Accordo tra M5S e Liberi e Uguali, Bersani tende la mano: "Se i grillini vogliono discutere io ci sono"

"Nonostante alcune “fondamentali distanze”, in primo luogo in tema di immigrazione, la porta a una eventualità simile "non è chiusa". Zoggia: "Su alcuni temi siamo più vicini al M5S che al Pd renziano"

Luigi Di Maio e Pier Luigi Bersani
Luigi Di Maio e Pier Luigi Bersani
di I. D.

La nascita di Liberi e Uguali, con la leadership affidata a Pietro Grasso, ha scatenato le discussioni su un possibile futuro asse tra la nuova formazione di sinistra e il M5S. Ovviamente dopo le elezioni, perché quasi tutto dipenderà comunque dal risultato elettorale dei due schieramenti. Fondamentale sarà l’affermazione dei grillini come partito vincente (un risultato dunque oltre il 30 per cento) da una parte, e un buon risultato (a due cifre) di Speranza, Civati, Fratoianni e company dall'altra. Se ciò dovesse accadere sarebbe più facile pensare a una convergenza basata sui programmi come messo in risalto ieri da La Stampa.

La disponibilità di Bersani

Dopo la riflessione lanciata dai giornali arrivano dei segnali importanti. Se il movimento fondato da Grillo volesse aprire un tavolo di discussione serio sul governo Pier Luigi Bersani, per esempio, non si tirerebbe indietro. Nonostante alcune “fondamentali distanze”, in primo luogo in tema di immigrazione, "la porta a una eventualità simile - a suo dire - non è chiusa".

“Se vorranno discutere significa che avranno deciso di cambiare e sarà un bene per la democrazia”, ha osservato l’ex segretario Dem riferendosi alle nuove prospettive apertesi nello scenario politico. Bersani ha poi spiegato di non essersi mai arreso all’idea di un movimento rappresentativo come i Cinque Stelle chiuso ostinatamente dentro il fortino. "Io resto quello dello streaming, con le mie idee che propongo con umiltà e la mia tranquilla disponibilità" ha affermato infine, stando a quanto riportano i media.

"Più vicini ai grillini che a Renzi"

Pietro Grasso non ha voluto rilasciare commenti sull'argomento, ma Davide Zoggia, ex presidente della provincia di Venezia, ha sostenuto apertamente come "su alcuni temi sia indubbio che siamo più vicini a M5S che al Pd renziano (Penso alla tutela dei consumatori, ma anche sui diritti del lavoro alla fine i grillini sono più sensibili dei dem)" è facile intuire quindi quali prospettive post elettorali potrebbero nascere circa il sostegno a un governo a guida grillina basato su un programma ben concordato. E anche se Roberto Speranza resta con i piedi per terra evidenziando distanze enormi su ius soli e ong, Pippo Civati – pioniere da illo tempore di un possibile dialogo con i pentastellati – fa notare che comunque "noi siamo un osso duro, perché attraiamo molto loro elettori. Per chi fa dell'onestà un marchio, diciamo che anche Grasso può dire la sua".

Al momento la preoccupazione prevalente per il presidente del Senato e gli esponenti di Liberi e Uguali resta il raggiungimento di un risultato significativo, intorno al 10 per cento. In tema di intese future poi si vedrà, fanno sapere fonti interne ad Mdp. Tuttavia se il Pd, com’è probabile, non otterrà l’incarico di formare il governo “cercherà in tutti i modi di mettere in piedi una coalizione con Berlusconi”, avrebbero osservato ancora quelle fonti, come riporta La Stampa. In questo caso il M5S resterebbe l’unico interlocutore possibile.

Sul fronte Cinque Stelle

Sul fronte dei Cinque Stelle del resto pare che Grasso goda di buona considerazione. “Meglio la sinistra della Lega di Salvini”, osservano in tanti da quelle parti. Mentre molti senatori, che hanno avuto modo di conoscere direttamente in questi anni il presidente di Palazzo Madama, gli riconoscono “autonomia e indipendenza”. Per conferma chiedere a Paola Taverna, Vito Crimi, Maurizio Buccarella, Andrea Cioffi, Michela Montevecchi.

E Di Maio? Il premier in pectore del M5S chiarisce nelle sue apparizioni pubbliche che “il movimento non fa alleanze con nessuno”, tuttavia – scrive su Facebook – “se il giorno dopo le elezioni i numeri non saranno sufficienti ci rivolgeremo a tutte le forze politiche (in piena trasparenza)”. Ecco, appunto.