La lettera della Raggi: "A Roma meno ruberie, corruzione e rifiuti grazie a me". E' vero? Il confronto con i fatti

La sindaca sotto pressione scrive la difesa del suo operato ai "nemici" del Messaggero. Su quali punti ha ragione e su quali no? Vediamo

Virginia Raggi, da 12 mesi esatti sindaca di Roma
Virginia Raggi, da 12 mesi esatti sindaca di Roma
di Cr.S.   -   Facebook: Cr.S.   Twitter: @Crikkosan

Scrivere una lettera aperta al direttore del Messaggero significa avere il coraggio di entrare nella fossa dei leoni. Il maggiore quotidiano capitolino non ha mai risparmiato bastonate e attacchi a viso aperto alla sindaca di Roma, specie dopo la decisione di far saltare il progetto delle Olimpiadi che la metropoli avrebbe potuto ospitare, e così pure dopo le controversie sulla realizzazione dello stadio dei giallorossi. Nel momento di massima crisi politica dei Cinquestelle (flop alle amministrative) e con un sondaggio pubblicato di recente da La Repubblica che mostra come un romano su due non la rivoterebbe, la Raggi ribatte a tutta pagina alle critiche che le vengono rivolte. Questo il testo del suo intervento, e un breve confronto con i fatti. 

Gentile direttore,

la ringrazio dell’ospitalità per questa lettera che dalle pagine del vostro quotidiano voglio idealmente inviare a tutti i romani. Vi scrivo a un anno dall’inizio del mandato per rafforzare quel filo diretto che è la base da cui siamo partiti per cambiare in meglio la nostra città. Un anno fa abbiamo iniziato un cammino insieme che sapevamo sarebbe stato pieno di ostacoli e difficoltà ma anche ricco di opportunità di crescita e cambiamento. È una sfida complessa che vinceremo. Ci stiamo mettendo alle spalle Mafia Capitale e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna, soprattutto più vicina ai suoi abitanti. Siamo all’inizio di una sfida lunga cinque anni. Inutile elencare i problemi che abbiamo ereditato perché sono gli stessi che tutti i cittadini verificano con mano da anni: un sistema dei trasporti che, passo dopo passo, stiamo provando a liberare dai debiti per renderlo efficiente; una gestione dei rifiuti che, con il Piano Materiali Post Consumo,abbiamo cominciato a cambiare; il decoro cittadino. Li conoscevamo e li stiamo affrontando con un’azione di programmazione di medio e lungo periodo. Quest’anno abbiamo posto le basi per questa rivoluzione. E si vedono i primi segnali di un cambio di rotta, nonostante le resistenze di chi si oppone al cambiamento e di coloro che, dopo essere stati causa di molti dei problemi degli ultimi 20 anni, propongono di rimanere immobili. Abbiamo messo in strada quasi 200 mezzi di trasporto pubblico in più rispetto ai 950 che abbiamo trovato, arrivando a superare quota 1100. È solo l’inizio.

E' vero? Sostanzialmente sì, ed è inutile che certa stampa avversa politicamente ai Cinquestelle insista che le cose qui elencate dalla Raggi siano frutto di progetti e capitoli di finanziamento risalenti alle giunte precedenti. In politica le cose sono di chi le fa e del momento in cui le fa. 

Così come abbiamo dotato di telecamere per la sicurezza circa 500 autobus. In autunno si uniranno finalmente le linea A e C della metropolitana presso la stazione San Giovanni. Sono segnali importanti per la città. Abbiamo dotato l’Ama di mezzi nuovi per la raccolta dei rifiuti, avviato il reperimento di personale per la manutenzione del verde pubblico, attivato nuove isole ecologiche e la raccolta porta a porta per le utenze non domestiche in alcuni municipi. Sono tante le iniziative, come il recupero delle spiagge di Ostia.

E' vero? Sì ma la sindaca ragiona sul lungo periodo, e i romani, provati dall'immondezza che invade strade e marciapiedi, col caldo torrido che fa "fermentare" il tutto, non hanno pazienza né nervi saldi. Ma dimenticano che la Raggi con una ordinanza che di fatto commissaria gli impianti di Cerroni, ha imposto che lavorino a pieno ritmo allo smaltimento dei rifiuti. E che se l'Ama marcia lenta (ma sono stati i Cinquestelle, e la stessa Raggi, a voler tenere spento il super trituratore mobile di Rocca Cencia), la Colari di Cerroni è stata colpita da un'interdizione da parte dell'Antimafia. La lotta della sindaca su questo fronte è durissima, estenuante, e nel mentre la cittadinanza ne resta inevitabilmente prigioniera. 

Abbiamo migliorato il progetto dello stadio di Tor di Valle: meno cemento, più verde, messa in sicurezza del quartiere di Decima, potenziamento della linea ferroviaria Roma-Lido, unificazione della via del Mare con la via Ostiense fino al Gra. Un progetto che farà crescere l’occupazione e il Pil della città. Tutti devono unirsi lungo questo percorso di rilancio della città,mettendo da parte barriere ideologiche e pregiudizi. Noi lo stiamo facendo, allargando il progetto “Fabbrica Roma” a sindacati,imprenditori, mondo della ricerca, università, alle altre Istituzioni e tutta la società civile. Ci sono risultati che passano in sordina ma costituiscono una rivoluzione rispetto al passato. Una foresta che cresce non fa rumore. Roma ha approvato per la prima volta, dopo decenni, il proprio bilancio preventivo a gennaio: prima di tutte le altre grandi città italiane e molto prima rispetto alle amministrazioni precedenti. Ne vado fiera perché, oltre a determinare un premio in termini di fondi governativi per la città, Roma torna così a programmare e fare bandi di gara. Dovrebbe essere la normalità; per la nostra città rappresenta il ripristino della legalità. Grazie alla programmazione non si danno lavori in affidamento diretto con il pretesto dell’emergenza, quelli spesso finiti nelle inchieste sulla corruzione.

E' vero? Sì, ma è il quotidiano Next a far notare su questo punto, a ha ragione, che i lavori sono stati affidati senza bando, e con chiamata diretta delle aziende ritenute valide dal Comune. Sarà un modo di uscire da certe lobby che affliggono la Capitale, ma la sindrome da chiamata diretta segue da vicino la sindaca, che ha inciampato sulla nomina a capo del dipartimento turistico di Renato Marra, fratello di Raffaele, ed è per questo indagata. 

Non si ruba più, non era scontato. È finito il tempo delle commesse agli amici degli amici. E gli effetti positivi si vedono già. Per la manutenzione delle strade è stato necessario attendere l’esito delle gare ma finalmente i lavori sono realizzati a regola d’arte perché c’è un contratto da rispettare. Ci hanno lasciato le strade con le buche, noi le ripariamo facendo gare regolari. E c’è un piano pluriennale per la manutenzione, cosa che prima non veniva fatta. C’è chi dice che l’onestà non basta. Invece paga,perché si traduce in risparmi per le casse del Comune e servizi migliori per tutti. L’onestà è la base dalla quale partire. Gli ostacoli e le sorprese non mancano. Cito,su tutti, i numerosi atti di vandalismo ai danni dei mezzi del Servizio Giardini proprio nel momento in cui è impegnato nella cura di parchi e verde attrezzato. Guarda caso uno dei settori su cui Mafia Capitale aveva puntato le sue mire. Stiamo cambiando una mentalità radicatasi nel tempo. È un lavoro poco appariscente ma necessario.

E' vero? I più eleganti e ottimisti direbbero . Molte aree verdi di Roma sono maltrattate e versano in uno stato drammatico, e la questione delle buche nelle strade è ben lungi dall'essere risolta. 

La spesa annua per gli incarichi esterni della nostra Giunta è circa un quarto rispetto ai 12 milioni di euro del 2012 e quasi la metà rispetto ai 5,6 milioni del 2014. Abbiamo trovato una città ferma, una macchina amministrativa stremata dalle tristi vicende giudiziarie, tanta rassegnazione. Tuttavia, allo stesso tempo, posso affermare con altrettanta certezza che questa amministrazione dà ogni giorno il massimo per portare nuove energie. E abbiamo trovato anche molte persone che aspettavano un’opportunità di riscatto,pronte ad impegnarsi.

E' vero? No. La sindaca Raggi ha uno staff di 34 collaboratori, di cui 16 esterni e 18 interni. Per fare un raffronto, la precedente giunta Marino vedeva 7 collaboratori esterni per il sindaco. E se Marino si era fermato a quota 90 collaboratori, la Raggi e il suo staff ne hanno 102.

Tutti i giorni al termine del lavoro quotidiano faccio un breve bilancio. Ci domandiamo se abbiamo fatto tutto il possibile: certamente,non abbiamo lasciato nulla di intentato. Non c’è dubbio che la strada da fare sia lunga e in salita. Ci sono stati ostacoli imprevisti e ce ne saranno. Ma allo stesso tempo non c’è dubbio che abbiamo messo la parola fine ad un sistema corrotto che per anni ha “mangiato” i soldi delle nostre tasse per avvantaggiare pochi e ha fornito servizi sempre più scadenti e non all’altezza di una grande capitale. Un sistema che non vuole il cambiamento. Le potenzialità di Roma sono sotto i nostri occhi, in particolare quando visitiamo altri Paesi: una città pulita, decorosa, che funzioni e accolga bene, moderna è possibile. È reale. E quella possibilità di riscatto dobbiamo darla a Roma perché la merita. I nostri figli la meritano. Abbiamo negli occhi un futuro che a poche migliaia di chilometri da qui è già presente. Nei nostri cuori la speranza e nelle nostre mani la possibilità di costruirlo. È un cammino che dobbiamo fare insieme. Ringrazio già da ora tutti i romani di ogni provenienza, passione politica. Io e la mia squadra, assessori e consiglieri, continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è un onore.

E' vero? No. A riepilogare i dati del sondaggio realizzato qualche giorno fa dalla società Izi. Che fotografa il sentimento popolare dei romani circa l'operato di Virginia Raggi: il 68,2 per cento risponde "male" "bene" solo per il 21,1, il resto sono incerti, è abbastanza per sancire una perdita di oltre dieci punti quanto a popolarità della sindaca. Più clementi gli intervistati di fede grillina, ma restano le critiche: il 47,3 per cento la promuove, il 41,2 la boccia. Un peggioramento già segnalato da marzo, ma che contrariamente alle aspettative, non si è arrestato.