Dalla casa del Grande Fratello alla casa gratis con i soldi pubblici: Casalino e il M5s nella bufera

Il Movimento di Grillo, Di Maio e Di Battista non si è ancora espresso sulla vicenda. Lievita anche il caso Palermo

Dalla casa del Grande Fratello alla casa gratis con i soldi pubblici: Casalino e il M5s nella bufera
di Paolo Salvatore Orrù   -   Twitter: @OrruPaolo

“Chi molto parla spesso falla” diceva il saggio. Dalle firme false a quelle clonate sino alla casa gratis al capo della comunicazione Rocco Casalino, ex concorrente del reality show il Grande Fratello, pagata con i fondi pubblici destinati al Movimento, per Beppe Grillo e la Casaleggio Associati è tempo di resa dei conti: dovranno capire se sono tutti irreprensibili quelli che arringano le folle con “onestà, onestà”, il glorioso e sinora vincente grido di battaglia.   

Le falle della corazzata M5s

Le falle che si sono aperte nella chiglia della corazzata Grillo&Casaleggio and Company sono aria pura per le boccheggianti sinistre e destre italiane. "Pagare la casa di Rocco Casalino e dello staff del M5s con i soldi degli italiani è vergognoso. Questo utilizzo scorretto di soldi pubblici è ancora più inaccettabile da chi pretende di dare patenti di moralità agli altri", ha commentato Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra. "Il M5s – ha aggiunto Castaldini - dimostra la totale assenza del rispetto istituzionale e un'arroganza senza precedenti come è evidente anche dalla recente vicenda delle firme false a Palermo. Sono quanto peggio possa esistere in politica: predicano bene e razzolano male”.

La gestione omertosa del caso Casalino

Saremo tutti onesti saremo tutti buoni, dicono in buona sostanza i manifesti di tutti partiti in tempo di elezioni, anche quelli dei 5s. Ma quanto è avvenuto a Palermo e la gestione silenziosa dal caso Casalino da parte dei vertici getta un’ombra sul Movimento. Siamo passati da "onestà-onestà" a Grillopoli? “Nel solito silenzio omertoso è assordante di Grillo e dei vari Di Maio e Di Battista che si girano dall'altra parte e intanto scappano da Palermo nel loro tour ferroviario. Eh, come è trasparente la diversità grillina", ha rilevato Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo del Pd al Senato sulla vicenda firme false a Palermo con gli ulteriori sviluppi rivelati dal Corriere della sera, secondo il quale non ci sarebbero solo firme copiate ma alcune di quelle inserite negli elenchi ufficiali acquisiti dalla Procura di Palermo sarebbero state clonate. Un’accusa che è stata supportata dalla dichiarazione di due “testimoni”, i cui dati si trovano in quegli elenchi: avrebbero riferito di avere firmato nei banchetti dei 5stelle per il referendum sull'acqua del 2011 e non per il sostegno alle liste delle comunali del 2012. Insomma, i loro dati secondo il pm sarebbero stati "rubati".

I testimoni pericolosi

Otto pentastellati sono indagati, tra cui alcuni parlamentari nazionali e regionali. All'appello di Grillo che ha invitato a sospendersi dal movimento hanno risposto il deputato delle regione Sicilia, Giorgio Ciaccio, e Claudia La Rocca, la supertestimone che ha collaborato con i magistrati dando un'accelerazione all'indagine. Il Pd da giorni spara a zero contro Grillo e il direttorio, accusandoli di evitare nel loro tour per il no al referendum proprio la tappa Palermo. "I vertici pentastellati, che sapevano e hanno taciuto, non possono Di Maio e Di Battista, Grillo e Davide Casaleggio continuano a tacere o sminuire il valore politico delle vicende.  Tuttavia, le firme false di Palermo, gli scontri nella Giunta di Roma per i casi Muraro e ora Berdini, il caso Casalino mostrano il monolite costruito dall’ex comico sta già avendo crepe inattese”, afferma il senatore del Partito democratico Francesco Scalia. Alessandro Di Battista, in tour a Messina per il no al referendum, tenta di infondere sicurezza ai suoi confermando la linea dura di sempre contro che chi non osserva il “no statuto” del M5s.  

Da “firmopoli” al caso Casalino

"Tutti i partiti prendono soldi, compreso il Pd, anche per i gruppi del Senato. Ho letto l'articolo dell'Espresso, è roba vecchia, su dove vanno i soldi del M5S: sono usati per pagare gli affitti dei dipendenti del gruppo che si occupano della comunicazione dei Cinquestelle. Uno di questi è Rocco Casalino”: Matteo Renzi, a Foggia per una iniziativa per il Sì al Referendum, ha affondato la lama e sparso sale sulla ferita aperta di Grillo. Paiono lontani i tempi in cui l’ex comico tuonava dal suo blog: gli incarichi pubblici vanno interdetti agli indagati finché la magistratura non fa il suo corso. Dissero i maiali di Orwell: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Anche per l’ex comico? Staremo a vedere.