Vasco Errani batte Casini: i sondaggi che agitano il Pd di Renzi

L'ex governatore dell'Emilia Romagna, a Bologna, avrebbe un gradimento più alto di quello dell'ex presidente della camera. La situazione a livello nazionale

Vasco Errani (Liberi e Uguali) e Pierferdinando casini (Pd)
Vasco Errani (Liberi e Uguali) e Pierferdinando casini (Pd)
Redazione Tiscali

Cosa succederà in quel di Bologna alle prossime elezioni Politiche? Sarà interessante, anche per valutare i possibili nuovi orizzonti della sinistra, vedere come finirà nella città rossa per eccellenza tra l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini e l’ex presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani. Il primo è candidato con il Partito Democratico, l’altro con Liberi e Uguali. Uno è di estrazione democristiana, l'altro di estrazione comunista. Dunque da quelle parti – come fa notare Repubblica – si prospetta una “resa dei conti tra i dem e quei dirigenti (Bersani, D'Alema, Speranza) che dodici mesi fa hanno abbandonato il partito ritenendosi ormai del tutto non rappresentati dalla linea politica di Matteo Renzi”.

La sfida è carica di attese anche  a livello nazionale e – a quanto dicono – ha creato disorientamento tra gli elettori interessati. Stando agli ultimi sondaggi di Sylla srl si delineerebbero sviluppi  che inquietano il Partito Democratico. I risultati infatti premierebbero Errani. In pratica all’ex governatore dell’Emilia Romagna andrebbe il 23% dei consensi, mentre a Casini andrebbe solo il 15,13%.

A livello nazionale

A livello nazionale il sondaggio confermerebbe che “solo il centrodestra è in grado di raggiungere il 40% dei voti che - se unita a un buon risultato nei collegi uninominali -  può determinare la maggioranza di seggi in Parlamento e la possibilità di costituire un governo senza ricorrere alle larghe intese”.

Stando ad EMG la coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni sarebbe al 37,4%. Nel dettaglio: Forza Italia al 16,1%, la Lega al 13,9%, Fratelli d'Italia al 4,6% e la quarta gamba di Noi con l'Italia al 2,8%.

Il centrosinistra sarebbe al 27,9%. In pratica il Pd al 22,8%, la lista +Europa di Tabacci e Bonino al 2,1%, Civica popolare della Lorenzin all'1% e Insieme è al 1,6%.

Il Movimento Cinque Stelle, primo partito, sarebbe attestato sul 27,3% mentre Liberi e Uguali al 5,2%. 

Potere al popolo - lista nata dall'unione di Rifondazione Comunista con alcuni movimenti radicati soprattutto nel meridione d'Italia – stando a Lorien Consulting, sarebbe al 2,4%. CasaPound è data all'1,9%. 

L'astensionismo

Continua a risultare alta la percentuale degli italiani che si dichiara indeciso o che ha già deciso di non andare alle urne: sarebbe stimabile in un 40,5%.