Brand Journalism e digitale: i giornalisti lucani si preparano così alle sfide del futuro

'Brand Journalism e nuovi scenari del giornalismo', l'evento formativo tenutosi sabato scorso a Potenza e organizzato dall'Ordine dei giornalisti della Basilicata, ha fornito ai partecipanti un'accelerazione di conoscenza delineando le opportunita' dei professionisti della notizia, in nome della constatazione che il futuro e' adesso e non puo' aspettare.

Brand Journalism e digitale: i giornalisti lucani si preparano così alle sfide del futuro
di Anna Laura Maffei   -   Facebook

Potenza 12.06.2017 (Digital Media) - Compensi ridotti all’osso, legati alla quantità degli articoli prodotti o alle visualizzazioni ottenute sino alla proposta di lavori gratuiti in cambio di accrediti stampa o visibilità: nel mare magnum dell’informazione, stando anche ai dati diffusi da Agcom nel mese di marzo con la seconda edizione dell’Osservatorio sul giornalismo, lo scenario in cui operano i giornalisti in Italia è tutt’altro che roseo. Ma, tra sempre minori garanzie e precarietà costante, con buona pace dei diritti dei lavoratori sanciti dalla Costituzione e della corretta informazione, uno fra i capisaldi del sistema democratico, vanno profilandosi interessanti posizioni di lavoro a cui un giornalista potrebbe candidarsi se solo avesse la professionalità necessaria.

In un paese come il nostro in cui, però, ancora sopravvive il dibattito carta-contro-digitale, i giornalisti sono davvero in grado di intercettare i trend che caratterizzano il nostro modo di informarci? A questo e a numerosi altri interrogativi ci hanno pensato Vito Verrastro e Roberto Zarriello a fornire ogni risposta nell’ambito dell’evento, rientrante nella formazione professionale continua, "Brand Journalism e nuovi scenari del giornalismo", tenutosi sabato scorso a Potenza e organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Basilicata presso la sala del Ridotto del Teatro Stabile.

La rivoluzione digitale, si sa, ha invaso tutti i campi della vita sociale. L'economia, le imprese, le scuole, le città, la cultura, la politica: niente è rimasto escluso dal cambiamento. Ma, soprattutto, è cambiato il mondo del lavoro modificando alcune professioni o creando profili completamente nuovi. La professione giornalistica, probabilmente più delle altre, si è evoluta di almeno due decenni e chi appartiene a quella fascia intermedia che si trova a subire la transizione fra il modello cartaceo e il modello del web può, comprensibilmente, avere spazi d'incertezza notevoli. L’Ordine dei giornalisti della Basilicata attraverso il suo presidente, Mimmo Sammartino, ha mostrato coraggio nel ritenere utile discutere di questi temi tra rischi e opportunità, in nome della constatazione che il futuro è adesso e non può aspettare. La proposta è arrivata da Vito Verrastro, comunicatore ad ampio ventaglio dall’indole innovativa, ideatore di Lavoradio, rubrica radiofonica che analizza il mondo del lavoro nelle sue opportunità in netto contrasto con i continui bollettini da guerra sulla disoccupazione in Italia e con il brain drain, autore di un libro in uscita a breve sui talenti di ritorno, protagonisti della cosiddetta “generazione boomerang”.

“Il mio obiettivo - dice Vito Verrastro - era provare a dare, con Roberto Zarriello, una traccia di futuro a noi stessi e ai nostri colleghi in un mondo del giornalismo che cambia in fretta e rischia di farci trovare impreparati di fronte alle nuove sfide. Mai più di oggi il "think global, act local" è una direzione fondamentale, così come l'assunzione di managerialità. Qualcuno di noi lo sta già facendo, ma è anche necessario a volte dare confini e definizioni ad un processo che spesso si sperimenta facendo, perché si possa aumentare la consapevolezza. Perciò, è vitale conoscere le nuove frontiere del giornalismo, avere gli input giusti per capire quale strada intraprendere come professionista che lavora sui contenuti e, soprattutto, approfondire il tema del brand journalism con il massimo esperto italiano del settore”.

Una vera e propria accelerazione di conoscenza, quindi, verso il futuro del giornalismo nelle sue versioni citizen, social, immersive, interactive, mobile, fino ad approdare al brand journalism perché, spiega Verrastro, “in questa generazione VUCA, in cui la risposta ad un mondo sempre più in corsa è l’esserne consapevoli nella sua volatilità, incertezza, complessità e ambiguità, dobbiamo capire dove va il mercato, cosa vogliono i lettori, comprendere i nuovi paradigmi e pensare che, se la carta stampata è l'anello ormai più fragile della catena, la sharing economy costruisce la sua ricchezza sulla creazione di piattaforme e la qualità del contenuto resta un requisito a valle su cui puntare. Non è più possibile considerare la professione giornalistica come una fortezza, anzi, la vera sfida sarà slegarsi dalle visioni puriste e farsi trovare pronti quando, nel 2020, l’Europa libererà le frequenze sopra i 700 Mhz per l’utilizzo e lo sviluppo del 5G. Per questo il giornalista di oggi deve imparare a fare content curation, realizzare e montare video, gestire i social, fare digital PR, il tutto senza mai trascurare lo storytelling. Solo così il nuovo VUCA starà per valori e velocità, unicità ed utilità, competenze e abilità”.

Per Roberto Zarriello l’incontro formativo a Potenza rappresenta, invece, una delle numerose tappe di quello che è stato un vero e proprio “brand journalism tour”, in grado di tracciare una mappa dell'innovazione del giornalismo in Italia. Giornalista, esperto di comunicazione digitale e founder di Digital Media, service giornalistico che fornisce contenuti singoli o interi prodotti editoriali, come il magazine di cultura e innovazione RestoalSud.it, ai più importanti portali d’informazione italiani, tra cui Tiscali.it, ed ha all’attivo collaborazioni a progetti formativi con l’Ordine nazionale dei giornalisti, con varie strutture del Miur e con l’Università Telematica Pegaso, Zarriello è autore di “Brand Journalism” (Ed. Centro di Documentazione Giornalistica).

Se il leader della ricerca online, Google, dice che la chiave del successo sta nella capacità di creare “la migliore esperienza possibile per il pubblico con contenuti di alta qualità originali e semplici”, quando l’editore di contenuti è l’azienda stessa intesa come brand, fondamentale risulta essere il brand journalism che, come spiega Zarriello, “è quel tipo di giornalismo che si occupa dell’impresa, cioè di tutto ciò che ruota attorno a un marchio (brand, per l’appunto) con una precisa finalità: informare i lettori sulla storia dell’azienda, utilizzando gli strumenti e le regole proprie del professionista della notizia in quanto il brand journalist non offre la propria professionalità per promuovere un bene o un servizio del marchio ma per raccontare l’azienda, fornendo un servizio di pubblico interesse nel quale è lo storytelling il vero strumento con cui connettersi con i lettori”.

Dal web content al brand journalism con i suoi principi fondamentali, passando per le strategie con cui incrementare la brand awareness sino all’analisi di case studies come Journey, il magazine della Coca-Cola, e Centodieci, il magazine di Mediolanum o Mommypedia, il blog di Prénatal: l’evento formativo a Potenza ha fornito un percorso attraverso cui far comprendere al giornalista le interessanti possibilità di inserirsi nelle dinamiche del brand journalism, le tecniche per usare correttamente i social in ambito giornalistico e per curare il proprio personal branding con contenuti di valore.

“Dal 2025 - avverte Zarriello - prenderà il sopravvento il giornalista robot in grado di produrre automaticamente notizie rispondendo alle 5 W. Del resto, già oggi le news passano sempre più dai social, per cui al giornalista resterà il racconto delle storie ed è su questo che deve concentrarsi. Su Facebook, ad esempio, il 90% dei contenuti presenti non è notizia, solo il 10% restante lo è ed il giornalista di oggi deve possedere competenze integrate per riconoscerlo. Nell’era della post verità, la svolta va rintracciata nei contenuti e negli strumenti altrimenti si rischia di fare la fine dei dinosauri.”

Per l’evento formativo "Brand Journalism e nuovi scenari del giornalismo", sempre targato Ordine dei giornalisti della Basilicata, è già prevista una replica, il 13 luglio a Matera. Il 23 e 24 giugno, inoltre, si parlerà di brand journalism e futuro dell'editoria digitale anche a Rimini durante la quinta edizione del Web Marketing Festival.

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Ordine dei Giornalisti della Basilicata Website