"Mi fa schifo Napolitano": la rabbia di Moro, vincitore grillino di Sanremo

ll cantautore che ha sbancato il Festival insieme ad Ermal Meta non ha mai nascosto il suo attivismo per il M5S. Nel 2014 dal palco si scagliò contro il capo dello Stato

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Redazione Tiscali

Pensa, prima di sparare pensa/Prima di dire/di giudicare. Il brano che undici anni fa fece vincere a Fabrizio Moro la sezione Giovani di Sanremo era un invito ad andarci piano con la violenza e gli attacchi verbali. Ma ci sono questioni che coinvolgono anche la "pancia", l'indignazione personale, oltre alla ragione. Per questo c'è chi ricorda che nel 2014, sul grande palco in cui si chiudeva a Roma la campagna per le Europee del MoVimento 5 Stelle, il neo vincitore di Sanremo (col brano contro il terrorismo scritto insieme a Ermal Meta), un Moro in versione decisamente rock gridava nel microfono: "Schifo Giorgio Napolitano, non il politico, l'essere umano". E ancora: "Italia Paese finto democristiano, che tira il sasso e nasconde la mano". Indignazione grillina, furore politico-artistico.

Il presidente più detestato dagli esponenti Cinque Stelle

Tre anni fa a destare scalpore, nell'ambito di un clima infuocato in cui il M5S andava frontalmente contro il capo dello Stato, accusato di essere il grande regista di inciuci e larghe intese, di invadere l'azione Parlamentare in vario modo, accuse mosse anche dal Fatto Quotidiano diretto da Travaglio, Moro mise in musica quello che a Briscola si chiama carico da dieci. La sua totale mancanza di stima andava oltre il Napolitano politico e si estendeva a tutto l'essere umano, ex maggiorente del Pci diventato suprema carica dello Stato. 

Il grillino che sbanca Sanremo

Con gli anni Fabrizio Moro è diventato meno cantante e sempre più autore, uno dei più apprezzati dell'ultima generazione. Capace di resistere caparbiamente a chi lo accusava di aver estratto un vecchio ritornello scritto per altri artisti, proponendolo nel brano Non mi avete fatto niente che ha poi sbancato Sanremo. Uno di carattere, insomma. Che alla faccia della par condicio e dello stile equilibrato di Baglioni, senza vergognarsi della vicinanza al M5S si è portato nella sua teca personale la vittoria della più importante manifestazione televisivo-musicale del nostro Paese.