La posta del direttore

Il calcio champagne non c’è più ma il catenaccio bisogna saperlo fare. E non è brutto

Egregio direttore, sono un 76 enne che ha lasciato l'Italia 4 anni fa per vivere in Cina con mia moglie. Scrivo a proposito del campionato mondiale calcio che ha recentemente riempito i nostri schermi. Quando negli anni 50 l'Italia giocava un simile tipo di calcio veniva schernito come 'catenaccio', oggi che tutte le squadre giocano a quella maniera sembra di aver perso l'etichetta ed è accettato come calcio moderno. Credo che questa sia la ragione del declino di qualità.

Infatti sono rari i gol che si vedono frutto di un'azione. La maggior parte vengono da palle ferme (punizioni, calci d'angolo e rigori). E' un peccato vedere squadre meritevoli eliminate da altre meno brave ai calci di rigore. Ma tant'e', fino a che una nuova formula non sara' trovata dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco. Distinti saluti.

Maurizio Rossi

Caro Maurizio, le confesso che non sono un grande esperto di calcio, per questo preferisco affidare la risposta al nostro vice-direttore Stefano Loffredo, assai competente  in materia e che proprio su TiscaliNews insieme al collega Andrea Curreli sta seguendo con attenzione questi mondiali. 

 

Ecco la risposta del vice-direttore Stefano Loffredo:

 

Su alcune cose sono d’accordo con lei su altre un po' meno. Le squadre sono diventate più competitive e fisiche. Molte squadre cosiddette deboli si sono affidate allo schema 4-5-1 molto difensivo che ha permesso loro, almeno nei gironi, di evitare goleade. E’ vero che la maggiora parte dei goal avviene su palla inattiva, in questo Mondiale sono stati 64 su 146 e cioè ben il 44%. Ma è una caratteristica del calcio moderno. Eppure, nonostante questi dati possano far pensare al contrario, non si gioca un calcio brutto, anzi. Ho visto un Iran e un Giappone che sinceramente per intensità e gioco di squadra non mi aspettavo. Per non parlare della Corea che ha battuto la Germania con merito.

Le squadre hanno tutte una loro identità perché anche il catenaccio (vedi la Svezia) bisogna saperlo fare. E che dire dello spettacolare contropiede con il quale il Belgio ha battuto il Giappone? Andrebbe insegnato nelle scuole calcio.

E' naturale che più si va avanti più le partite sono equilibrate, più si ha paura di perdere e più si rischia di andare ai calci di rigore. La Spagna non mi pare abbia fatto molto per vincere contro la Russia anzi alla fine la lotteria dei rigori ha premiato la squadra che ci aveva creduto di più. Colombia-Inghilterra, al di là di quello che dice Maradona, è stata una partita bella ed emozionante. Ai rigori hanno vinto gli inglesi che forse nell’arco dei 120 minuti avevano meritato di più.

Certo qualche squadretta è andata in gita, vedi Panama, Arabia ed Egitto. Ma la formula delle qualificazioni è quella. Forse bisognerebbe cambiarla ma non è facile e la Fifa, che cura soprattutto il business, ha interesse a far diventare il calcio uno sport planetario quindi più nazioni ci sono e meglio è. Tanto è vero che in Qatar nel 2022 ci saranno 48 squadre. Sperando ovviamente che questa volta ci sia anche l’Italia.

 Stefano Loffredo, vice direttore TiscaliNews