[Il retroscena] La slavina che travolge i Cinque Stelle: un buco di circa tre milioni nei rimborsi e dieci persone coinvolte. Ma non è finita qua

Nell’elenco, non confermato dai vertici 5 Stelle, anche i nomi di Giulia Sarti, Buccarella e Barbara Lezzi. “Tutto chiarito, io non c’entro” mette le mani avanti la senatrice pugliese, molto amata dal suo pubblico. Lascia anche l’eurodeputato Borrelli, uno dei guru della Casaleggio. Grillo piomba a Roma. “Vedrete, tutto ciò ci tornerà utile…”

[Il retroscena] La slavina che travolge i Cinque Stelle: un buco di circa tre milioni nei rimborsi e dieci persone coinvolte. Ma non è finita qua

E’ come una slavina. Scende a valle, sembra non trovare ostacoli e rischia di trascinare via tutto quello che trova. Luigi Di Maio è chiuso nel suo ufficio alla Camera da ieri mattina. Con il comitato elettorale, lo staff della comunicazione, sta verificando quanti e quali falle ci sono nel sistema di rendicontazione che prevede due voci: la restituzione di metà dello stipendio-indennità da parlamentare;  la restituzione dei rimborsi spese per le attività di mandato non utilizzati. Il taglio dei costi della politica è la bandiera della mission 5 Stelle. Insieme con l’onestà e la trasparenza. Il problema è che la mission sta mostrando falle che rischiano di inghiottire il grido “onestà-tà-tà”. Nulla di penalmente rilevante. Moralmente, però, molto pesante per l’immagine, la tenuta e la sostanza stessa del Movimento. Ieri sera, infatti, è arrivato a Roma Beppe Grillo. I ragazzi hanno chiesto aiuto al fondatore. Che li ha tranquillizati: “Alla fine tornerà tutto a nostro favore, la gente finalmente capirà cosa abbiamo fato. E pazienza se qualcuno ha fatto il furbo. Lo cacceremo”. 

I conti non tornano più

Manca almeno un milione e 400 mila euro dal conto corrente del Mef destinato alle piccole e medie imprese e già ieri sera nuovi calcoli parlavano di un buco di quattro milioni: dai 23 milioni arrivati sul conto corrente del Mef dedicato alle piccole e media imprese, devono essere infatti sottratti  anche i 2 milioni e mezzo versati nel primo anno e mezzo di legislatura dai 38 parlamentari espulsi.  Mancano del tutto anche le prove, cioè gli scontrini, delle spese sostenute e però rimborsate a forfait ai vari parlamentari: significa che oltre all’indnenità dimezzata, i parlamentari 5 Stelle hanno incassato anche 6-7 mila di rimborsi al mese.  Come fanno tutti gli altri. E, appunto, uguali agli altri. E si allarga il numero dei “furbetti del bonifico”. Alle otto di ieri sera un post sul sito delle Stelle accusava cinque parlamentari: “Stiamo procedendo con i controlli per mettere fuori dalla porta quelli che non hanno donato tutto  quello che avrebbero dovuto. Ad ora sono emerse irregolarità da parte di queste persone: Andrea Cecconi, Carlo Martelli (già “denunciati” giovedì scorso, ndr), Maurizio Buccarella, Ivan Della Valle, Emanuele Cozzolino”.  Ad ognuno di loro è stato chiesto di mettersi in regola. E’ chiaro che non sono obbligati. Specie chi non é ricandidato come Della Valle. E’ altrettanto chiaro che se non pagano escono, vengono buttati fuori, dalla comunità 5 Stelle. “Domani pubblicheremo ulteriori dati” promette il blog. Le verifiche vanno a rilento perché i riscontri possono arrivare solo con la collaborazione dei diretti interessati, pena una denuncia per violazione della privacy, e non è detto che tutti abbiano voglia di collaborare.  Ma alle 20 e 30 la fotografia del blog sembrava già vecchia e sbiadita. Il sito de Le Iene, la trasmissione che per prima ha scoperto la “truffa”, ha raddoppiato il numero dei sospettati: non più 5 ma dieci. “Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Maurizio Buccarella, Elisa Bulgarelli, Andrea Cecconi, Emanuele Cozzolino, Ivan Della Valle, Barbara Lezzi, Carlo Martelli, Giulia Sarti: secondo la nostra fonte sono questi i primi dieci nomi dei parlamentari che avrebbero falsificato le restituzioni di parte degli stipendi al Fondo per il microcredito”.

“Errori e motivi personali”

Barbara Lezzi avrebbe già fornito le prova a sua discolpa (“ho fatto io un errore su un solo bonifico, in tutto ho restituito 132 mila euro”) e i vertici l’avrebbero già protetta. Della Valle si prende ogni responsabilità (“problemi personali”) e nel suo “ultimo post su Facebook come rappresentante M5s” racconta che “è stato tutto molto bello, soprattutto all’inizio”, si scusa e saluta. Arrivederci e  grazie. Si racconta che questa estate frequentasse un esclusivo ristorante all’isola d’Elba, 90 euro a persona.  Massimiliano Bernini non la prende bene perché “sono estraneo ad ogni accusa”. “Ad oggi – scrive su FB - ho riconsegnato 18.884,55 euro al fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato; 315.607,62 euro al conto statale per il microcredito alle piccole imprese. In questi 5 anni non ho mai mancato o falsificato  un bonifico”. Seguirà, promette, querela. La senatrice Elisa Bulgarelli si limita ad un più cauto “chiarirò tutto”. Cozzolino ammette l’errore (circa 14 mila euro mancanti) ma chiede di valutare la sua opera e il suo mandato nel complesso (“Accetterò le decisioni dei responsabili ma vi pare logico che possa mettere  repentaglio la possibilità di fare politica per cifre così ridicole?”) e il fatto che lui ha “rendicontato sempre tutto con tanto di scontrini”. Sembra quasi un voler mettere le mani avanti rispetto ad un altro problema che sta per esplodere: perché quei rimborsi spese a forfait? Ma non erano, i 5 Stelle il partito degli scontrini? A sera non risultava ancora pervenuta Giulia Sarti, la romagnola che già aveva passato dei guai per sospetti di scarsa fedeltà, avvocato e irriducibile in commissione Antimafia e Giustizia. Uno dei volti più noti del Movimento.

Di Maio mostra i conti

Tirati in ballo dai giornali, si sono difesi in giornata minacciando querele (Toninelli e Giarrusso). Ma è chiaro che non finisce qua. Il candidato premier Luigi Di Maio, che certo avrebbe preferito concentrarsi sugli ultimi giorni di campagna elettorale, rassicura e tranquillizza. Poiché qualcuno aveva allungato sospetti anche sulla sua capacità di taroccare i bonifici, ieri mattina si è portato la troupe de Le Iene allo sportello bancario della Camera dei deputati per mostrare le prove della sua onestà e trasparenza. “In questi anni ho restituito 370 mila euro” ha detto mostrando le distinte di ogni bonifico “eseguito” e non solo “disposto”. Che messaggio può dare un capo politico che si sottopone all’umiliazione della prova provata? Di Maio attacca: “Tutta questa storia sarà un boomerang per chi spera di danneggiarci: butteremo fuori chi ha sbagliato e non ha rispettato le regole. E resterà l’unica cosa che conta: il Movimento è l’unico soggetto politico che si riduce gli stipendi, taglia i costi della politica e aiuta, con le sue donazioni, la piccola media impresa”. 

Eletti e subito espulsi?

Sono certe giornate, a volte, che non passano mai. Ieri è stata certamente una di quelle per il Movimento 5 Stelle. Nonostante gli annunci e le promesse di rinuncia al seggio, almeno otto di questi primi dieci nomi è candidato con posti blindati.  Loro si potranno anche dimettere, come dicono, ma sarà comunque l’aula a dover confermare le dimissioni. Cosa che difficilmente farà. Il risultato è che in Parlamento i 5 Stelle porteranno una quindicina di eletti (questo dovrebbe essere il numero finale dei coinvolti) che non entreranno mai nel gruppo M5S. Liberi, tra l’altro, di intascare tutta l’indennità e la diaria.

Un guaio dopo l’altro

Mentre a Roma la situazione si complica, le cose non vanno meglio tra Bruxelles e Strasburgo. Nel tardo pomeriggio arriva la notizia dell’addio di una pietra miliare del Movimento. David Borselli, l'europarlamentare che tentò di rompere l'alleanza con gli euroscettici dell'Ukip per accasarsi a Bruxelles nel gruppo liberale e ultra-europeista dell’Alde, ha lasciato e si è iscritto al Misto, il gruppo dei non-iscritti. “Motivi personali” è stata la motivazione. Ma non può sfuggire che Borrelli era uno dei tre triumviri, insieme a Max Bugani e allo stesso Davide Casaleggio, dell'associazione Rousseau. Dunque un uomo di vertice che però, da quando è nato il Blog delle stelle non ha condiviso neppure un post. Ha condiviso invece due-tre intemerate dal sito di Grillo.Verrebbe da pensare che tra i “motivi personali” ci sia anche quello politico di non condividere la nuova linea Di Maio-Casaleggio.

Grillo, pensaci tu

A sera Grillo è arrivato a Roma. Urgeva la sua presenza per non farsi travolgere da tutto questo. Il comedian, che ha preso nettamente le distanze dalla vita quotidiana del Movimento, ha visto la situazione come il classico bicchiere mezzo pieno anziché vuoto. “Vedrete ragazzi, tutto ciò ci sarà utile. Tutti sapranno finalmente che M5S ha restituito una ventina di milioni per darli alla piccole imprese in difficoltà. Se qualcuno ha sbagliato, per volontà o per errore, pagherà. Noi andiamo avanti”. Stamani Di Maio andrà al Mef, al ministero,  a chiedere i rendiconti del conto corrente, i  giustificativi e la documentazione del avvenuti bonifici di circa 138 parlamentari. Ma in poche ore potrebbe esplodere un nuovo guaio con un nome antico: scontrini.