Parisi: "Prodi ormai lontano dal Pd". E' rottura fra Renzi e il fondatore dell'Ulivo

"Il segretario è prigioniero del suo Io. Sembra che preferisca perdere piuttosto che provare a vincere insieme". Ma forse c'è ancora uno spiraglio per la ricomposizione del centro-sinistra

Arturo Parisi e Romano Prodi
Arturo Parisi e Romano Prodi
di

"Prodi? Ormai è lontano dal Pd. Renzi? Prigioniero del suo Io. Sembra che preferisca perdere piuttosto che provare a vincere insieme." Non parla mai a caso Arturo Parisi, il "Professore" protagonista negli anni '90 insieme a Romano Prodi della nascita dell'Ulivo. Non aveva profferito verbo il 29 giugno, all'indomani della dèbacle dei ballottaggi, quando i malumori all'interno del Partito Democratico si erano fatti evidenti ed era iniziato il pressing sull'isolazionismo ostinato del segretario Matteo Renzi. Davanti alle parole dell' ex premier, che dal Fort Knox del Nazareno invitava i promotori della coalizione a rompere l'accerchiamento e a non fare il gioco del centro-destra, aveva lasciato campo alla replica del diretto interessato: "Leggo che il segretario mi invita a spostare un po' più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà", aveva risposto, secco, il pontiere Romano Prodi

Ma ora che la situazione sembra di giorno in giorno più compromessa, che il Partito Democratico appare sempre più isolato e il suo segretario sempre più in affanno davanti a un'opinione pubblica disamorata, tiepida persino davanti all'inversione a U sul disastro migranti e sul fiscal compact, ora che l'ultima fatica letteraria di Renzi, "Avanti" si sta rivelando un boomerang più che un volano per l'immagine del segretario, Parisi ha deciso di parlare.

E lo fa lanciando un messaggio dalle colonne di uno dei quotidiani più letti del paese. Parisi dunque dice, in un'intervista sul Corriere della Sera, che "Prodi ha già tolto la tenda ed è lontano dal Pd". Una constatazione che fotografa la distanza fra il partito renziano e il fondatore dell'Ulivo e che, -in mancanza di fatti nuovi-suona quasi come un "rompete le righe" dalle parti di via delle Fratte. 

Prodi dunque è pronto a spostare la sua tenda nel giardino di Pisapia? "Più che a spostarla in un’altra parte del campo, credo che il rifiuto del progetto da parte di Renzi abbia spinto Prodi ad arrotolarla e ad allontanarsi dal campo", risponde Parisi. Ma questo non basta ad attutire l'impatto, non solo simbolico, dell'immagine evocata dal Professore. E così il partito del 40% alle elezioni europee sembra sempre più isolato e frustrato nella sua ambizione maggioritaria. Ed anche la prospettiva di un "patto del Nazareno bis", che sembrava riemergere più o meno sottotraccia nell'attuale quadro proporzionale, si allontana decisamente dopo che Berlusconi, fiutate le difficoltà del segretario democratico, ha lanciato segnali di distensione a Salvini e centristi.

"Non ci sono alternative a una coalizione ampia di centro-sinistra"

"Renzi ha respinto il progetto della costruzione di un nuovo centrosinistra, che mettesse di nuovo al suo centro il governo del Paese", spiega Parisi. "Ha respinto l’idea di costruire una coalizione capace di governare insieme alle forze di centro e di sinistra, con le quali già oggi governa a più livelli il Paese. A quelli che non riescono a credere come il Pd possa mai raggiungere questo obiettivo da solo, sembra che Renzi preferisca perdere, piuttosto che provare a vincere insieme". Il problema, per il professore, non è solo nella visione strategica e di posizionamento, ma riguarda direttamente la personalità dell'ex premier, incapace di ragionare in termini di "Noi" e sempre più prigioniero del suo "Io".

Come in tutte le partite a scacchi, però, Parisi lascia intendere che esista una via di fuga: "Penso che il progetto ora respinto prima o poi ritornerà attuale. Non ha alternative". Insomma, il Segretario del Pd può ancora invertire la rotta e riaprire il dialogo con le componenti del centro-sinistra fuori dal Pd, contrattando magari la garanzia della futura leadership in cambio delle le primarie di coalizione.