Ospedali,Ogliastra e Rete Sanità premono

Ospedali,Ogliastra e Rete Sanità premono
di ANSA

(ANSA) - CAGLIARI, 10 OTT - L'Ogliastra, con una decina di sindaci del territorio, e la Rete Sanità pubblica in piazza a Cagliari, sotto il Consiglio regionale, per fare pressing sull'assemblea impegnata nella discussione della riforma della rete ospedaliera. Le motivazioni sono diverse ma la battaglia è unica: cercare di modificare il riordino così come è stato disegnato dalla Giunta. L'Ogliastra difende l'ospedale di Lanusei, chiedendo che nel territorio sia pienamente istituito un Dea di primo livello, come prevede un emendamento presentato da Franco Sabatini (Pd). A supporto di questa richiesta c'è un'azione forte: lo sciopero della fame iniziato ormai da otto giorni da Giorgina Secci, la presidente dell'associazione volontari di Urzulei. La Rete Sanità pubblica, invece, boccia l'intero documento e sollecita ancora una volta i consiglieri regionali a non votare la riforma e uscire dall'Aula. Attualmente, secondo quanto fissato nella tabella 6.2, che definisce l'articolazione della rete ospedaliera nelle otto aree omogenee coincidenti con le vecchie ex province, ci sono ospedali di primo livello in tutti i territori tranne che in Ogliastra, dove la struttura è un nodo della rete solo con funzioni di primo livello. "E' da due anni che combattiamo per cercare di cambiare il contenuto sull'ospedale di Lanusei - spiega all'ANSA il sindaco Davide Burchi, che guida la protesta - Siamo all'ultima curva e oggi siamo qui a Cagliari per monitorare il lavoro del Consiglio: l'ospedale di Lanusei deve uscire dalla riforma rinforzato e con un livello di servizi che sia strutturato per dare risposte di lungo periodo ai cittadini ogliastrini". "Oggi emerge che l'imput che Roma ha dato alla Giunta e al Consiglio è che questo piano di riordino deve assolutamente passare - attacca Claudia Zuncheddu di Sardigna Libera, portavoce della Rete Sanità pubblica - assisteremo però a una simulazione di emendamenti che sono talvolta peggiorativi o utili solo a privilegiare alcuni territori a discapito di altri". (ANSA).