Dovevano scomparire ma spunta una tassa per finanziarle: la resurrezione delle province

La disposizione nella relazione semestrale della Commissione sul federalismo fiscale: servono "entrate stabili e definitive"

Sede di Provincia
Sede di Provincia
Redazione Tiscali

Ma non le avevano abolite? Se questa è la percezione di una parte dell’opinione pubblica, in realtà le stiamo continuando a sostenere. Del resto è stata auspicata una sorta di tassa per finanziarle, anche se nessuno ne parla in campagna elettorale. Come mette in risalto il Corriere della Sera di oggi, tale previsione ha messo in pratica d’accordo tutte le parti politiche. A metà gennaio infatti la riunione della Commissione sul federalismo fiscale, sia pure a camere sciolte, ha approvato l’atto ordinario della relazione semestrale, e a pagina 23 risalta il punto sulle province.

Il passaggio più importante viene riportato testualmente dal quotidiano: “Al di là dell’emergenza… si pone una questione più generale: quale possa essere la fonte di finanziamento stabile e definitiva, oltre che sufficientemente omogenea sul territorio, per il sistema delle province”.

La "fonte di finanziamento"

Ovviamente non comparirebbe mai il termine “tassa”, ma il riferimento sarebbe appunto alla “fonte di finanziamento stabile e definitiva”. Insomma, questione di termini. Per il resto non è che cambi molto. E “poco importa – fa notare il Corriere – che invece di creare una nuova tassa si pescasse dall’incasso di una che c’è già”.

Il calo delle entrate

Quel che conta è il calo delle entrate su cui le province possono contare, scese del 43 per cento. Finché questi enti gestiranno 130mila chilometri di strade e 6mila edifici scolastici, avranno bisogno di risorse. E ciò nonostante siano state trasformate in enti di secondo livello nel 2014, i loro organismi (giunta e consiglio) non vengano più eletti dal popolo e vengano amministrate dai sindaci del territorio.