Compagni, mogli e fratelli, va di scena la parentopoli grillina. Il caso Sicilia

Dai tempi delle firme false di Palermo alle nomine in Campidoglio, i problemi giudiziari per M5S sono affari di famiglia

Giancarlo Cancellieri
Giancarlo Cancellieri
di pso

Nel M5s a volte si sale sul trono come ai tempi dell’impero romano: per linea genetica, per adozione, per amore. Non potrebbe essere diversamente in un partito che ha preferito rinunciare ai congressi strutturati per lasciare a poche centinaia (se va di lusso, migliaia) di persone la scelta dei propri candidati al voto via web. Andando per gradi. Sono al vertice per via genetica: Davide Casaleggio, che dopo la morte del genitore, oltre all'azienda di famiglia, ha ereditato la sua quota di M5s. L’avvocato Enrico Grillo, vicepresidente dei pentastellati è figlio di Andrea, fratello maggiore di Beppe. Si potrebbe obiettare che si tratta solo di due casi isolati, ma non è così. Perché anche in altre contrade stanno copiando (è un bug del sistema web o è una scelta dell’azienda?). In Sicilia per esempio, lo ha scritto la Stampa, c'è il caso dei fratelli Cancelleri: Giancarlo, deputato regionale, potrebbe diventare presidente della Regione. E' il fratello di Azzurra, che nelle ultime elezione si è ritagliata un posticino a Montecitorio. 

Ci sono anche i casi di adozione. L'eletto all'assemblea regionale siciliana Francesco Cappello, fedelissimo di Cancelleri, sta lottando con tutte le sue forze per sistemare Piergiorgio, il fratello maggiore: per ora non ce l’ha fatta, né al comune di Caltagirone “dove si è candidato – svela il Giornale - nel 2012 e nel 2016 e né all'Europarlamento di Bruxelles, missione fallita nel 2014”. E ancora: l'ex assessore di Ragusa Stefania Campo, è stata accusata di presunte pressioni per ottenere la candidatura del marito nella lista per le regionali. Candidatura sinora stoppata, si dice, dai Cancelleri.Oltre ai parenti, il comico stenta a tenere a bada anche mogli, fidanzate e mariti. Molte le storie d’amore cominciate (e qualcuna già arrivata al capolinea) che potrebbero disturbare l’avanzata del Movimento.

Il Giornale (attenzione, appartiene alla famiglia Berlusconi) ne fa un elenco: “La love story tra il candidato premier Luigi Di Maio e Silvia Virgulti, di dieci anni più grande, regina incontrastata della comunicazione. Nominata dalla Casaleggio Associati come tutor dei parlamentari per le apparizioni televisive. Poi Cupido ha scoccato la freccia e Di Maio, anonimo deputato della provincia di Napoli, è diventato il leader di uno dei maggiori partiti italiani. Ma se, come dicono nell'ambiente pentastellato, «le parentopoli nel M5s sono soprattutto affare di letto», qui la casistica abbonda. Il deputato Stefano Vignaroli e la senatrice Paola Taverna, entrambi romani, erano fidanzati fino a poco tempo fa. Si sono lasciati anche i deputati Dalila Nesci e Riccardo Nuti. Mentre continua l'amore a Montecitorio tra Silvia Giordano e Matteo Mantero”.

Ci sono anche casi di fidanzati diventati portaborse (un vizietto comune ad altri partiti). “Come Francesco Silvestri, storico attivista romano, (forse) ex fidanzato di Ilaria Loquenzi dello Staff Comunicazione a Montecitorio, che si guadagna da vivere come assistente parlamentare del senatore Giovanni Endrizzi. La senatrice Vilma Moronese ha assunto come collaboratore il suo compagno Giuseppe Rondelli. Poi c'è la fidanzata dell'assistente che diventa assistente a sua volta. È il caso di Alessandra Manzin, ora ex compagna di Dario Adamo, collaboratore di Rocco Casalino. La Manzin è al fianco di Andrea Cioffi al Senato”, svela il quotidiano milanese.

Forse siamo di fronte a una verità incontrovertibile: l’azienda Casaleggio&Grillo ha bisogno di quadri. Un fatto ordinario in qualunque ditta di successo e, come in questo caso, in crescita. Grillo e Casaleggio jr vegliano e valutano, forse però non ce la fanno a mantenere quella disciplina che sarebbe dovuta essere il biglietto da visita dei pentastellati.

Per concludere, c’è anche un caso Roma (ladrona per grillini e salviniani), diventata terra di miracoli per i parenti di Vip targati M5s: “Giovanna Tadonio, moglie di Marcello De Vito, presidente dell'assemblea capitolina e fedelissimo di Roberta Lombardi, è stata nominata assessore al terzo municipio. E Veronica Mammì, moglie del consigliere comunale Enrico Stefàno, vicino alla Raggi, è assessore al settimo municipio. Nella precedente legislatura era stata consigliere municipale al sesto e ha avuto un'esperienza come portaborse della deputata Federica Daga”, conclude il Giornale. La senatrice grillina Paola Nugnes qualche tempo fa sentenziò: “Quando scegliamo il nostro esercito, i soldati devono essere fedeli”. Chi più dei parenti può essere fedele? La risposta è già un scelta politica.