Il nuovo volto di Quarto Oggiaro in un documentario

L'innovativa iniziativa di un gruppo di professionisti per mostrare verità e la bellezza di luoghi fin troppo bistrattati.

Il nuovo volto di Quarto Oggiaro in un documentario
di Digital Media   -   Facebook

Milano 12.01.2017 (Digital Media) – Cos'è veramente Quarto Oggiaro? Un quartiere degradato nell'immaginario dei più o una zona di Milano con strade, piazze e storie di rinascita? A raccontarlo ci hanno pensato un gruppo di professionisti: giornalisti e videomaker che da maggio dello scorso stanno lavorando per produrre un documentario sulle periferie del capoluogo lombardo.

Così la scelta di parlare proprio di Quarto Oggiaro attraverso un progetto innovativo ed ambiazioso che colga l'essenza della popolosa area a nord-ovest di Milano scoprendo le vite delle tante persone che vi abitano, i talenti dei giovani e le memorie degli abitanti di sempre.

Spazio anche alle oltre 100 associazioni (culturali, sportive, umanitarie, di tutela) che operano in quei luoghi e che con il loro costante impegno hanno migliorato la vivibilità del posto, cancellando quell'immagine che troppo spesso, in maniera superficiale, è stata affibbiata dai media e da coloro che non ci sono mai stati.

Il documentario vuole mostrare la verità e la bellezza di un posto fin troppo bistrattato.

Quarto Oggiaro , infatti, non è più palcoscenico di fatti di cronaca, spaccio e omicidi, ma è il teatro di una ormai avvenuta rinascita sociale e culturale che oltrepassa i suoi confini, un modello che si mostra agli occhi dei quartieri vicini e del centro città.

A dominare aree verdi e tanta storia. Come, ad esempio, non soffermarsi sull'incantevole Villa Scheibler.
L'impegno di chi vive quotidianamente a Quarto Oggiaro è costante: tutti sono animati da una forte e romantica identità, collaborano per il bene della comunità.

Dunque, per spaccare tutta la falsità degli stereotipi ha preso piede la voglia di raccontare un modello di rinascita che può diventare esempio per tutte le periferie italiane che spesso vivono non solo l'isolamento geografico ma anche quello culturale dovuto alle false etichette che negano una realtà diversa e meno oscura di quella narrata dai media.
Perché è molto più semplice mostrare l'inferno che raccontare la bellezza.

Dopo molte ore di riprese è stato ricavato un teaser di 4 minuti che racchiude a grandi linee il concept del progetto nell'attesa di diffondere, a fine marzo, il documentario nella sua versione definitiva e completa e dalla durata di circa un'ora.

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