Destra e sinistra, oggi come non mai la differenza tra gli schieramenti è netta: ecco perché

di Gerardo Lisco

Mai come oggi, con la vittoria di Hollande in Francia, torna netta la differenza tra Destra e Sinistra. Negli ultimi anni, infatti, si è finito per confondere le due culture politiche. Le cause sono diverse, alcune di natura materiale, legate, ad esempio, ai mutamenti del sistema produttivo, altre  culturali. Per quanto riguarda i fattori culturali bisogna fare riferimento ai movimenti protestatari degli anni 60 e 70 che misero a nudo i limiti e le contradizioni dei sistemi sociali, economici e politici costruiti sulle macerie della II Guerra Mondiale e alla fine comunque normalizzati ed integrati dal sistema.

Il recepimento, da parte dei ceti dominanti, delle istanze di libertà provenienti dal movimento contestatario e la rilettura delle stesse in chiave conservatrice e in alcuni casi reazionaria ha portato alla costruzione del sistema culturale oggi dominante. La cultura politica dei ceti dominanti, identificabile con la Destra e con il pensiero Liberal – Liberista, a differenza della cultura politica Socialdemocratica, ha avuto la capacità di metabolizzare talune istanze e declinarle secondo la propria visione del mondo: ne sono esempi lo yuppismo, lo slogan “ la società non esiste”, l’ “edonismo reaganiano”, l’arricchimento ad ogni costo, la “deregulation”. In sostanza l’idea che il luogo più adatto alla realizzazione dell’individuo e della persona potesse essere una “Società” giusta ed equa è stata sostituita con quella che tale luogo sia il “Mercato”.

Artefice di questa sostituzione è stata la politica di destra Liberal – Liberista e parzialmente quella Socialdemocratica. Quando facciamo riferimento a quest’ultima dobbiamo riferirci alle cosiddette “terze vie” che hanno caratterizzato la politica progressista degli anni 90 e conducono al New Labour, al Neu Mitte, al New Democrat e, per quanto riguarda l’Italia, all’Ulivo e al PD. Non è un caso che diversi esponenti del PD hanno subito sottolineato come Bayrou, al secondo turno per le elezioni presidenziali, avesse invitato i propri elettori a scegliere Hollande.

Come al solito  si tende a interpretare gli eventi sempre in modo autoreferenziale. Meno male che a far chiarezza ci ha pensato Crozza quando, in uno dei suoi monologhi, ha detto che Enrico Letta in Francia starebbe all’opposizione. Magari fosse questa l’unica contradizione! Riprendendo il ragionamento, la cultura Socialdemocratica incapace di reagire sul piano della proposta politica e culturale alla reazione della Destra ha fatto proprio l’accezione Liberale confondendola con il Liberismo. Questo mescolamento di categorie culturali è arrivato al punto che da più parti si è sostenuto che non vi fosse più nessuna differenza tra Destra e Sinistra.  Il trionfo della cultura politica Liberal – Liberista ha portato l’opinione pubblica a convincersi che il  “Mercato” fosse lo strumento più efficace per distribuire, in modo equo, benefici e costi tra i vari individui e che tutto ciò che non fosse ad esso riconducibile fosse deleterio  per la libertà dell’individuo.  Questa logica, che è prima di tutto un dato culturale che ci ha resi tutti di destra, ha portato alla costruzione di un sistema di relazioni dove la libertà è diventato un bene prezioso che appartiene solo a minoranze. O meglio la libertà è proporzionale alla ricchezza posseduta da ciascun individuo.

Qualcuno mi spiega quanta e che tipo di libertà può avere un disoccupato, un precario, un pensionato, una persona che ha bisogno di assistenza e non ha risorse finanziarie disponibili.  La Libertà individuale così come intesa dalla cultura politica Liberal – Liberista ha manifestato i suoi limiti. In nome della Libertà la Destra ha costruito un sistema sociale fondamentalmente ingiusto ed iniquo. Questo è il dato. La deregulation non ha portato al ricambio delle élites. Ha portato al rafforzamento delle posizioni acquisite.  I più forti sono diventati ancora più forti e più i deboli sono diventati ancora più deboli. La libertà e la realizzazione dell’individuo, ed è qui uno degli errori fatti dalla Socialdemocrazia quando ha confuso Liberismo con Libertà, presuppongono politiche di costante redistribuzione della ricchezza prodotta. Senza uguaglianza e giustizia sociale non vi può essere mobilità sociale, ricambio delle élites, in una sola parola Democrazia.

Oggi in Francia vincono Hollande e il Socialismo francese perché è quello che è stato meno toccato dalla cultura Liberista. Nella Società europea sempre più complessa, multietnica, multiculturale, con tradizioni e lingua diverse, la libertà è certamente un grande valore ma non può essere quello della destra Liberal – Liberista.  Non può essere il Mercato il luogo dove i diritti individuali o di gruppi sociali possono trovare modo di realizzarsi. Per la semplice ragione che avendo i diritti di libertà dei costi potrebbero in alcuni casi essere fuori mercato e quindi non meritano tutele o garanzie. Il punto è invece non il costo del diritto di libertà ma il suo essere legittimo. Per queste ragioni la Libertà va declinata secondo il significato che è proprio della tradizione Socialdemocratica e cioè come giustizia ed uguaglianza sociale. Concludendo proprio perché c’è la necessità di costruire una Società libera e aperta c’è bisogno di Sinistra, c’è bisogno di Socialdemocrazia ed è qui la differenza netta tra Destra e Sinistra.

20 maggio 2012
 
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