[L'analisi] Da garante a super guru M5S che finge di sparire: il nuovo Grillo beffa gli avversari politici

Da molte parti, forse troppe, si parla di ritiro del comico e creatore del MoVimento dall'attivismo politico. Invece è in atto una mutazione. Su cui si gioca il futuro dei pentastellati

Via Beppe Grillo, avanti con un super Grillo
Via Beppe Grillo, avanti con un super Grillo
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Il garante dei Cinque Stelle si fa da parte, o meglio, si mette a lato dei protagonisti della corsa verso le elezioni politiche del 4 marzo. Lo diceva da tempo, Beppe Grillo, e spifferi interni al M5S confermavano la sua voglia di fare altro, o meglio di farlo in modo diverso. Dunque esagera La Repubblica e altra stampa filogovernativa a parlare di addio di Grillo al MoVimento che lui stesso ha fondato e di cui è stato finora discusso e imprescindibile ago della bilancia. Ma è indubbiamente in atto una mutazione. Che passa per una prima fase di defilamento di Beppe Grillo. Tanto per cominciare, il suo nome non compare più nel simbolo del M5S, e lui stesso ha confermato che il blog, piattaforma fondamentale da cui è nato l'attivismo dei Cinque Stelle, prenderà una sua strada autonoma.

Sparito? No: conferenziere

Sul sito della piattaforma Rousseau, il software che gestisce e regola molte attività del M5S, resta aperto l'invito a fare donazioni per sostenere il nuovo Blog delle stelle che d'ora in avanti sarà la vetrina della politica dei pentastellati. Grillo si riprende il suo sito, dedicato alle attività artistiche che dunque riprenderanno il centro della sua vita, ma ha anche annunciato che andrà in giro a fare conferenze, di persona o in video, anche all'estero. Ed è realistico immaginare che amplificherà a suo modo le battaglie politiche in corso del MoVimento. Dunque non una scomparsa, una trasformazione in guru-conferenziere di peso. 

Il "Fake" tour, le parole di Di Maio e i silenzi di Casaleggio Jr. 

In questa fase, comunque, è inevitabile notare il ruolo più defilato che lo stesso Beppe Grillo si è dato. Sui palchi dei grandi raduni a Cinque Stelle non compare, il tour nel Norditalia di Luigi Di Maio a caccia di candidati provenienti dal mondo dell'Università e dell'alta cultura, pure nella tappa a Genova, ha visto il nuovo capo politico del M5S procedere per conto suo, senza incontri pubblici con Grillo. Ma lo stesso Di Maio, che studia da premier, è poi intervenuto sul tema dicendo che nonostante le apparenze "Beppe Grillo è molto più presente di quanto non sembri". C'è da credergli. Se gestito con intelligenza strategica, il nuovo ruolo del comico-guru diventerebbe una formidabile spalla da battitore libero a un movimento che ha sempre rifiutato di chiamarsi partito e che ora partito diventa. Giocandosi la scommessa più importante: dimostrare di aver formato una degna classe dirigente, che è cosa diversa da attivisti più o meno dotati che debbano chiedere il permesso a Grillo o a Casaleggio di fare qualsiasi cosa, rischiando scomuniche politiche. E provare a tutti che sa come governare e rilanciare l'Italia. Quel che dà da pensare è il silenzio tra Beppe Grillo e Davide Casaleggio, che appaiono su binari differenti, anche se paralleli. Il vecchio super direttorio a tutto Web e Blog, con Beppe e Gianroberto, non esiste più. E nell'immediato l'uomo di spettacolo torna sul palco: il 23 gennaio parte il suo Fake tour, che non a caso continerà a girare l'Italia anche a ridosso delle elezioni. Non è una scomparsa, è una mutazione. Occhio.