Studenti in corteo a Cagliari

Studenti in corteo a Cagliari
di ANSA

(ANSA) - CAGLIARI, 13 OTT - Ragazzi costretti a pagarsi i viaggi per iniziare l'attività. E poi uno studente che in un istituto tecnico si è ferito. Alternanza scuola-lavoro nel mirino anche a Cagliari, come in decine di altre città italiane, con lo slogan "Cambiamo la scuola per cambiare il Paese" e con "controscioperi" di confronto e proposte alternative. In corteo i giovani di Eureka studenti medi. Alla manifestazione, partita poco dopo le 9 da piazza Yenne, partecipano circa cento tra ragazze e ragazzi delle scuole cagliaritane al grido di "L'alternanza non la vogliamo". Due casi emblematici del caos vengono spiegati da Agnese Setti, coordinatrice dell'associazione. "Per raggiungere la sede di partenza dell'alternanza lavoro alcuni ragazzi sono stati costretti a pagarsi le spese di trasporto e di alloggio. Gravissima anche la vicenda del giovane ferito. È evidente che serve subito uno statuto degli studenti in alternanza". Insomma, come recita uno striscione del corteo: "La nostra speranza, più diritti in alternanza". Ma il problema non è solo questo, c'è infatti il nodo edilizia. Gli studenti denunciano che al Liceo Alberti una delle sedi è a rischio crollo. E che al Liceo artistico Foiso Fois (ma questo vale anche per altri istituti) la regola è la divisione in plessi, spesso lontanissimi tra di loro. "Abbiamo chiesto un incontro con la Regione per cercare delle soluzioni - racconta Agnese - Sappiamo che è un grosso problema, soprattutto per i pendolari". E infatti un gruppo intona subito un coro: "Siamo noi, siamo noi gli studenti senza sede siamo noi". Un altro corteo, sempre contro l'alternanza scuola-lavoro, è partito sempre questa mattina da piazza Repubblica. La marcia è organizzata dall'Unione degli Studenti (UdS). Centinaia di ragazzi hanno attraversato la città per poi fermarsi davanti al Consiglio regionale per ascoltare racconti e testimonianze di chi ha partecipato a progetti di alternanza lavoro non proprio graditi. Nel mirino la ministra Valeria Fedeli: "Chi non salta la Fedeli è", gridano. "Non vogliamo abolire l'alternanza - spiega il coordinatore regionale Francesco Ara - pretendiamo però che gli studenti vengano coinvolti nelle decisioni che li riguardano".(ANSA).