Mogoro, tornano alla luce una reggia di 4000 anni fa e un misterioso bronzetto: le immagini esclusive

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di Paolo Salvatore Orrù @OrruPaolo

Un bronzetto, un bottone che ornava il mantello di un capo tribù, trovato in un vano del Nuraghe Cuccurada di Mogoro, comune della provincia di Oristano, ripropone una scena di caccia, un frammento di vita quotidiana di 3000 anni fa: un cacciatore che, con una lancia e con la collaborazione del suo cane, tenta di abbattere un cervide. Una scena che in quel tempo e in quella zona doveva essere molto comune.

Quel bronzetto è la fotografia, un flash arcaico, di un mondo ancora tutto da interpretare. Ed è proprio partendo da quel simbolo che Tiscali Notizie ha voluto ricomporre, con la collaborazione degli archeologi Giusy Ragucci, Riccardo Cicilloni ed Emina Usai, della soprintendenza di Cagliari – Oristano, la vita di quel ciclope che, dall’alto delle torri erette sul colle adiacente alla strada di Roja Lacus, ha controllato per millenni una vasta zona della pianura del Campidano.

Il nuraghe di Cuccurada - ha spiegato Cicilloni durante le riprese - è incentrato su un più antico nucleo a corridoio, intorno al quale fu eretto, in momenti diversi, un bastione composto da quattro torri perimetrali raccordati tra loro con cortine rettilinee, che delimitano un cortile centrale. Ragucci, durante le sue ricerche ha anche documentato la presenza, nella porta d’ingresso posta a sud est del nuraghe, di un deposito votivo di tarda epoca imperiale, quarto secolo dopo Cristo. Il deposito era caratterizzato dalla presenza di crani ovini, caprini e bovini.

L'archeologa Emina Usai, ha invece spiegato, qual è la collocazione e qual è l’importanza del sito. Sandrina Carta, archeologa della cooperativa “Memoria Storica”, ha invece illustrato quali potrebbero essere le ricadute economiche del sito.

(Le riprese video del bronzetto sono di Ivan Vargiu, le altre riprese di Simone Murtas, operatori di Tiscali).