevole o addirittura pericolosa. Il fatto é che esiste una tale caterba di pubblicazioni che parlano di “salute alternativa”  che diventa difficile non riuscire a parlarne.

Cresciuti in un contesto che ci ha abituati a credere che ogni sorta di condizione fisica non ottimale, anche se temporanea, debba essere immediatamente debellata con l'uso di farmaci, diviene normalissimo prendere una pastiglia per un mal di testa anche leggero, la pastiglia per la pressione, la pastiglia per il mal di stomaco, la pomata per un dolorino alla schiena, la pasticchetta per digerire, le goccine per tranquillizzarci, ecc. ecc.
Con questo non sto dicendo che sia sbagliato avere in casa le pastiglie per il mal di testa, io personalmente le ho (per fortuna fanno in tempo a scadere!), ma ricordo che mia madre aveva un'intera mensola della cucina con farmaci di tutti i tipi: dallo sciroppo per la tosse, alla pomata per le emorroidi, alle bende e pomate per i dolori articolari, alle pastiglie di vari generi e colori.
Insomma, la parola d'ordine é diventata: se hai un sintomo, lo eliminiamo subito!

Io ora so che esistono altri modi per approcciarsi alla malattia: uno di questo é la prevenzione.

Ora, prevenzione significa tante cose. In questo contesto voglio riferirmi al modo più comune di ammalarsi che si chiama “alimentazione”. Quindi, visto che sto parlando di prevenzione, va da sè che intendo trattare l'argomento alludendo al fatto che mangiare in maniera “non idonea” porta alla malattia.

Siete d'accordo con me se dico che mettendo carburante sbagliato nel motore della nostra macchina questa funzionerà male o si fermerà del tutto?
La salute si perde alimentandosi coi cibi (e le bevande) sbagliati, da errate combinazioni alimentari, ovvero da esagerate quantità per non parlare poi dalla loro scarsa qualità data da coloranti, conservanti, pesticidi e additivi chimici vari che sono addirittura ammessi per legge!

Esiste un aspetto dell'alimentazione di cui forse non avrete mai sentito menzione. Questo aspetto riguarda la quantità di scorie che una buona parte degli alimenti produce una volta digeriti e che il nostro corpo accumula nel tempo. L'unico modo per eliminare questi rifiuti consiste nell'astenersi dall'ingerire altro cibo per una certa quantità di tempo, ma questo non avviene mai poiché dopo alcune ore dall'ultimo pasto facciamo il successivo.

Uno degli alimenti più discussi, che fanno parte della dieta quotidiana del genere “Homo Sapiens”, é la carne.

Sono innumerevoli gli studi condotti in merito alla carne nella nostra alimentazione che hanno dimostrato come l'essere umano non sia un animale onnivoro e quindi, per quanto capace di digerire “tessuti” animali, in verità non sia capace di eliminare le scorie prodotte nei processi digestivi. Probabilmente nessuno ve lo ha mai detto, ma mangiare una bistecca produce oltre che proteine una certa quantità di ammoniaca, acido urico, putrescina, cadaverina, e chissà quali altri veleni ancora che il corpo, nel giro di poche ore, non riesce ad eliminare e che accumula nei tessuti. Questa produzione di veleni non interviene solo nell'intossicazione e quindi nel logorio lento ma inesorabile del nostro corpo, ma pare sia responsabile di creare una “personalità del mangiatore di carne” che può portare un'individuo a modificare le sue caratteristiche comportamentali rendendolo più aggressivo, esattamente come gli zuccheri creano nei bambini un atteggiamento iperattivo.
Studi sui comportamenti delle varie popolazioni del passato e recenti, hanno dimostrato la diretta attinenza tra l'introduzione del consumo di carne nelle etnie rurali e la successiva incidenza di guerre. Ciò a dire che le popolazioni che conducevano una dieta prevalentemente vegetariana che fino ad allora erano miti e pacifiche, improvvisamente, passando ad una dieta prevalentemente carnivora, divenivano guerrafondaie.

Pensateci un po. Se avete ospiti importanti a cena, cosa cucinerete?

Il consumo di carne é sempre stato un sintomo del potere, primo fra tutti l'uso della forza associata al concetto di supremazia sulle altre forme di vita animale.
Già questa associazione di idee potrebbe da sola spiegare il fenomeno della violenza umana. E non dovrà apparirvi strano se vi dico che esiste ancora oggi un pensiero secondo il quale cibarsi della carne di un animale forte e possente, come il cavallo ad esempio, trasferirà parte della sua forza al nostro corpo. Non vi ricordate la mamma cosa diceva quando avevamo il colorito pallido? Io lo ricordo bene. Diceva: “Mangia questa bistecca che ti rimetterà in forze!”.
Come dite, qualche mamma lo dice ancora? Chissà perché non mi meraviglia...
Ma il divenire guerrafondai, oltre che a quanto appena citato, é collegato particolarmente alla quantità di sostanze di scarto che intossicano il corpo (in una misura differente da individuo a individuo), intervenendo nella biochimica neuronale del sistema nervoso umano che darà come risultato una modifica dell'indole ovvero ad una sua precipitazione semmai vi fosse una predisposizione di base.

Nessuno venga a farmi la predica riguardo il fabbisogno di proteine giornaliero. Una mucca si porta appresso 500 Kg. di massa muscolare che si é fatta... MANGIANDO ERBA! E non dimentichiamoci del latte materno, capace di far raddoppiare il peso di un neonato nel giro di pochi mesi, mediante un contenuto di solo il 2,5% di proteine. Vi invito a meditare su questo.

Noi nasciamo, in quanto discendenti delle scimmie antropomorfe, per cibarci prevalentemente di frutta, verdura e ortaggi, noci e simili. Conosco personalmente bambini di 12 anni che non hanno MAI consumato uno solo di questi cibi, se non abbinati in combinazioni con tortine di carboidrati. Vi assicuro che non appaiono particolarmente sani d'aspetto e non credo alla storia del genitore che “non sa più cosa fare”. Ritengo che la salute dei propri figli viene prima di tutto.
Se volessimo potremmo nutrirci solo di questi cibi ed avere, con tutta probabilità, una salute illimitata. Invero, mangiare troppa carne produce malattie come il morbo di Bright, la gotta ed altre disfunzioni dovute ad acidosi tissutale.
Ovviamente, decidere di passare ad una dieta di sola frutta e verdura richiederebbe un periodo di transizione che non elimini del tutto ed immediatamente certi alimenti ma li riduca man mano ed in maniera corretta, magari facendosi seguire da un medico specialmente se non si é in buona salute.

Fin qui ho citato solo la carne, ma al giorno d'oggi, in una dieta che cura principalmente l'aspetto gastronomico, olfattivo e visivo, badare alla bontà dei cibi che non sia solo quella del sapore fine a se stesso, produce una quantità immensa di malattie e disfunzioni di cui veniamo a conoscenza solo quando passeggiamo all'interno di un ospedale. Quante persone conoscete che non fanno uso di farmaci? Vi sembra normale? Credete che aver abitato questo pianeta da centinaia di milioni di anni richiederà, da questo momento dell'evoluzione in poi, frequentare le farmacie per proseguire ad esistere?

Anche se in fondo alle nostre coscienze sappiamo che non sia così, siamo stati abituati a credere che “bello” corrisponda a “buono”, così come “attraente” stia a “desiderabile”. Perciò, come naturale conseguenza (acquisita fin da bambini), una merendina al latte, un cheesburger, una bevanda alla cola sono buone e quindi desiderose di essere consumate da più o meno qualunque individuo in qualunque fascia d'età.
Il problema é che il nostro corpo non ha bisogno di essere alimentato. Il nostro corpo vuole essere nutrito.
Anche se non ce ne accorgiamo – credendo che i nostri piccoli e grandi acciacchi siano cose normali e inevitabili – il nostro sistema digestivo é in costante difficoltà. Non solo, ma si trova in uno stato di emergenza persistente, vuoi per la carenza di sostanze nutrizionali - che deve cercare di reperire in qualche modo (e le ossa sono un di questi, da qui l'osteoporosi) - vuoi per il costante problema delle scorie assunte continuamente attraverso quella ci hanno fatto credere sia la dieta giusta da seguire. Le nostre coscienze vengono costantemente prese d'assalto dalle pubblicità che ci dicono cosa mangiare. Poi, quando stiamo male, continuano ad assillarci dicendoci quale farmaco prendere per guarire quei mali. E così via nel continuo circolo vizioso che alla fine ci porterà a morte prematura con dolore.
E' un mare di informazioni caotiche che non portano a nessun reale miglioramento nelle condizioni di vita. E' un continuo argomentare in merito a diete di ogni sorta, specialmente quelle dell'ultimo momento, che vedranno persone cibarsi o meno, con rimorsi o gran piacere, dietro il falso presupposto che sono le calorie a decidere della nostra salute. La verità é che esistono cibi che non nutrono ma che, anzi, a lungo andare debilitano l'organismo. Tutto ciò che non sia frutta (di stagione), verdura (sopratutto quella foglia verde) o ortaggi in genere produrrà scorie non utilizzabili e difficilmente eliminabili dall'organismo.
Non sto parlando di diventare per forza vegetariani, vegani o frugivori anche se queste scelte sono più che plausibili. Pasta, carne, latticini, bibite analcoliche, ecc. potrebbero non essere state assunte fin da piccoli permettendo al corpo di restare pulito, energico e privo – quasi del tutto – della possibilità di contrarre qualsiasi malattia. Migliaia di autopsie hanno messo in luce le condizioni del nostro intestino, troppo spesso carico di vermi e di incrostazioni di feci mai evacuate e divenute della consistenza e colore di un pneumatico. Questo perché la consistenza stessa delle feci é sbagliata.
La dieta, o meglio l'alimentazione, dovrebbe essere cambiata con gran sollievo per il corpo e per la mente di ognuno. Questo dovrà essere fatto col giusto gradiente e con la pulizia regolare dell'intestino attraverso enteroclismi e/o idrocolonterapia. Bere poi due litri d'acqua al giorno con residuo fisso molto basso associando tutto questo ad un attività fisica aerobica anche leggera ma regolare, potrebbe fare di noi delle persone difficilmente attaccabili dalle malattie. Inoltre, il bisogno di cibi spazzatura andrebbe a ridursi pian piano con gran sollievo per ciascuno.
Cibarsi male fa fare cassa a molte multinazionali ed il prezzo da pagare é sempre doppio. Non dimentichiamoci, infatti, il costo che dobbiamo sostenere per la sanità.

Insomma, si può mangiare bene e di gusto senza doversi ammalare per forza.

02 aprile 2012
 
Diventa fan di Tiscali su Facebook
Stampa
 
 
© Tiscali Italia S.p.A. 2014  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali