La Ong che spende mezzo milione di euro al mese e il mistero dei fondi per l'aereo che salva i migranti

Accanto alla MOAS, l'organizzazione umanitaria privata finita sotto la lente del procuratore Zuccaro, spunta una donazione da parte di una fondazione che ha chiuso i battenti nel 2013

Codice da incorporare:

Chi finanzia la Moas,  l’organizzazione maltese specializzata nella ricerca e soccorso in mare finita sotto la lente del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro per l'ingente dispiego di mezzi e di denari esibito durante le operazioni di salvamento e soccorso nel Mar Mediterraneo? La flotta del "Migrant Offshore Aid Station", spuntata dal nulla nel 2014 e fondata dai coniugi italoamericani Regina e Cristopher Catrambone, poteva contare fino all'anno scorso su una flotta di due navi (la Phoenix e la Topaz Responder, rispettivamente battenti bandiera del Belize e delle Isole Marshall) e sull'utilizzo di due droni di ultima generazione, dal costo astronomico: "I costi mensili, -ha evidenziato il magistrato davanti ai membri della Commissione Shengen nel mese di marzo- compresi i soli costi di spedizione di noleggio di due droni, ammontano a circa 400 mila euro. Quasi mezzo milione al mese, al netto dell'acquisto delle navi".

Ma non basta. In un comunicato sul sito www.moas.eu, datato 3 aprile, l'organizzazione annuncia l'avvio della campagna di ricerca e salvataggio 2017, con una sostanziale ed ancora più costosa novità: per la prima volta la componente marittima verrà supportata da un aereo da pattugliamento, con piloti a bordo. "La storica nave Phoenix,- si legge nel comunicato- verrà ancora una volta impiegata in questa missione, per la prima volta affiancata da un velivolo per il pattugliamento marittimo, a dimostrazione del continuo impegno di MOAS nel mantenere l’innovazione tecnologica al servizio delle proprie attività". 

Nel comunicato si fa riferimento anche al finanziatore dell'acquisto dell'aereo, l'organizzazione filantropica irlandese "The One Foundation", con un link di rimando al sito web dell'organizzazione. Ma entrando nel sito, tutto in lingua inglese, si scopre un fatto singolare: non troviamo una sezione "Chi siamo" a descrivere il profilo dell'organizzazione, ma un "Chi eravamo" (Who we were).  "The One Foundation era un fondo filantropico privato costituito nel 2004 e chiuso nel dicembre 2013". In un'altra pagina, si legge: "Abbiamo cessato la concessione delle sovvenzioni". Ci siamo chiesti come fosse possibile che l'aereo del MOAS fosse finanziato da un'organizzazione cessata quattro anni prima e senza più disponibilità di fondi. 

Per prima cosa, vista la mancanza di ogni contatto nel sito, abbiamo tentato di capire chi fosse The One Foundation, e a chi facesse riferimento. Troviamo tracce dell'esistenza dell'organizzazione soltanto in un portale irlandese, quello di Philantrophy Ireland, una rete di organizzazioni benefiche dove però troviamo soltanto conferma del fatto che The One Foundation non esiste più. Scorrendo fra i nomi del board dell'organizzazione, leggiamo di un certo Eoghan Stack, già amministratore delegato della  Ryan Academy for Entrepreneurs e direttore per gli investimenti con The One Foundation, descritta come "un'organizzazione filantropica irlandese, della durata limitata di 10 anni che nel 2013 ha cessato ogni attività come pianificato". L'organizzazione, si legge ancora, era dedita a migliorare la vita dei bambini svantaggiati in Irlanda e Vietnam.

E' possibile che The One Foundation abbia cessato la propria ragione sociale per essere poi rimessa in piedi sotto altre vesti? La nazionalità irlandese e la base a Dublino ci inducono a fare un'ulteriore verifica: contattiamo nei suoi uffici irlandesi Giada Cicognola, responsabile dell'Ufficio Stampa per l'Italia di ONE, la notissima organizzazione benefica fondata dal cantante degli U2 Bono Vox, per chiederle se hanno mai avuto a che fare con MOAS e se abbiano finanziato le sue attività o l'acquisto di un aereo. "Non abbiamo nessuna relazione con The One Foundation. Si tratta assolutamente di due organizzazioni diverse. Peraltro il nostro nome ufficiale è The ONE Campaign, il nostro sito ufficiale è www.one.org e la nostra è un'attività che non fa finanziamenti a progetti specifici". 

A questo punto non ci rimane che contattare i responsabili di MOAS, che proprio in quelle stesse ore, nella giornata del 4 maggio, stanno rispondendo alle domande della Commissione Camera e del Senato a Roma. Contattiamo il responsabile delle relazioni esterne, Giulio Tiberio Marostica, chiedendogli se può spiegarci chi c'è dietro la misteriosa The One Foundation e soprattutto come è possibile che MOAS abbia ricevuto un cospicuo finanziamento per l'acquisto di un velivolo di ricognizione da un'organizzazione cessata quattro anni prima e priva di fondi. Marostica prima ci dice che si tratta di un caso di omonimia, poi, quando gli spieghiamo che non c'è possibilità di errore poichè abbiamo semplicemente seguito un link dal sito web di MOAS a quello dell'organizzazione irlandese, ci chiede di inviargli le domande per iscritto. Al telefono ci spiega ancora, prima di chiudere la telefonata, che The One foundation appartiene a Declan Ryan, fondatore di Ryanair.

Inoltriamo quindi le nostre domande a MOAS, che riportiamo di seguito:

Qual è stato il costo dell'acquisto del velivolo di pattugliamento citato nel vostro comunicato e destinato all'impiego nelle missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per il 2017 ?
-Qual è il costo di gestione preventivato per il personale a bordo e tramite quali capitoli di finanziamento viene coperto?
-Qual è l'ammontare della donazione di The One Foundation? E' interamente ascrivibile al finanziamento dell'acquisto del velivolo di pattugliamento? Copre anche l'impiego del personale a bordo?
-Se l'organizzazione filantropica The One Foundation, come riportato nel relativo sito proprietario, con base a Dublino, ha operato dal 2004 al 2013, venendo a cessare nel decimo anno di attività, e non avendo più accesso la stessa ad alcun tipo di sovvenzione ormai da quattro anni, come è possibile che la stessa organizzazione abbia contribuito con una sua donazione all'acquisto del velivolo aereo succitato destinato all'impiego nelle attività di ricerca e salvamento a mare per il 2017?
- Se non si tratta della stessa organizzazione, di quale organizzazione stiamo parlando? Chi la promuove? Chi la finanzia? E' possibile contattare i loro uffici?
-Come mai il vostro sito Moas riporta un link che riconduce all'organizzazione cessata nel 2013?

La risposta di MOAS e il sito "under construction".

E' la sera del 4 maggio quando riceviamo la risposta di MOAS: "Abbiamo controllato con il portavoce della One Foundation con cui siamo in contatto, Lye Ogunsanya, che ci ha precisato che il sito della fondazione non è aggiornato. Ovviamente la fondazione rimane operativa (altrimenti non potrebbe finanziarci, come sottolineato da lei stessa) e può fare riferimento a questa come "One Foundation", Dublin, Ireland.

"Per qualunque domanda può contattare liberamente il Sig. Ogunsanya", prosegue MOAS, che comunque precisa: "La donazione della fondazione copre nella sua interezza i costi relativi all'utilizzo operativo del velivolo, quindi personale, carburante, tasse e permessi". 

Nessun altra informazione: non un indirizzo fisico, non un numero di telefono. Solo una mail. A questo punto non ci rimane che formulare le nostre domande alla casella di posta fornitaci da MOAS. Nel frattempo, a meno di 24 ore di distanza dal nostro primo contatto con MOAS, il sito di The One Foundation è stato messo off line ed ora risulta "under costruction": inaccessibile.

Dieci domande sospese nel vuoto e una generica dichiarazione 

Abbiamo formulato 10 domande all'indirizzo del referente della charity irlandese fornitoci da Moas. In risposta, ci è giunta una dichiarazione in cui ci viene fornito un codice di registro dell'organizzazione denominata "One Foundation", (una denominazione leggermente diversa da The One Foundation, come riportato nel sito Moas e nel sito dell'organizzazione poi reso inaccessibile) e che riportiamo in fondo all'elenco. Ecco intanto le dieci domande di TISCALI a Lye Ogunsanya. 


1) The One Foundation è ancora operativa o è in realtà cessata nel 2013?
2) Quali prove possiamo ottenere sulla sua esistenza ed attività?
3) Qual è il suo ruolo individuale nell'organizzazione?
4) Chi è l'attuale presidente o amministratore delegato, da chi è composto il Consiglio dell'organizzazione?
5) Qual è la vostra sede legale?
6) In quali progetti siete coinvolti adesso? Possiamo avere delle dimostrazioni del vostro lavoro?
7) Quale era il costo per l'acquisto dell'aereo che sarà impiegato da MOAS in missioni di ricerca e salvataggio sul mare Mediterraneo?
8) Qual è l'importo totale della donazione da The One Foundation a MOAS per il 2017? Qual è il costo per l'acquisto del velivolo? 
9) Da dove provengono i fondi? Siete in grado di certificarli?
10)Perché il sito Moas si ricollega a un'organizzazione che ha chiuso i battenti nel 2013?

"One Foundation è un fondo filantropico privato con sede a Dublino, ed è registrato come ente di beneficienza dall'Autorità Regolatrice Irlandese (Irish Charity Regulator) per gli enti di Carità, con il numero di registro CHY14865", ci risponde Lye Ogunsanya, che si qualifica come Portfolio Manager della One Foundation. "Uno degli obiettivi della Fondazione è quello di migliorare la vita dei rifugiati, sostenendo le organizzazioni senza scopo di lucro. Pensiamo che la "filantropia attiva" possa essere un modo efficace per generare soluzioni a lungo termine alle problematiche che oggi affrontano i rifugiati: per questo la Fondazione investe fondi, competenze, supporti tecnici e altre risorse nelle organizzazioni senza scopo di lucro che condividono la nostra visione per aiutarli ad apportare un cambiamento di impatto". 

Riguardo al nodo della cessazione di attività il nostro interlocutore fa una parziale ammissione, aggiungendo poi però che "alcune attività" proseguono ancora: "La Fondazione ha intrapreso un importante programma di 10 anni che si è concluso nel 2014. Questo programma ha fornito sostegno ad attività incentrate sulla la povertà, la salute mentale e l'integrazione delle minoranze in Irlanda. Anche se la maggior parte delle attività si è conclusa nel 2013/14, alcune continuano a concentrarsi sulla crisi dei rifugiati. La partnership MOAS è solo una di queste". Nel link al Charities Regulator che ci fornisce Ogunsanya sono effettivamente riportati due report di attività relativi al 2014 e 2015 e riferibili alla denominazione "One Foundation". Non sappiamo e non ci viene detto se esista qualche continuità con la precedente forma giuridica "The One Foundation". Riguardo all'indicazione dei fiduciari, viene indicato il nome di Declan Ryan dal 2004 al 2013. Subentrano poi per un anno Paula Doherty e, dal mese di novembre del 2016, un certo Steven Maxwell.

Riguardo infine al perchè il sito ufficiale dell'organizzazione riportasse in modo inequivocabile l'avvenuta cessazione di ogni attività nel 2013, ecco la risposta di Ogunsanya: "Ci concentriamo maggiormente sulla filantropia attiva piuttosto che sulla pubblicità: ecco perchè il sito non è aggiornato". Una scelta certamente singolare, quella di non spendere una cifra irrisoria per l'aggiornamento del proprio sito istituzionale a fronte della capacità di mobilitare ingenti risorse per l'acquisto di un aereo di ricognizione nel Mediterraneo.