[L’intervista esclusiva] Legnini: "La lentezza dei processi è insopportabile e ingiusta. Serve tagliando alla legge Severino"

Il vicepresidente del CSM traccia una sorta di bilancio di fine legislatura. E a proposito di alcune assoluzioni eccellenti degli ultimi mesi, da Mastella a Orsi, dice: "Dovremmo tutti, dall'opinione pubblica al sistema dei media, rispettare il principio costituzionale che siamo tutti innocenti fino a sentenza definitiva". Serve "un tagliando" alla legge Severino "sull'obbligo di dimissioni dopo la condanna in primo grado". Il 19 febbraio il giudizio disciplinare sul pm Woodcock. Consigliatura record con 11 toghe licenziate, il doppio rispetto alla media

[L’intervista esclusiva] Legnini: 'La lentezza dei processi è insopportabile e ingiusta. Serve tagliando alla legge Severino'

È di questi giorni la notizia dell'assoluzione dell'ex ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi e dell'ex ad di Agusta Westland Bruno Spagnolini. Erano accusati di corruzione internazionale, in India. Ai tempi, nel 2012, divenne noto come l'affare degli elicotteri. Un grande scandalo, politico ed economico perché nel frattempo Finmeccanica ha dovuto cambiare nome, chiamarsi Leonardo, perdere commesse per milioni di euro ed interrompere importanti rapporti commerciali con l'India (persi 560 milioni solo per i 12 elicotteri). Nei mesi scorsi hanno fatto molto discutere l'assoluzione, dopo 9 anni di processi, di Mastella e della moglie perché , ha detto il giudice, "il sistema Uduer di pressioni per le nomine nella sanità non è mai esistito".  Intanto, però, è caduto un governo (Prodi, 2008). Finito in nulla anche il processo all'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni che nel 2014 dovette dimettersi per l'accusa di finanziamento illecito ai partiti nell'ambito dell'inchiesta sul Mose di Venezia. "Èstata buttata all'aria una città per nulla" ha gridato a settembre scorso quando uscì dal processo. Sarebbero tanti i casi. Questi sono solo i più clamorosi. Se li mettessimo tutti in fila, saremmo costretti a prendere atto del fatto che c'è ancora molto che non va nel modo di amministrare la giustizia. 

Cerchiamo lumi al Consiglio superiore della magistratura. Con un governo dimissionario, seppur in carica, e la legislatura in campagna elettorale, può essere il luogo, forse l'unico, dove provare a ragionare a mente fredda, tentare un bilancio di fine legislatura. Cinque anni in cui la magistratura è stata ancora una volta protagonista e decisiva. Il padrone di casa ci riceve nel suo studio al primo piano di palazzo dei Marescialli

Vicepresidente Legnini,  intravede un fattore comune in queste vicende così diverse? 

"Il fattore comune  che intravvedo, non potendomi esprimere sul merito, è quello dell'insopportabile lentezza dei processi. È ovviamente fisiologico  che un processo che si sviluppa in tre gradi di giudizio si concluda con assoluzione.  Purtuttavia, il tempo lungo ed irragionevole  del processo produce un esito ingiusto, anche quando l'esito è favorevole all'imputato. Una delle riforme costituzionali più condivise  degli ultimi anni, quella dell'art. 111, fu emanata proprio per prevenire tale ingiustizia legata al fattore tempo,  mediante l'introduzione del principio di rango costituzionale del processo giusto e con una durata ragionevole".

Riforma disattesa, possiamo dire. Esagerando un po', verrebbe da dire che i tribunali sono anticostituzionali.

"Fino a quando il nostro paese non  attuerà appieno tale principio, non potremo dirci soddisfatti del funzionamento del sistema giudiziario. Stiamo facendo passi avanti, i tempi si stanno riducendo ma  occorre andare avanti con maggiore celerità.  Mi auguro che le riforme di questi anni , gli investimenti in corso  in personale e digitalizzazione , nonché gli indirizzi organizzativi  degli Uffici giudiziari emanati dal CSM,  possano consentirci  nei prossimi mesi e anni di dare piena  attuazione a quel principio costituzionale risalente a più di 18 anni fa".

Lei è almeno il secondo o il terzo vicepresidente del Csm che auspica la sospirata attuazione. Perché quella evocata da lei dovrebbe essere la volta buona? 

"Perché la strada imboccata negli ultimi anni sia dal Parlamento e dal  Governo che dall'Organo  di autogoverno dei magistrati, credo sia quella giusta. Ad esempio, la  riforma del processo penale approvata lo scorso  anno contiene norme che, quando saranno pienamente attuate, potranno rendere la procedura più snella e veloce. E poi perché  finalmente si sta procedendo all'assunzione di giovani cancellieri, con le ultime disposizioni della Legge di Stabilità si supererà  il numero di 5000 nuove assunzioni. Sono  in corso di espletamento, inoltre,  tre concorsi per l'assunzione di giovani magistrati. Di tali risultati va dato atto al Ministro della Giustizia, al Governo e al Parlamento . Infine, l'operato del CSM che si è fortemente caratterizzato per una forte implementazione della cultura organizzativa degli uffici giudiziari attraverso numerose iniziative, indirizzi, risoluzioni. L'elenco sarebbe lungo, mi limito a sottolineare il rilevante dato culturale insito nel complesso degli atti consiliari prodotti ed in via di definizione". 

Può indicare quella che secondo lei è la cifra della svolta dell'organo di autogoverno? 

"La svolta  che abbiamo promosso consiste nell'aver collocato al centro dell'esercizio delle funzioni consiliari proprio  l'attenzione per l'organizzazione giudiziaria,  promuovendo , tra l'altro , iniziative riguardanti i tempi, le priorità nella trattazione dei procedimenti, i rapporti con l'avvocatura e ogni altro aspetto capace di assicurare l'efficiente esercizio della giurisdizione".

Ogni indagine è  sacrosanta. Ma si può immaginare un modo per evitare effetti collaterali disastrosi quando poi dal punto di vista penale resta un nulla di fatto?

"Magari ci fosse un modo. I tempi ragionevoli del processo - come ho già detto -  certamente aiutano ad attenuare gli effetti pregiudizievoli . È ovvio che  vi è una fondamentale differenza se  l'infondatezza di un'accusa  viene accertata dopo pochi mesi o dopo dieci anni . Credo, però, che sia molto rilevante far leva su un dato culturale fondamentale, che interessa l'opinione pubblica, il sistema dell'informazione e gli attori della giurisdizione. Mi riferisco all'antico ma attualissimo principio costituzionale della presunzione di innocenza. Voglio dire che dobbiamo abituarci all'idea che se un pm esercita l'azione penale, che come è  noto  è obbligatoria, con iniziative a volte anche molto eclatanti, la persona indagata o raggiunta da misure di ogni genere deve essere considerata innocente fino a prova finale. Sembra banale  ma il vero garantismo è questo. Posso aggiungere una considerazione generale?

Prego?

"Quest'anno ricade il 70esimo anniversario dell'entrata in vigore della nostra carta costituzionale. Le risposte più rilevanti che i cittadini attendono dal sistema giudiziario le troviamo nella nostra Costituzione. Se provassimo, finalmente, ad attuarla fino in fondo, nel nostro paese si affermerebbero  con maggiore efficacia il sistema delle garanzie,  compreso il diritto di difesa, la giustizia giusta e dalla ragionevole durata, la presunzione di non colpevolezza. In definitiva , i principi fondamentali dello Stato di diritto".

Il governatore della Lombardia Roberto Maroni, rinuncia ad un nuovo incarico sicuro molto probabilmente perché sa che dovrà combattere con gli effetti della legge Severino che impone le dimissioni agli amministratori locali anche se condannati solo in primo grado. Ritiene ai necessario un tagliando alla legge?

"Non posso che ribadire quanto ho già  avuto modo di dire  in passato e cioè  che la previsione della decadenza dopo il primo grado per reati non gravi andrebbe rimeditata. È un tema di cui si discute da anni e mi auguro che il prossimo parlamento possa affrontarlo".

Caso Bellomo, il giudice amministrativo è stato destituito dall'organo disciplinare della giustizia amministrativa. Adesso la domanda che molti si fanno è  se siano in servizio pubblici ministeri che hanno passato il concorso in modo illecito. Vi siete posti questo problema? 

"Non penso che si ponga un problema  perché il concorso per l' ingresso in magistratura è improntato alla massima trasparenza. Credo che sia il concorso più rigoroso e difficile dell'intero sistema pubblico. E ciò prescindendo dalla  frequentazione delle scuole  di formazione, tema questo che richiede riflessioni ed iniziative di ben altra natura".

Il 19 febbraio la sezione disciplinare del CSM affronterà il caso del pm Woodcock. L'accusa è di non aver rispettato la procedura nell'indagine Consip. Il Csm è  già  stato coinvolto in questa indagine. Si è fatto un'opinione? 

"In quanto Presidente della sezione disciplinare non posso rispondere".

Affaire banche. Quale insegnamento o suggerimento può trarre il Consiglio dal lavoro della Commissione parlamentare sulle banche? 

"Nessun insegnamento poiché come è noto le finalità non erano ne potevano essere di ordine giudiziario. Pur tuttavia, quella importante attività svolta in sede parlamentare mi rafforza nel convincimento che la competenza per i reati finanziari  debba essere assegnata alle procure distrettuali favorendo specializzazione e capacità di gestione di procedimenti di indagine  spesso molto complessi. I piccoli uffici difficilmente possono far fronte ad impegni processuali che richiedono oltre che tempo anche gruppi di lavoro e sezioni specializzate con strutture organizzative adeguate. Ad esempio, nei procedimenti riguardanti gli amministratori delle banche, spesso le parti civili sono decine di migliaia con problemi gestionali enormi".

Come valuta la modifica intervenuta nelle pieghe della finanziaria per cui i membri togati del CSM potranno subito accedere ad incarichi direttivi senza aspettare un anno di tempo come è accaduto per chi li ha preceduti? 

"Si tratta di una norma sulla quale il Csm non è stato investito in alcun modo. Comunque proprio ieri abbiamo aperto una pratica affinché  il Consiglio possa esprimersi su tutta la materia dei fuori ruolo, provvedendo nel caso ad elaborare una proposta al legislatore organica e generale. E vogliamo farlo sviluppando un confronto con l'ANM".

Quanti procedimenti disciplinari sono stati decisi dalla consiliatura del CSM da lei presieduto?

"Sono stati 553 i procedimenti definiti, 171 le sentenze di condanna e 165 quelle di assoluzione, 22 le sentenze di non doversi procedere (decise dal pg anche per cessato servizio) e 22 le misure cautelari (6 sospensioni obbligatorie; 6 cautelari facoltative; 10 trasferimenti d'ufficio). Abbiamo deciso la destituzione dal servizio, ovvero il licenziamento, di 11 magistrati, 6 furono nella passata consiliatura".

La consiliatura dei record?

" Non parlerei di record ma  di aumento di efficienza. Abbiamo avuto tempi rapidi nel definire i fascicoli. Difficile individuare altre categorie pubbliche o professionali che hanno saputo accertare e sanzionare illeciti disciplinari come abbiamo fatto in questi anni".

Che tipo di eredità lascia questa consiliatura? Qualche occasione sprecata? Priorità per quella che verrà ? 

"È  presto per parlare di eredità perché abbiamo di fronte ancora nove mesi di attività  e lavoreremo fino all'ultimo giorno. Ciò che posso dire oggi è che noi abbiamo operato il più esteso ed impegnativo ricambio al vertice degli uffici giudiziari italiani di ogni grado; abbiamo prodotto quella svolta organizzativa di cui ho parlato e provveduto alla cosiddetta autoriforma cambiando i regolamenti di funzionamento dell'istituzione ed introducendo massicce dosi di trasparenza e, mi auguro nel tempo, di maggiore efficienza".

Quando lei ha iniziato, in magistratura erano molto forti le correnti e si parlava, con orrore, di toghe rosse.  Argomenti di un mondo che non c'è più o ancora attuali? 

"Le correnti stanno cambiando, come è cambiata la magistratura e la  percezione da parte  dei cittadini del loro operato. Si tratta di un tema complesso, sarebbe un'altra intervista...".