Sappiamo a quanto ammonta il debito pubblico, ma quanto è vasta l'evasione?

di Demetrio Petrungaro

Siamo in una crisi, non sono certo io a dirlo per primo. Servono soldi, ci dicono. Il governo attuale parlava di equità. Frasi come “non devono essere i soliti a pagare”, “chi ha di più deve dare di più”, “lotta all’evasione” sono diventate un mantra che tutti recitano. Ci prospettano due soluzioni e mi sembra che vogliano farle apparire alternative. Quella semplice, che sarei in grado di fare anch’io, o come si diceva anni fa, che anche la casalinga di Voghera potrebbe fare,  si alzano le tasse, purtroppo aggiungo io a quelli che già le pagano e ancora peggio cosa già fatta molte volte; l’altra, si fanno pagare le tasse a quelli che non le pagano, ed almeno a parole la propensione attuale, sembra, sia quest’ultima, anche se ci fanno credere che risulta impossibile riuscire a scovarli. Ovviamente per quanto riguarda l’eliminazione degli sprechi, va da se che deve essere fatta sempre e comunque.


Da varie fonti,  vengono forniti numeri, ma sembrano diversi, incongruenti fra loro ed a volte addirittura contraddittori. I comuni mortali, come me, si aspetterebbero un solo numero chiaro e incontrovertibile.


Potrebbe suonare così: allo stato italiano in tutto mancano ‘X’ miliardi di euro l’anno.


Vado a cercare questo ‘X’, deve necessariamente essere un dato di pubblico dominio fornito da un ente istituzionale e non da “pizza e fichi” spa o da una fonte di parte e/o manipolabile.


Sul sito del MEF, nulla. Sul sito dell’Istat, nulla. Sul sito della Corte dei Conti, nulla. Qualcosina qua e la, in giornali on line, siti strani … Continuo la ricerca, trovo dati parziali, tipo che in Italia si evade il 22% di IVA, che la corruzione ci costa 60MLD/anno, che il 17% del PIL è nascosto, che l’evasione è pari a 5 manovre come l’ultima fatta dal governo, che sono 400MLD/anno le mancate entrate, che ci costa 15€ al giorno a persona. Ma come? Mi chiedo. Come è possibile parlare di qualcosa se neanche si sa quant’è grande? Non si sa o non si vuol far sapere la verità?


L’unica cosa certa è che è tanta, tanta, tanta roba.


Visto che non possiamo fare diversamente prendiamo per buono uno dei dati che sembra contenere tutti gli altri, o per dirla come prima, quello che più si avvicina a ‘X’: 400mld/anno, equivalente a dieci manovre finanziarie ‘lacrime e sangue’, o all’azzeramento del debito pubblico in meno di 5 anni. Ma basta questo dato per capire e prendere decisioni su come intervenire? Evidentemente no. Deve essere trasformato in informazioni, altrimenti qualsiasi azione volta al suo abbattimento può essere sbagliata o addirittura controproducente.


Chi ha ragione, ad esempio, fra Grillo che afferma, a modo suo, che la lotta agli scontrini fiscali non emessi è solo una ‘truffa’ per far pagare i soliti e non colpire le banche e la Gabanelli che afferma che evitando di far girare il contante si risolve il problema alla fonte perché non sarà più possibile fare ‘nero’?


È certo che ‘X’ è fatto di tante componenti e se nessuno le tira fuori e le rende chiare diventa impossibile capire e dare una risposta alla domanda appena posta.


Dando credito alle affermazioni di Grillo si dovrebbe avere un evasione da scontrino fiscale fisiologica (al massimo pari alla soglia minima accettabile che per abbatterla si dovrebbe spendere di più di quanto si riesce a prendere, quindi neanche conviene perseguirla), che se non vado errato (media europea?) dovrebbe essere intorno al 10%.


Possiamo fare due ipotesi: 1)  Non ci dovrebbe essere rilasciato 1 scontrino su 10 (facendo finta che sono di pari importo) ma la mia sensazione personale/generale è del contrario, ci viene rilasciato un solo scontrino su dieci (e pure quello con l’importo più basso).  2) Il 10% è riferito all’ammontare totale dell’evasione e qui non ci può essere sensazione che tenga ma informazioni di dettaglio.


Sembra ovvio che solo la seconda ipotesi può giustificare le affermazioni fatte da Grillo, ma serve necessariamente classificare ogni tipo ‘X’: false fatturazioni, mancate fatturazioni, triangolazioni estero, falsi scontrini, scontrini non emessi, lavoro nero, etc. etc. magari diviso anche per settore (commercio, industria, artigianato, …) e tipo di attività (Assicurazioni, Banche, Gioiellieri, Medici, Avvocati, Salumieri,…). Aggiungendo la descrizione chiara ed inequivocabile di cosa significa ogni singolo dato si arriva a trasformare i numeri in informazioni. Mi spiego meglio, parliamo ad esempio della disoccupazione. Tutti pensano che siano le persone che non lavorano in senso lato, ma non è così, la percentuale esprime quanti lavoratori con contratto a tempo indeterminato hanno perso il posto di lavoro, lo stanno cercando, ma non sono in cassa integrazione od in mobilità. In pratica non conta quelli che hanno perso le speranze e non lo cercano più, quelli che avevano un contratto a tempo determinato che si è concluso alla scadenza, quelli che non hanno mai avuto un contratto, etc. etc..


Quindi quando sentiamo parlare di evasione bisogna fare attenzione perché non esprime quanti soldi mancano allo stato, ma solo un certo tipo di reato, altri, come l’elusione non sono compresi (per questo l’ho chiamata ‘X’) ma anche le percentuali possono essere fuorvianti perché riferite ad un ammontare che non è quello che crediamo che sia.


Servirebbe un organismo indipendente che mensilmente, massimo trimestralmente, pubblicasse informazioni. Potrebbe essere l’ISTAT.


Sapere a quanto ammonta ‘X’  per settore, grandezza di azienda, numero di aziende, tipo di attività, tipo di “evasione”, … è anche sicuramente l’indice delle cose da fare e aiuta a definire le priorità.


Controllare a cadenze fisse gli andamenti e gli scostamenti dai valori attesi, dà il giusto significato alle decisioni attuate: se l’ammontare/la percentuale evasa scende, la misura adottata è stata efficace.


Purtroppo, in Italia, non è così e non è quasi mai possibile capire i dati/numeri ed essere certi in modo inequivocabile del loro significato.


Ma il governo tecnico perché non fa un DL per conferire all’ISTAT il potere ed i mezzi per fare questo? Ovviamente i “tecnici” sanno molto  meglio di me di cosa stiamo parlando.


Non si hanno  informazioni, o meglio, non ce le danno, allora la Gabanelli lancia un idea: come si fa a far sparire i soldi se tutto viene tracciato? Impossibile. Allora basta evitare i pagamenti in contanti ed il problema automaticamente si risolve. A prescindere che la falsa fatturazione, le triangolazioni , la falsa contabilità in generale, non li colpisci comunque, elimini comunque una bella fetta del problema, e così magari hai più risorse da dedicare al resto. Certo bisogna cambiare abitudini, ma si può fare e la tecnologia è già a disposizione. Per spingere ad effettuare i pagamenti  in modo rintracciabile propone una tassa del 33% sia sui depositi che sui prelievi in contanti, da compensare sotto una certa soglia minima da stabilire (300€). Sembra assurda, ma a pensarci bene se ti accreditano lo stipendio e paghi tutto con carta, assegno, bonifico, etc. non hai più bisogno di contanti (eviti pure rapine e scippi). Subito viene in mente che le banche ci guadagneranno troppo visto l’aumento dei movimenti, ma si può pensare a leggi che impongano livelli di soglia (numero di movimenti gratuiti) abbastanza alti per evitarlo o a conti concorrenti a spese fisse e basta, e comunque sarebbe un piccolo prezzo da pagare a fronte dell’enorme vantaggio che ne deriverebbe.


Arriva Dragoni (Servizio Pubblico) e dice che bella l’idea della Gabanelli, ma se poi succede come in Argentina, se la gente non si fida più delle banche e vuole ritirare tutti i soldi perde il 33% quando li ritira ed il 33% il giorno che deciderà di rimetterli in banca? Certo uno può rispondere che è un caso limite che difficilmente si verificherà, ma si può anche pensare che essendo possibile vampirizzare un 33% subito qualcuno ci potrebbe anche pensare e mettere in giro voci che spingano a ritirare soldi. Ma?


Allora subito ripensi a Grillo, ai governi dei banchieri, alla Goldman Sachs, ai poteri occulti, alle logge massoniche, a Cuccia,  alle varie teorie dei complotti internazionali.


Ho fatto l’informatico per tanti anni. Fra le varie cose, ho anche partecipato alla realizzazione di sistemi di supporto decisionale (data warehouse), anche quello per il MEF che, fra i tanti obiettivi, ha quello di pubblicare ogni mattina, con i dati aggiornati al giorno prima, l’andamento delle entrate e delle uscite dello Stato Italiano.


È  possibile sapere ogni mattina cosa è accaduto fino al giorno precedente.


Serve solo la volontà politica, ma dato che sembra mancare, serve un popolo che costringa la politica e le classi dirigenti alla chiarezza e alla rendicontazione puntuale dei fenomeni, in modo da essere valutata ogni singola scelta in base alle priorità e agli effetti reali ottenuti misurati scientificamente.

05 maggio 2012
 
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