La posta del direttore

La Raggi e Parnasi. Il vero scandalo di Roma non sono i soldi ai Cinque Stelle ma la paralisi della città

Gentile Direttore,

è la prima volta che scrivo al vertice di un giornale e non so se essere diplomatico o diretto provo ad essere diretto: perché la sindaca di Roma Virginia Raggi non si dimette dopo che anche il movimento di appartenenza (M5S) ha preso soldi per lo stadio. Mi faccia una cortesia però: non mi si risponda che è la magistratura che deve giudicare perché il ministro e leader Luigi Di Maio promette un sacco di soldi a tutti con le casse vuote dello stato e io mi devo alzare a 57 anni alle 5 del mattino per andare a lavorare per circa mille euro al mese. E la pensione si allontana di sempre di più nonostante 39 anni di duro lavoro.
Voglio aggiungere che a me Di Maio piace molto, ma mi pare ancora troppo giovane. Comunque spero abbia la bacchetta magica. 
So che non pubblicherete questa lettera.
Saluti.
Franco F.
Caro Franco,
ecco la sua lettera pubblicata integralmente. Nel merito della sua domanda rispondo che la penso diversamente. 
Non credo affatto che la sindaca Raggi si debba dimettere per lo scandalo dello stadio di Roma. Certo, in questa inchiesta sono pesantemente coinvolti un suo uomo di fiducia (Luca Lanzalone) e alcuni consiglieri, ma vorrei farle notare un altro aspetto.
Ho avuto modo di leggere e studiare attentamente migliaia di pagine di quel provvedimento giudiziario e non risultano al momento intercettazioni tra la sindaca e Parnasi. 
Forse si potrebbe celare qualche loro conversazione tra gli omissis presenti nel provvedimento, ma se così non fosse sarebbe la dimostrazione lampante della sua totale estraneità alla vicenda. Non le sfuggirà per altro che al momento la sindaca non è indagata. Quindi di cosa dovrebbe rispondere? Di una responsabilità politica? 
L’accordo raggiunto sullo stadio prevede un taglio delle cubature. Inoltre un altro “no” dopo quello alle Olimpiadi a mio avviso non avrebbe giovato allo sviluppo della città. Resta il tema della compatibilità ambientale del progetto che più volte proprio sul nostro sito di news abbiamo denunciato. Ma la risposta non è condannare l’Italia alla paralisi e nemmeno pretendere ad ogni piè sospinto le dimissioni di un sindaco nemmeno indagato.
La risposta è fare e fare bene. Questo si aspetta Roma, di questo la Capitale ha incredibilmente bisogno. Personalmente vedo questa città soffrire ogni giorno per abbandono e incuria. No va meglio, va peggio. È il vero banco di prova della Raggi e dei Cinque Stelle a Roma. Ed al momento pare a tutti evidente che le risposte sono vaghe, insufficienti e spesso imbarazzanti. Altra cosa è la questione dei soldi a tutti i partiti: dalla Lega al Pd. E quindi anche ai Cinque Stelle. Ma il Movimento di Grillo marca una notevole differenza rispetto agli altri. Non difende, non protegge chi finisce invischiato in una storia di denaro più o meno opaca o poco trasparente. Interviene con rigore. Questo va sottolineato, per l’amore che si deve alla verità.