Ecco perchè, caro Gasparri, preferisco "Non disintossicarmi"

Dopo il duello all'arma bianca e gli insulti a "Quinta Colonna" il giornalista scrive all'ex ministro. I Musulmani? Non è giusto "Impacchettarli tutti"

di Luca Telese

E qualcuno ti dice: "Ma come mai te la sei presa con Gasparri per questo dettaglio?". Perché tutta questa polemica su quanti siano i musulmani in Europa? È così importante? Il "dettaglio" è il frammento di duello all'arma bianca di martedì, a "Quinta Colonna", che da stamattina furoreggia in rete è che potete vedere anche qui. Ad un tratto, durante la trasmissione, quando Gasparri strappa l'applauso con l'affermazione ad effetto "Ci siamo stufati! Adesso impacchettiamoli e mandiamoli tutti a casa!", mi sono accorto che il senatore in quel momento non aveva idea degli ordini di grandezza. L'errore di conoscenza, com'è ovvio, produce un orrore di presunzione. Poi è accaduto questo: più lo incalzavo chiedendogli una risposta, come si può notare, più si capiva che Gasparri mi copriva di insulti, come fanno molti, perché non sapeva cosa rispondere e non voleva ammetterlo.

Umanissimo, capita anche a noi.

Io gli domandavo di dirmi almeno un ordine di grandezza, un numero che si avvicinasse alla cifra (se vuoi "impacchettarne" diecimila o cinquanta milioni cambia qualcosa), e lui mi rispondeva in maniera sublime, con epiteti del calibro: "Amico degli assassini", "difensore dei tagliagole" e "promotore della Sharia". Mica male.

Ho tenuto il punto, con un pizzico di cattiveria, perché lo ritengo decisivo. C'è un racconto ideologico coerente- infatti -  che è iniziato dopo gli attentati, e di cui Maurizio è uno dei narratori più potenti. Non ho nulla, contro di lui, lo conosco dal 1992, abbiamo idee diverse su tutto, dai diritti civili all'immigrazione, ma gli riconosco il merito di esprimere quali che molti altri pensano, ma non hanno il coraggio di affermare in pubblico.

Il racconto, la fiaba rassicurante e falsa di cui parlo è questa:

1) I musulmani sono tutti nemici e vanno rimandati a casa 2) Gli immigrati e i profughi sono il brodo di cultura in cui nuotano i terroristi 3) Le moschee vanno chiuse perché sono tutti covi di terroristi. 4) Se ci sparano e ci tirano bombe addosso  - ovviamente - è colpa della "sinistra buonista" (espressione fantastica in cui sarei incluso d'ufficio) che regge il moccolo agli assassini. E qui, aggiungo io, altro applauso: bene bravo! Ci vuole polso.
 
Sapendo di non poter strappare gridolini di approvazione provo a spiegare perché questo racconto, non solo è falso, non solo è demenziale, ma produce un errore suicida. Bisogna essere in malafede, avere veramente una conoscenza molto grossolana dell'Islam, per appiattire un miliardo e mezzo di esseri umani sulla posizione dell'Isis, di una banda integralista minoritaria, cioè che mette insieme nel suo complesso, poche decine di migliaia di persone (di cui una buona parte sono mercenari più o meno consapevoli di esserlo, avventurieri e sbandati). Per spiegare questo rapporto, faccio l'esempio delle brigate rosse: buona parte dei terroristi, per motivi diversi, veniva da una formazione cattolica, ma le Bierre, certo, non erano e non possono essere definiti un movimento cattolico.

L'Isis, il prodotto di una minoranza salafita che a sua volta è parte di una minoranza sunnita, che è in primo luogo impegnato in una guerra civile contro altri musulmani. E poi contro di noi. Sono stati molto di più - per dire - gli attentati di Isis e Al Quaeda contro luoghi e civili musulmani, che contro luoghi e civili europei (ma la pigrizia e l'ignoranza ce lo fanno dimenticare). Fra l'altro io sono convinto di una cosa: contro l'Isis bisogna intervenire con armi ed eserciti. E lo dico avendo considerato sciagurati e folli  le guerre contro Iraq e Libia. Ma l'Isis non è uno stato sovrano, è una banda armata. Su questa idea di intervento - purtroppo - sia la sinistra pacifista integrale, si la destra isolazionista, per motivi diversi non sono d'accordo.

La risposta

A maggior ragione, dunque, se si volesse rispondere punto per punto alla favoletta gasparriana del "pugno di ferro" e del "reimpacchettamento", bisognerebbe ricordare questo: 1) I musulmani non sono tutti nemici (per fortuna) compresi quelli che non ci stanno simpatici. Considerarli e trattarli come tali regala soldati all'integralismo. Molti musulmani si stanno allontanando dalla simpatia per l'Isis non per nobili e complesse riflessioni ma per quieto vivere (qualunque esse siano mi vanno bene). 2) Gli immigrati e i profughi, in particolare i siriani e gli afghani, no sono affatto il brodo di cultura in cui nasce il terrore (questa è non solo una balla, ma anche una infamia), ma fuggono dall'integralismo, ne sono vittime, e ne sono i principali nemici (su questo si possono produrre ore di interviste e di documenti). Fino ad oggi, malgrado la propaganda e la forza della "favola" (per cui sarebbe bellissimo dire che qualche profugo viene un barcone per fare il kamikaze), esistono i fatti: gli uomini dei commando erano tutti muniti di passaporto europeo, belgi o francesi, o britannici, tutti cresciuti in questa parte del mondo, e non nelle periferie di Palestina o Iraq. 3) Le moschee non vanno chiuse, come non va chiusa nessuna Chiesa nessun tempio, di nessuna confessione che rispetti i diritti e doveri della cittadinanza, non solo perché lo prescrive la Costituzione (capisco che di questi tempi sembri un'argomentazione irrilevante). Ma perché, ovviamente, se uno deve reclutare i terroristi, lo fa più facilmente nella rabbia e nella clandestinità, piuttosto che nella tranquillità e nella trasparenza di un culto legittimo. 4) Non ho veramente nessuna simpatia per questa presunta sinistro buonista, va anche detto che dove esistono, per esempio in Belgio, l'idea dei quartieri-ghetto dove prosperano l'impunità e l'estremismo nasce a destra come soluzione facile (occhio non vede, cuore non duole) e casomai viene ereditata a sinistra sulla base di un altro errore culturale (se non ci possiamo integrare lasciamoli liberi). A costo di essere impopolari, bisogna anche aggiungere e nostre periferie sgarrupate e terribili dove stanno male tutti, italiani e stranieri, sono molto meglio dei piccoli Stati islamici che prosperano come a Bruxelles, come territori senza regole, dentro Stati occidentali. Ecco, perché, ho tenuto il punto con Gasparri, ecco perché, forse, è bene sapere quanti sono i musulmani in Europa: se non altro per capire che non puoi pensare di "impacchettarli" e nemmeno trastullarti con l'idea di "rimandarli a casa", perché non vengono da fuori, ma sono cresciuti qui.