[Il punto] Ecco il vero piano di Salvini e della destra europea per bloccare gli sbarchi e neutralizzare le Ong

L'obiettivo del ministro degli Interni è quello di creare dei Centri di accoglienza sulle coste africane. Un progetto sul quale potrebbero esserci dei dubbi del M5S. Il capo del Carroccio: "Oggi l'Italia è tornata centrale e ha risvegliato l'Europa"

Migranti
Migranti

Sarebbe l’allestimento di Centri di accoglienza in Nord Africa - stando a La Stampa - il vero punto d’arrivo della Lega e delle destre europee sulle politiche migratorie. E gli esponenti di alcuni stati favorevoli a questa linea si starebbero coalizzando per dar gambe al piano blocca-sbarchi di Matteo Salvini. Un progetto che potrebbe tuttavia non essere completamente condiviso dai 5Stelle, co-firmatari del contratto del governo giallo-verde.

Tutto ruoterebbe intorno all’imperativo primario del leader leghista di bloccare i migranti sulle coste del Continente nero, e in particolare in Libia, cosa ribadita, si dice, durante un vertice a Palazzo Chigi. 

Proprio per mettere le fondamenta di questa soluzione, il capo del Carroccio starebbe preparando le valige per recarsi a Tripoli. L’idea da cui partire: investire di più nella Guardia Costiera del posto, al momento sguarnita di mezzi e uomini. Un passaggio condiviso anche dai cinquestelle. Del resto, su questo tasto sembra battere anche l’Europa, visto che ha appena ri-finanziato con alcuni miliardi di euro il piano per l’Africa, dove il sostegno all’ex Paese di Gheddafi è ampiamente previsto.

Salvini

Ciò dovrebbe significare un incremento di rapporti dei libici con la nostra Guardia Costiera, per meglio dettagliare le rispettive aree di competenza. In pratica una strategia che comporterà la necessità di intercettare molti più gommoni carichi di disperati e riportarli a riva.

Aprire dei centri in Libia e Tunisia rappresenta un obiettivo comune da tempo anche a certi ambiti del governo tedesco. Non per nulla Salvini avrebbe cominciato a ragionare con il ministro Horst Seehofer, spesso critico con Angela Merkel, per elaborare una proposta comune sulla difesa delle frontiere d’Europa. Seehofer si è insediato al ministero dell'Interno, aggiungendo una singolare delega "alla patria", dopo aver dibattuto per lungo tempo con la Cancelliera proprio sul tema migranti. Uno dei chiodi fissi del leader bavarese è sempre stato quello di respingere al confine i profughi, cosa proposta con un apposito masterplan. La Merkel però si sarebbe messa di traverso rifacendosi alle regole europee.

La proposta in ogni caso dovrebbe essere quella di creare centri di accoglienza per richiedenti asilo nei due Paesi nordafricani a spese della Unione. In quei centri si dovrebbe fare un primo screening sulle domande presentate.

La voce grossa sulla vicenda Aquarius avrebbe fatto convergere dunque sul numero uno del Carroccio l’attenzione dell’uomo di governo tedesco ma anche di altri esponenti della destra europea che ora non nascondono di voler passare all'azione. Si tratterebbe a loro avviso di tagliare i tempi e apprestare una soluzione quanto prima. Per questo Salvini dovrebbe presto volare a Berlino, dove sembra sia stato invitato da Seehofer. I due non sarebbero per altro, come accennato, i soli schierati su tale linea. Anche il leader ungherese Viktor Orban, il cancelliere austriaco  Sebastian Kurz e la leader francese del Front National Marine Le Pen avrebbero apprezzato le posizioni salviniane. Dunque il loro sostegno non dovrebbe mancare. Come non dovrebbero sottrarsi al richiamo altri europarlamentari come l’olandese Geert Wilders,  aperto ed entusiasta sostenitore del capo della Lega. “Lui – avrebbe spiegato con enfasi – è in contatto con Ungheria e Austria per creare una nuova potenza in Europa insieme con i Paesi del gruppo di Visegrad”.

L’idea di attivare dei centri sulle coste africane piace da tempo anche al Belgio, tanto che il leader leghista italiano pare esservisi in parte ispirato. “Servono nel Nord Africa dei centri di accoglienza e selezione dove riconoscere i rifugiati veri dai rifugiati falsi, come dice il governo belga”, avrebbe affermato Salvini in una intervista video citata dai giornali. Quanto al leader austriaco di estrema destra Kurz, prossimo all’assunzione della presidenza del Semestre europeo, aveva espresso una posizione simile quando parlò di creare centri di accoglienza in Albania o in Kosovo, in sintonia con il governo danese.

L'arrivo nel porto di Catania della nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo oltre 900 migranti

L'orientamento dei cinquestelle

Ma cosa ne pensano gli alleati “contrattuali” di Salvini del progetto in questione? Qualche differenza di orientamento si nota. Il M5S ha fatto capire di prediligere l’idea degli hub internazionali da allestire nel nostro Pese. Questo dietro il presupposto di garanzie ferree sulla redistribuzione per quote dei richiedenti asilo in Europa. Soluzione che al momento trova però l’ostacolo del Regolamento di  Dublino, e ottenere una modifica immediata non appare certo semplice.

Un progetto del genere, teso a risolvere alla radice il problema migranti fuori dai confini europei (già praticata del resto in certo qual modo da Minniti) ha ripercussioni ovvie sul ruolo attuale delle Organizzazioni non governative. Anche da qui nascerebbe la presa di posizione leghista sulle  vicende della navi Aquarius e Sea Watch con relative conseguenze.

Sull'atteggiamento intransigente del ministro degli Interni i cinquestelle avrebbero espresso dubbi. Per ora la mediazione individuata porterebbe a rivedere il regolamento di Minniti, con la previsione di un “primo soccorso” e “primo riconoscimento”. In mancanza di ciò verrebbe negato lo sbarco in Italia. Alcune discussioni ci sarebbero state anche riguardo a quali competenze attribuire al Viminale e quali attribuire al ministro dei Trasporti Toninelli.

Le polemiche

Non si fermano intanto le polemiche a livello politico. Per il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, intervistato da Radio Popolare, “c'è una differenza tra provare a gestire il fenomeno degli arrivi e aprire spazi di novità come abbiamo fatto noi negli ultimi due anni e quello che abbiamo visto in queste ore. Si può sempre discutere di come si può fare meglio ma noi abbiamo lavorato per una riduzione degli sbarchi e una riduzione effettiva del fenomeno. Rimane il tema di come gestisce il fenomeno l'Europa. A fine mese il Consiglio europeo discuterà in merito, spero lo si faccia seriamente. Salvini ha strumentalizzato la delicata vicenda Aquarius senza porsi il problema di come fare un salto di qualità nelle politiche europee di coordinamento".

Ma il ministro dell’Interno – durante la puntata di Otto e Mezzo - ribadisce “sommessamente” che “sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l'instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L'Italia - sostiene - oggi è tornata centrale e ha risvegliato l'Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l'obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”. Quanto ai nostri cugini d’Oltralpe non manca la frecciata velenosa: "I francesi – afferma Salvini - fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l'Italia, tra cui moltissime donne e bambini".

Il capo della Lega insiste ancora: “Col nostro no abbiamo cominciato a ragionare seriamente di Nordafrica, di Tunisia, di Marocco, di Libia visto che il problema si risolve là. I francesi lì hanno creato più problemi di quelli che hanno risolto per questioni economiche. Quindi vedremo di lavorare con gli Usa piuttosto che con la Russia per stabilizzare il Nordafrica". Quanto a paventate discussioni interne al governo, il ministro leghista – durante la puntata di Otto e Mezzo - chiarisce: “C'è perfetta sintonia con il ministro Toninelli, con il vicepremier Di Maio e con il premier Conte. Sui migranti si tratta di buonsenso non di linea dura".

Il ministro Toninelli

A sua volta, a 105 Matrix su Radio 105, il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli precisa: “L'Italia continuerà a fare la grande operazione umanitaria di salvataggio" dei migranti "ma non lo vuole più fare da sola. Continueremo a farlo ma continueremo ad andare a chiedere a quelle responsabilità di cooperazione degli altri paesi europei. A quelli che oggi dicono che l'Italia ha sbagliato e ci stanno attaccando, dico: non dovete attaccarci, dovete aiutarci, perché questo il senso di una Unione europea".