Il Re Matteo è nudo, triturato da un fuorionda

Il renzismo che doveva rottamare la vecchia italia ha perso perché si è trasformato in restaurazione. E dopo essersi mutato nel contrario dei suoi proclami è finito per essere a sua volta rottamato

di Luca Telese

Il problema è che ora il Re è nudo. C'è, racchiusa in questo fuorionda di Graziano Delrio, in cui si lamenta per il fatto che Matteo Renzi non abbia fatto "nemmeno una telefonata" per evitare la scissione, una grande verità che in queste ore è sulla bocca di tutti. Una verità che adesso appare sfavillante e persino ingenerosa: Matteo Renzi è solo.

Il leader un tempo incontrastato, il leader un tempo decisionista, un tempo capace di dettare legge e determinare l'agenda si è come obsoletizzato nella battaglia referendaria. Ha perso tutti insieme il passo, la grinta, e persino la cattiveria che in tempi non lontani (novanta giorni fa, intervistato da Govanni Minoli) vantava ed esibiva lui stesso, come se fosse una virtù. Il problema è questo. Quando anche l'ultimo uomo che è rimasto incondizionatamente al suo fianco - l'ultimo, il più fidato - prende le distanze e in privato dubita di lui, è il segno che il potere temporale dell'uomo di Rigano è finito.

E se non si ha una visione caricaturale delle cose, se non si immagina un mondo popolato di traditori e doppiogiochisti, ci si rende conto che questo non è una coltellata nella schiena, è una presa d'atto dolorosa, soprattutto per Il ministro poi vicino a Renzi. Quando un uomo come Graziano Delrio dice, sconfortato, piuttosto che felice, che il suo segretario non sta facendo quello che può per evitare la scissione, racconta il dramma in tutta la sua grandezza: il leader decisionista è rimasto uguale a se stesso, ma il mondo gli è cambiato intorno. È la sconfitta che lo ha reso pigmeo, la batosta mai metabolizzata del referendum.

Più Renzi prova ad ignorare il voto del 5 dicembre, e più la sua ombra lo offusca. Più prova ad ammetterlo e a metabolizzarlo - anche se troppo tardi - più questo peso indicibile lo schianta. Non è un problema di voti, di consenso, di accordi di potere: il punto è la credibilità. Il dispetto affettuoso e tormentato di chi - come Delrio - è ancora al tuo fianco, è molto più feroce e ustorio del disprezzo di chi ti ha combattuto e tu vuole morto. Sono stati D'Alema, Onida, Landini, Travaglio e i professori del No, a metterti al tappeto. Ma è sempre un alleato che ti seppellisce, quello che ti da il colpo mortale. Tu quoziente Graziano. Così come erano i regicidi, e non gli oppositori, coloro a cui spettava l'onore di abbattere il sovrano decaduto.

Il renzismo triturato dai fuorionda non è la fine che Matteo aveva vagheggiato, e forse non è nemmeno quella che meritava, ma è comunque la stazione di capolinea di un viaggio in cui la candela ha bruciato dai due lati ed è arrivata velocemente al punto zero: "Come cazzo fai a non fare nemmeno un telefonata!!!?". Il fatto che Matteo quella telefonata la faccia solo dopo questo fuorionda è la conferma che lo mette al tappeto. Il segno di debolezza tardiva che non diventa mai grande e magnanimo. Il renzismo che doveva rottamare la vecchia italia ha perso perché si è trasformato in restaurazione. E dopo essersi mutato nel contrario dei suoi proclami è finito per essere a sua volta rottamato. Non da un nemico. Ma dal fuoco amico della realtà