Se Di Maio e Salvini falliscono si apre la strada a un governo "elettorale": con o senza fiducia, al voto a settembre

Il Quirinale si prepara all'ipotesi del fallimento del tentativo stellato-leghista di dare vita a un esecutivo. Cosa può fare il Colle

Se Di Maio e Salvini falliscono si apre la strada a un governo 'elettorale': con o senza fiducia, al voto a settembre
TiscaliNews

Mentre il governo Salvini-Di Maio stenta a decollare, molti i punti ancora da chiarire quando le discrepanze tra le due offerte politiche appaiono in tutta la loro evidenza, il Quirinale non sta a braccia conserte. E si attrezza nell'eventualità del fallimento del tentativo di formare un esecutivo nell'immobilità del Parlamento che, a quanto pare, nonostante la Costituzione gli affidi l'iniziativa legislativa, continua a giocare d'attesa quando invece potrebbe bettere mano egli stesso alla legge elettorale e apportare le dovute modifiche al Rosatellum o riscriverne una ex novo. Risultato: se il governo non arriva, il Parlamento non lavora. Paese bloccato.

Ipotesi governo "elettorale"

Gli appelli del presidente della Repubblica alla responsabilità dei partiti e a una soluzione veloce cadono inesorabilmente nel vuoto. E allora ecco lo scenario: i due leader politici se non dovessero trovare la quadra su un programma e su una formula di governo (dopo la difficoltà di trovare un nome condiviso per Palazzo Chigi, l'ultimo rumor parla del riprendere quota dell'ipotesi staffetta Di Maio-Salvini) dovrebbero rimettere la patata bollente nelle mani di Mattarella. 

Nel caso in cui i due alfieri dovessero fallire - cosa che sembra sempre più probabile, visto che secondo diversi analisti Salvini starebbe cercando il modo per sfilarsi, eloquenti in questo senso sono le sue parole sulla "giustizia gestitia dall'intero Centrodestra" - Mattarella ha pronta la carta del governo di transizione. Che, anche se non dovesse prendere la fiducia - cosa peraltro probabile perché i timori di un governo dichiarato come a tempo ma che va avanti per intere legislature agita i sogni di molti. Leghisti e pentastellati in primis.  

Elezioni a settembre?

In quest'ultimo caso il governo sfiduciato potrebbe rimanere in carica per l'ordinaria amministrazione, in costanza di scioglimento delle Camere. Resta inteso che il governo Gentiloni non risponde alle esigenze espresse dal presidente della Repubblica che ha parlato della necessità di un governo "neutro" che non sia espressione di una legislatura superata ma che sia capace di traghettare il Paese fino alle urne. Quindi Gentiloni e la sua compagine devono essere sostituiti.

C'è da notare che le elezioni anticipate non possono essere fissate prima di due mesi dallo scioglimento delle camere. Ragione per cui si potrebbe andare al voto già a agosto. Suggestivo ma non percorribile: in Italia in estate si va al mare. Spiagge piene urne vuote. L'ipotesi settembre resta la più percorribile con "l'unicum", come lo definisce il vicedirettore dell'Huffington Post, che un governo senza fiducia resta in carica mesi (mai accaduto in Italia). Peraltro molti, se si sommano i tre di Gentiloni con quelli di chi andrà a sostituirlo. Le cronache di questi mesi si potrebbero tranquillamente annoverare nel capitolo "cose mai viste".